ANSCHLUSS
Fate
Etichetta: Kaos Records
Anno: 1997
Durata: 26 min
Genere: thrash
Pur essendo un maniaco del thrash, devo dire di non conoscere a fondo la scena brasiliana, anche perché recuperare gli album dei gruppi brasiliani è sempre un'impresa. Ogni volta che vedo un CD di thrash brasiliano nei cataloghi cerco di prenderlo, e così ho fatto anche con questi Anschluss, che dal nome sembrano tedeschi, ma sono brasiliani. Si tratta di un trio composto da Roger (chitarra), Alberto (basso e voce) e Marcelo (batteria). Non ho altre informazioni su questo gruppo, ho provato a cercare su internet, ma si trovano solo info frammentarie e contraddittorie. L'unica cosa sicura sembra essere che sia il loro primo ed unico album.
Lo stile è un classico thrash brasiliano, ossia grezzo fino alla morte. Siamo sulla scia dei primi Sepultura (in particolare la voce) e dei primi Sodom per intenderci. Le canzoni sono tutte dei classici mid-tempo, con i classici riff grezzi ed i classici assoli atonali e suonati a caso. Classico di qua, classico di là... tutto troppo classico cazzo!!! Per carità, non siamo di fronte a merda fatta thrash, ma siamo di fronte alla carta carbone di quarta mano fatta thrash. Se gli Anschluss copiassero in tutto e per tutto i due gruppi citati sopra allora non mi lamenterei minimamente, purtroppo nell'operazione di copia hanno lasciato per strada il tiro. I riff e le parti di batteria sono tutti monotoni, non sono né belli né brutti, sono monotoni... e questa per me alla fine è forse la cosa peggiore! Almeno un album merdoso te lo ricordi perché ti ha fatto cacare, ma album di questo tipo passano al dimenticatoio nel giro di mezz'ora! La mancanza di tiro qui è esemplare: ascolto le canzoni, dico "ok, niente di male", guardo il piede ed è fermo, la testa è ferma, la bocca si apre e comincio a sbadigliare... ehi, ma sto ascoltando una ninna nanna o un album thrash? La seconda? Ahia!
La produzione non aiuta certo questo album a decollare, i suoni sono ovattati e piuttosto mosci, in pratica ho dovuto alzare il volume a manetta per sentire un po' di potenza. Anche la confezione è da dimenticare, la grafica è brutta e scarna, e non ci sono i testi.
Boh, sto prendendo sonno anche a scrivere la rece. Non basterà l'inizio caruccio di "Self Destruction" a farmi venir voglia di riascoltare questo CD, finirà dritto a prendere polvere, e lì ci resterà. Per voto gli do un indifferente 6: non fa schifo per meritare una insufficienza, non ha nulla di eccitante per meritare un voto maggiore. Fa solo sonno.
(teonzo - Maggio 2004)
Voto: 6