ANORMA
In Destruction

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 41 min
Genere: thrashcore con parti industrial


Chi sono questi Anorma, autori di un album così bello? Si tratta di un quartetto francese, formatosi nel 1998, che ha visto diversi elementi ruotare attorno ai fondatori Julien Diebold (batteria) e Eric Lorentz (chitarra). Dal 2000, con l'arrivo del cantante Richard "Risko" Palascak e del bassista Josquien "Josq" Texier, gli Anorma hanno raggiunto una certa stabilità. "In Destruction", pubblicato nel giugno del 2004, è il loro primo lavoro. Un album autoprodotto per scelta. Secondo i musicisti, infatti, un'autoproduzione avrebbe permesso al gruppo di passare il più tempo possibile in sala d'incisione, allo scopo di tirare fuori il meglio dal proprio suono. Inoltre, il prezzo finale sarebbe risultato relativamente basso. La speranza, quindi, è che gli interessati fossero maggiormente ispirati al suo acquisto. Più copie ne fossero circolate, più gente avrebbe sentito il nome degli Anorma.
La copertina, dai colori nero e bluastro, mostra la foto di un operaio dentro una fabbrica, o un laboratorio. Si tratta di un unico foglietto nel cui retro è elencata la line-up della band. A parte questo, l'artwork è suggestivo.
La breve introduzione, costituita da samples ed effetti sonori, crea un'atmosfera misteriosa che viene subito dissipata da un'esplosione letale intitolata "Works". L'impatto è brutale. Le vocals di Richard sono molto estreme, sia quando grida che quando si esibisce in growling. I riff, principalmente ritmici, sono di una freddezza e di una precisione impressionante. "Works" apre questo CD nel migliore dei modi. Le influenze di Meshuggah e Fear Factory sono molto evidenti.
Ecco ora un piccolo capolavoro: "Fat". Le coordinate stilistiche presentate in "Works" vengono qui evolute in un qualcosa di nuovo, di molto espressivo. Accanto alla violenza assoluta, gli Anorma si dimostrano bravissimi nell'inserire sezioni più atmosferiche. Sono infatti molto belle le brevi sezioni a volume basso, di chiara ispirazione jazz. Il finale poi, così dolcemente melodico, mi ricorda i King's X. La cosa fantastica è la naturalezza con cui tutte queste sezioni si legano fra di loro. C'è talento. Grande pezzo!
La terza canzone, "Anorma", può essere considerata come un misto tra i primi due brani. Dal primo ha preso la brutalità cieca, dal secondo la maggiore espressività. In più, Richard si dimostra abile anche nel cantato pulito. Una canzone molto valida, carica di adrenalina!
"Understand" è introdotta da tutta una serie di battute molto atmosferiche, arricchite da effetti sonori di chiara ispirazione cyberpunk. Tali effetti sonori rimarranno presenti per tutta la durata del brano. Si tratta di una traccia piuttosto violenta, ma che non disdegna qualche passaggio più morbido. Mi fanno però impazzire quei passaggi jazzati ed atmosferici: il vero tocco di classe del gruppo!
"Blackout" è un breve intermezzo "spaziale" e misterioso che spiana la strada alla successiva "Death/Anger". La bravura di questi francesi è evidente dalla scelta delle sonorità e delle note, sempre originali. Ogni canzone di "In Destruction" è sempre in possesso di un particolare che la rende unica. E "Death/Anger" non è che la riprova del loro talento, e di uno stile in grado di mescolare alla perfezione gli insegnamenti delle band del passato (e non solo quelle citate in precedenza, ma anche Skinlab o Ministry).
Con "Fear" si ritorna su territori più estremi. Qui sì che si sente tutta la potenza percussiva della sezione ritmica! In realtà il ritmo non è poi così veloce, ma è l'insieme ad essere veramente possente! Si nota qualche germe di death classico, nulla più che un'impressione. Il brano rallenta progressivamente, e si apre alla melodia: questo smussa la ruvidezza della prima parte.
Tesissima ed oscura, "In" ci fa piombare nelle stanze senza luce di un'astronave alla deriva. E' un brano tecnicamente ineccepibile, dalle bellissime intuizioni melodiche (pochi lampi di luce nel buio). E' un'alternarsi di finezza ed aggressività. Le successioni armoniche dimostrano la bravura di questi Anorma. Assieme a "Fat", un altro grande brano.
"Louder" è una prova vigorosa, non trascendentale ma di buon valore. Una dose di energia che, nell'ambito della musica estrema, non guasta mai. Guai se mancasse! Anzi, gli stessi Anorma sembrano esserne ben consci, tanto che anche la successiva "IB4Y" è cazzuta. In questo caso però, tutto è giocato su riff ritmici precisissimi e freddi. Un continuo alternarsi di note e pause che lascia l'ascoltatore senza fiato, mano a mano che il volume si fa sempre più elevato. Infine interviene un elemento melodico che prelude ad un progressivo appesantirsi del suono, e ad un successivo ritorno alle atmosfere claustrofobiche di inizio brano. Il finale è ostile, implacabile, meccanico. Ottimo, davvero ottimo.
L'ultima traccia è un remix, ad opera di BrilLiant BeaSt, un "artista audio-visuale del collettivo elettro-industrial Audiotrauma, che include anche FYD e Sonic Area". Il primo dei due è anche autore di un remix presente esclusivamente sul sito del gruppo, il secondo ha curato la parte grafica dell'album. Il titolo del brano è "UnDCpLnd wRks". Un lavoro interessante ed acido, che dona varietà al CD.
Cosa aggiungere per concludere la recensione? Comprate "In Destruction": il suo prezzo è di soli 5 euro più spese di spedizione.
(Hellvis - Giugno 2005)

Voto: 8.5


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