APOSTLE OF SOLITUDE
Sincerest Misery
Etichetta: Eyes Like Snow / Northern Silence Productions
Anno: 2008
Durata: 71 min
Genere: doom metal
Lo ammetto, da un po' di tempo a questa parte ho un debole per il doom
in tutte le sue forme e quindi ascolto sempre volentieri i promo di
questo genere che mi arrivano. Certo, anche in questo caso mi capita
spesso di ritrovarmi di fronte a delle opere fortemente derivative e i
numi tutelari tendono ad essere sempre gli stessi, dai Black Sabbath ai
Candlemass, passando per Cathedral e Solitude Aeternus; tuttavia la
cosa mi disturba molto meno che in altre situazioni, forse perché
diversamente da generi come il prog, il gothic o il power, non si è
ancora assistito a quella saturazione che ti lascia veramente esausto
di gruppi fotocopia.
Nonostante questa premessa, però, è innegabile che ci siano lavori
in cui l'essere un po' troppo derivativi viene messo in risalto ancora
di più se ci si trova di fronte ad un songwriting discreto ma non certo
eccelso. È il caso degli Apostle Of Solitude, band statunitense nata
dalle ceneri dei The Keep che con questo CD firma il proprio debutto
ufficiale dopo un paio di demo, "Apostle Of Solitude" (2005) ed
"Embraced By The Black" (2006).
Insomma, "Sincerest Misery" è un onesto album di mestiere,
tutt'altro che disprezzabile, che ripercorre un po' tutti i capisaldi
del genere, con risultati che non scadono mai nell'insufficienza, ma
nemmeno ti lasciano col fiato sospeso per l'entusiasmo. Oltretutto,
essendo il doom un genere già pesante di suo, se non viene sorretto da
una capacità di scrittura adeguata, finisce per inciampare nei suoi
pachidermici passi.
Fortunatamente il risultato finale si mantiene sempre su livelli
accettabili e ogni tanto gli Apostle Of Solitude sono capaci di dare
una buona sferzata grazie ad alcune composizioni sicuramente buone.
Prendiamo per esempio il brano di apertura, "The Messenger": ecco, qui
la band gioca le sue carte migliori: riff elefantiaci, incedere
possente e inarrestabile, una sezione ritmica quadrata e implacabile.
L'unico neo, a mio parere, è la voce di Chuck Brown, cantante dal
timbro pulito che però mi pare un po' poco versatile, risultando quindi
un po' povero di colore rispetto a dei giganti come Messiah Marcolin o
Robert Lowe. Funziona meno "Confess", che arranca un po' troppo senza
conferire il giusto pathos alla composizione, mentre convince "The Dark
Tower", composizione dotata di un retrogusto psichedelico e un forte
taglio sabbathiano.
Attraversiamo, quindi, altre sfumature di nero con "A Slow
Suicide", pezzo funereo che ricorderebbe più il doom senza speranza dei
My Dying Bride, se non fosse per l'approccio vocale completamente
diverso. Mi ha ricordato qualcosa dei Veni Domine più esasperanti.
Ammetto di non aver ben compreso "This Dustbowl Earth", dato che
si tratta di un lungo brano di otto minuti, ovattato e lontano, come se
venisse suonato nella stanza accanto, con un parlato che recita sopra
la musica; ma presto ci imbattiamo in "Sincerest Misery (1000 Days)" e
qui si torna a fare sul serio con quattordici minuti lentissimi,
funerei e disperati. Bella!
Chiude il CD una ghost-track, che poi non è altro che una cover di
"Electric Funeral" dei Black Sabbath: un po' rallentata e più pesante,
ma tutto sommato fedele.
Insomma, gli Apostle Of Solitude sono una band classicissima nel
suo genere e lo si vede fin dalla copertina, nera e viola con tanto di
caratteri gotici e strane figure dal sapore mitologico. Se non vi
aspettate niente di più di questo, allora potete dare una chance ad un
lavoro onesto che serve a mantenere vivo un genere che ha ancora
bisogno di album come questo.
(Danny Boodman - Novembre 2008)
Voto: 7
Contatti:
Mail Apostle Of Solitude: apostleofsolitude@gmail.com
Sito Apostle Of Solitude: http://www.apostleofsolitude.com/
Sito Eyes Like Snow / Northern Silence: http://www.northern-silence.de/