APHASIA
Arcane In Thalassa

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2002
Durata: 51 min
Genere: Black/Death Metal melodico


Ma che bravi questi Aphasia! E pensare che prima di ascoltare il CD già li giudicavo negativamente: la copertina prometteva il classico black sinfonico annacquato e spaccapalle tipico delle band minori, mentre le poche notizie di accompagnamento li presentavano come un miscuglio delle più disparate influenze black, death e thrash. Mi sono subito detto: "Ecco l'ennesimo gruppo che non sa dove vuole andare a parare!". Invece questo "Arcane In Thalassa" è veramente un bell'album! Gli Aphasia hanno tiro, tecnica e potenza ma soprattutto un suono omogeneo e personale. Ed è bene specificare che non suonano black sinfonico né progressive come la copertina mi aveva fatto temere! Il loro ibrido di gelido black norvegese e brutale death americano funziona alla grande.
Penso che un po' di notizie su di loro siano d'obbligo: la band si è formata nel 1995 nella provincia del Quebec (Canada) ed ha pubblicato prima un demo nel 1996, seguito da un EP dal titolo "Beyond The Infinite Horizon" (1998). Alcuni problemi di line-up hanno fatto slittare sino al 2002 il loro debutto su full lenght, "Arcane In Thalassa" appunto. La nuova formazione annovera il bassista e cantante Philippe e il batterista Simon mentre il chitarrista e cantante Stephane è l'unico superstite della vecchia formazione. Degli ex-Aphasia non rimane altro che lo spettro aleggiante tra i credits delle canzoni.
Se come me vi foste aspettati una delle stra-abusate intro di tastiera, la violenza della prima traccia intitolata "Devastating Wind" vi avrebbe sicuramente spiazzato. Più che un pugno in pieno volto, il brano dà la sensazione di attirarvi a forza a sè! Penso che il segreto risieda nella melodia che fa capolino tra le sfuriate di violenza sonora: il risultato è senz'altro più fresco che le ultime prove delle tanto decantate band scandinave. Forse c'era proprio bisogno che gli stessi stilemi sfruttati sino al midollo dagli europei venissero rivisitati da una giovane band nordamericana per produrre grande black metal!
Parlando in soldoni, immaginatevi i Gorguts che decidono di re-interpretare una canzone qualunque dei Dissection (o dei Satyricon, a seconda del brano): avrete un'idea di quale sia il suono degli Aphasia, più o meno. La qualità tecnica è piuttosto buona e le vocals sono curate per la maggior parte da Stephane, col suo grido acuto, mentre Philippe si limita a ruoli di coloritura col suo ruggito devastante.
Ma non tutto è violenza: gli Aphasia sanno anche frenare la loro furia per creare delicate atmosfere d'attesa. Purtroppo penso che questo sia il loro piccolo punto debole: questi intervalli sono molto impersonali, danno la netta sensazione di essere già stati sentiti parecchie volte in altre circostanze. Questo per via della scelta dei suoni e delle melodie. Se gli Aphasia adottassero dei suoni meno convenzionali e delle progressioni più originali la loro musica sarebbe quasi perfetta. Ritengo comunque la band in grado di migliorare il proprio standard perché il talento c'è eccome!
Tra i brani migliori, oltre alla già citata "Devastating Wind", si possono elencare la terza traccia "Passion Of Time" dove la qualità compositiva della band risalta in tutto il suo splendore. I Satyricon di "Nemesis Divina" fanno capolino nella canzone "Learning From The Unknown Image" che, sebbene non porti nulla di nuovo nel panorama black, è veramente una grande canzone! E se la musica è ben scritta nessuno ha il diritto di controbattere!! Altra grande musica è quella del brano "L'Absolu Ment".
Tutte le canzoni di "Arcane In Thalassa" sono state scritte appositamente per quest'album con l'eccezione di "Cries From Despair", scritta nel 1998, e del brano finale "Stormbound" che era apparso già nel primo demo del 1996. Si nota in quest'ultima traccia un songwriting ancora primitivo e derivativo ma penso che sia un piacevole diversivo rispetto alla coesione musicale che gli Aphasia dimostrano sino alla penultima traccia del disco. "Stormbound" risulta piacevole come la classica cover alla fine di un bel disco!
Una nota di merito va ai testi imperniati su un tema importante quale la confusione esistenziale e la ricerca di una strada per la propria vita, ovunque essa porti. Certo, può sembrare banale parlare di queste cose ma è pur sempre un sentimento che tutti abbiamo provato o stiamo provando. I testi sono stati scritti da Stephane in inglese con la debita eccezione della francese "L'Absolu Ment", notturna riflessione di Philippe.
Che dire allora? A me il disco è piaciuto parecchio e penso possa piacere a tutti gli amanti del black metal. La band è molto promettente e gli manca solo un po' di originalità nel songwriting per compiere il decisivo salto di qualità. Per il resto, come ho scritto, possiedono già un loro suono personale e questa è un'ottima premessa per il futuro.
Dovessi seguire il cuore darei ad "Arcane In Thalassa" un voto più alto ma in considerazione che questo è il loro primo album e che le aspettative sono elevate, penso che un 7,5 sia il voto più appropriato.
(Hellvis - Novembre 2002)

Voto: 7.5


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