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This Age Of Silence

Etichetta: Metal Blade
Anno: 2007
Durata: 45 min
Genere: death metal


E' interessante come il Galles, ogni tanto, riesca a sfornare prodigiosi gruppi come in questo caso i nostri Anterior. La Metal Blade non e' una etichettina ed e' stata per anni sinonimo di metallo di gran qualita' (fatte debite eccezioni ma come saprete nessuno e' perfetto) ed anche in questo caso dimostra perche' negli ultimi 25 siano stati rincorsi da grosso modo meta' dell' universo metallico, sia acquirenti che musicisti.
Luke Davies (vocals), Leon Kemp (guitar), Steven Nixon (guitar), James Britton (bass) e Ross Andrews (drums) sono senza dubbio influenzati sia dai grandi di una volta che dai grandi del momento. La fusione di queste influenze da' frutto ad un suono decisamente del nuovo millenio, ma con un retro gusto per le cavalcate a-la Iron Maiden. In termini di somiglianze per farvi capire meglio, e' come ascoltare gli In Flames degli anni '90 con un suono e verve che si avvicinano piu' a Trivium od Arch Enemy.
"Silent Divide" mette subito a fuoco gli obiettivi del combo gallese. Produrre un death metal di ottima caratura tecnica, innervosito da una base ritmica asfissiante, un cantato agonizzante ed una sezione di chitarre sempre all'erta e pronta a cambiare tempi ed atmosfere quando meno te lo aspetti. Anche la sezione solista e' curate, magari non originalissima, ma senza dubbio ottimamente mescolata con I riffs di base.
L' attacco continua, feroce, con "Dead Divine", sicuramente influenzata piu' da Trivium che atti piu' violenti, ma incalzante e rampante con un leggiadro riff che sfocia poi in, probabilmente, la sezione di assoli piu' bella dell' intero album. "Days Of Deliverance" schiaccia un po' sul freno ma sul finire e sulla successiva "Human Hive", torniamo immediatamente all'inconfondibile suono svedese ed alle cavalcate epiche.
A volte un po' di 3 Inches of Blood viene fuori soprattutto negli stacchi che precedono i cori, ma solo le cose belle di 3IoB, senza I vichinghi ed I puffi maligni dei boschi.
"Stir Of Echoes" e' un breve arpeggione che, diciamocelo, purche' carino e ben eseguito, e' un po' come la classica "scena nella doccia" di qualunque film horror. Superflua, a dirne il meno. Comunque ci si rifa' subito con "Scar City" dove inizialmente un' intro a-la Slayer sfocia in un accattivante riff di pura razza nordica. Molto bello e giuggioloso.
"Seraph" ci avvicina alla fine di questa avventura con un' ennesimo riff monumentale ed aperture che vi metteranno sicuramente di buon umore. La title track conclude questa opera, con un fraseggio tipicamente In Flames, ma lascia un ottimo eco nelle orecchie quand'essa sfuma.
Ho deciso di pescare questo CD dal capiente cestino che ho qui accanto a me, per due motivi. Certamente, questi cinque giovani speranzosi, ci sanno fare. A quello associo una tendenza "a delinquere" di alcune grosse case discografiche, che sentendo il profumo del nu/death metal che vende facile, hanno in questi ultimi anni inondato un mercato che era gia' saturo, di mezze calzette che si', san suonare, ma se ci mettiamo tutti a suonare, chi piu' chi meno, ci si riesce tutti.
Metal Blade ci ha portato delle belle notizie da questo minuscolo paese che siede alla sinistra dell' Inghilterra ed a destra dell' Irlanda (in caso prendevate 4 di geografia a scuola o nel caso non abbiate una mappa a portata di mano) nella forma di un gruppo che non solo fa capolino nel panorama metal internazionale, ma a mio modesto parere, con questa prima release, si e' gia' tagliato una fettina di spazio e messo dei solidi confini su di esso. Ascoltate con fiducia e godetevi il tutto. Long live the NWOWDM (New Wave Of Welsh Death Metal).




(Max Cottica - Ottobre 2007)

Voto: 8


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