APEIRON
The Cruel Crime (MCD)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 17 min
Genere: death metal melodico


Gli Apeiron si sono formati nel 2001. Il nucleo originario del gruppo è composto da Filippo Dendena (chitarra), Federico Lino (chitarra), Rodolfo Rolando (batteria) e Alessio Previde Massara (basso), ancora tutti attualmente in formazione. Il primo cantante ufficiale degli Apeiron è stato invece Claudio Passeri.
"Endternity", il demo d'esordio, è stato pubblicato nel 2002. In esso era già presente la canzone "The Chant", riproposta nel 2008 nel MCD "The Cruel Crime".
A fine anno, Claudio ha lasciato la band e gli Apeiron hanno trovato un sostituto dopo poco tempo: Sid (Spartaco Caliò). Da questo momento il gruppo si è lanciato in un'intensa attività sul palco, a fianco di ottimi gruppi italiani (tra le date più significative, si segnala la presenza all'Italian Gods Of Metal), e si è impegnato nella composizione di nuove canzoni.
Nel giugno del 2007, Sid ha abbandonato il gruppo. E' così che Filippo ed Alessio hanno deciso di impegnarsi ambedue al microfono, il primo sui registri più acuti, il secondo utilizzando il gutturale.
"The Cruel Crime", un MCD autoprodotto, è stato registrato nello studio Ironape Project di Vigevano, mentre l'editing e la masterizzazione hanno avuto luogo nei noti Massive Art Studios di Milano.
La copertina si distingue per i colori chiari, con il bianco sporco come dominante, violentato da macchie e caratteri rossi. La figura al centro della copertina rappresenta un volto maschile che urla, mentre si tiene la testa con le mani. Il libretto, di due pagine, contiene tutti i testi e le informazioni relative alla registrazione. Il retrocopertina è dominato da una bella foto di gruppo.
Prima di passare alla recensione, vorrei aprire una parentesi sul pacchetto promozionale che è arrivato in redazione. Gli Apeiron non si sono limitati a mandarci un promo anonimo. Hanno inviato proprio un pacchetto promozionale contenente il MCD completo di artwork ed a colori, più un foglio informativo esauriente, con contatti e liberatoria per i dati personali. In più, un CDr contenente tutti, ma proprio tutti, i dati relativi al gruppo, più fotografie, il demo "Endternity" in mp3 completo, una traccia inedita live, eccetera. Insomma, gli Apeiron hanno messo il giornalista nella piena possibilità di svolgere il proprio lavoro al meglio. Ora, come ben sapete Shapeless accetta tutto, anche i CDr più infami, perchè sappiamo quanti sacrifici debbano fare i musicisti per produrre la loro musica. Ma questa band si presenta subito bene, facendo sfoggio di una professionalità invidiabile. Sanno come presentarsi e, sapete, alla lunga queste cose pagano. Magari non per Shapeless, che non è mai stata legata alla forma di ciò che riceve. Ma le testate giornalistiche internazionali, le etichette, badano molto a queste cose. E chi è attento e professionale nel piccolo, tendenzialente lo è anche nel grande. Le etichette pensano a questo cosa, prima di mettere sotto contratto un gruppo...
Comunque sia, passiamo alla recensione di "The Cruel Crime". Un lavoro che mi ha subito incuriosito, al momento della ricezione. Questo perchè "Endternity", il demo del 2002, ci aveva presentato un death metal melodico piuttosto nella norma, ben suonato ed eseguito con passione. Ascoltando poi il promo-pack, o meglio, la traccia inedita e live "Burning Soul", mi sono trovato di fronte sempre al medesimo genere musicale, rappresentato da una canzone eseguita ottimamente e caratterizzata da un'arrangiamento melodico e stratificato, con la chitarra solista in grado di creare piacevoli fraseggi.
Dunque, mi sono sentito immediatamente stimolato ad analizzare, con più ascolti, "The Cruel Criminal", il MCD che passo a presentarvi.
Le danze sono aperte da "Scavening Thoughts (Of Mortality Lost)". La canzone è caratterizzata da un sound pesante, a tratti più oscuro di quanto ascoltato in passato. La traccia non è affatto veloce, avanza con fatica su una ritmica staccata ed irregolare. Il giro d'accordi sui quali la melodia è costruita è piuttosto banale, nella norma del genere. Come ho scritto più volte, il death melodico viene spesso penalizzato dall'uso costante e sistematico di tali clichè. Per fortuna, gli Apeiron sono abbastanza talentuosi da rendere il brano interessante grazie ad un arrangiamento ben costruito, nel quale ogni strumento contribuisce alla creazione di una musica intrigante. Basso e batteria, infatti, non si limitano mai a tenere esclusivamente il tempo. Grazie al loro lavoro, la musica degli Apeiron mantiene intatto il suo interesse anche dopo svariati ascolti. Buona la prova al microfono di Alessio: non si rimpiangono certo cantanti di ruolo.
La melodia si fa ancora più accentuata in "The Crossing". E anche il ritmo, pur non arrivando a velocità incredibili, è sicuramente più accentuato dell'opener. Il buon lavoro degli studi di registrazione ha garantito al gruppo potenza e nitidezza dei suoni (più potenza che nitidezza, a onor del vero), ma forse è un po' carente in quanto a vivacità ed agilità. La canzone sembra proseguire sui binari del death metal melodico più canonico, quando ecco partire una sezione più lenta, bellissima. La chitarra acustica suona note molto evocative, e la traccia sembra assumere un aspetto sognante. Poi il gruppo torna a picchiare con la consueta grinta, e "The Crossing" finisce.
Battute marziali aprono "Clutches Of Despair", la qual cosa mette in evidenza anche le radici heavy metal del gruppo, comunque sempre presenti nel genere. A seguire però la canzone pigia sull'acceleratore, liberandosi in una cavalcata potente e melodica. Una nota nel libretto consiglia di ascoltare questa musica a volume alto, e così ho fatto più volte. E la potenza c'è, questo sì. Sempre smussata comunque dalla melodia, e anche dai passaggi più evocativi, nei quali i musicisti accarezzano le corde e le pelli dei loro strumenti, dimostrando di essere in possesso di quel "tocco" che tanto spesso è assente nei musicisti metal, abituati a pestare. L'arrangiamento include un utilizzo vivace e creativo dei suoni, nonchè un ottima scelta di cambi ritmici. Gran bella canzone, in fin dei conti, anche se non si schioda dai modelli del genere. Però è innegabile che gli Apeiron sappiano il fatto loro.
A chiudere il MCD, una canzone bonus: come annunciato precedentemente, ecco il rifacimento di una traccia presente nel demo precedente, "The Chant (2008)". Non so perchè il gruppo abbia scelto di riproporla: forse il pubblico ha dimostrato un maggiore affetto nei suoi confronti. Riletta dalla formazione attuale, sta bene all'interno del MCD, senza accusare il peso degli anni. Anche qui ci sono sezioni molto potenti, ma anche stacchi più morbidi. E' innegabile che la canzone abbia una buon tiro, cosa che la rende ideale da essere suonata sul palco.
Gli Apeiron sono un gruppo di livello, e "The Cruel Crime" sta qui a dimostrarlo. E' un disco che non stanca, ma ci intriga mano a mano che gli ascolti si fanno più approfonditi. L'abilità strumentale dei musicisti è stuzzicante, e la band ha tutte le carte in regola per farsi notare e, perchè no, di sfondare. L'unico appunto, ma è generale, è quello di rendere via via più personale la propria proposta musicale: le melodie spesso appaiono scontate, legate ai canoni del death metal melodico di matrice svedese. Questo è un difetto tipico di tutti i gruppi dediti a questo genere musicale. Già così, gli Apeiron promettono molto. Se riuscissero a diventare ancora più personali, allora potrebbero candidarsi come una delle nuove promesse assolute nell'ambito death metal melodico internazionale.
(Hellvis - Settembre 2008)

Voto: 7.5


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