ARAFEL
The Way Of Defender

Etichetta: Sound Age Productions
Anno: 2002
Durata: 43 min
Genere: Symphonic Pagan/Folk Black Metal


Proprio figo il CD degli Arafel, complimenti!
I 4 ragazzi vengono dall'Israele, ma sono originari della Russia, e suonano un Black Metal (perlomeno nei tempi sostenuti e in qualche riff) spesso "sporcato" con riff heavy e con abbondanti tastiere ora sinfoniche, ora folkeggianti. Cazzarola, un bel calderone! Ma gli Arafel non ingarbugliano la matassa, anzi tutte queste componenti della loro musica sono ben incastrate, incastonate attorno ad una potente sezione ritmica che si assume il compito di fare da metronomo in questo pandemonio.
Per rendervi l'idea, potrei paragonare alla lontana gli Arafel con gli Emperor di "Anthems..." o di "IX Equilibrium": questo è forse il paragone più vicino alla loro musica, anche se i maestri norvegesi (RIP) sono inarrivabili.
I 6 pezzi di quest'album (il loro primo) sono tutti di ottima qualità, ben suonati e con arrangiamenti tastieristici veramente di prim'ordine. Potrei citare ad esempio "Ten Shots" per illustrarvi come sia Emperor che Dimmu Borgir si facciano sentire nelle keyboards; e come gli Emperor, anche gli Arafel utilizzano nel guitar-work molti riff di natura heavy, frapponendoli a quelli tipicamente black.
Vorrei a questo proposito sottolineare l'unica cosa che non mi ha convinto di questo disco, e cioè una produzione troppo pulita, troppo perfettina. Per rendere al meglio, i riff black avrebbero dovuto godere di suond un po' più marcio. Insomma, è come suonare black metal con suoni tipici dell'heavy metal classico. Ma questa è, in fondo, solo la mia misera opinione.
Sempre nel brano citato troviamo anche stacchi con melodie estrapolate dal folklore slavo, a cui gli Arafel si ispirano (ricordo che sono originari della Russia). I tempi di batteria sono spesso veloci, ma non disdegnano rallentamenti e finezze, come su "The Ice". Nelle parti veloci il vocalist utilizza il classico screaming, in questo caso non molto acuto (molto sulle tonalità dell'ultimo Nergal dei Behemoth), invece nelle altre parti spesso la sua voce assume toni epici da brivido.
Altro esempio di mistura tra riff black e heavy è "Requiem", che gode anche di una parte struggente giocata tra tastiere, violino e voce pulita. In brani come "The First Battle" e "On The Dark Way" il lavoro delle keyboards si avvicina parecchio ai primissimi Arcturus, specie nella scelta dei suoni.
Un'altra cosa che mi ha colpito è stato il fatto di aver trovato nelle atmosfere del disco molte similitudini con i nostrani Aisling, ottima band triestina anch'essa dedita ad un Black Metal pagano tastieristico/folkeggiante.
Infine, il CD presenta anche una traccia video (che il mio PC ha caricato senza problemi!!! miracolo!!!), ossia il clip di "The Ice", realizzato molto bene, professionalmente, con immagini di loro che suonano mischiate con ricostruzioni di battaglie medievali tra le foreste. Spesso in primo piano il faccione incazzato del cantante, che anche qui mi ricorda molto Nergal dei Behemoth.
Per il resto, nulla da ridire sulla confezione del CD, infatti il libretto ha una grafica strafiga, con foto ed estratti di testo. Avrei preferito i testi per intero, soprattutto perché sono legati da un concept che narra le avventure di Alexander Nevsky, un personaggio storico della Russia del XIII secolo, che è divenuto eroe nazionale grazie alle sue imprese militari e patriottiche. Ma mi accontento anche così!
Non mi resta ora che rinnovare i complimenti agli Arafel per il grande lavoro svolto, e augurar loro di continuare su questa strada anche nel futuro. Dopo Salem e Orphaned Land, ecco i nuovi eroi del metal estremo israeliano!
(Randolph Carter - Novembre 2003)

Voto: 8.5


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