ANGUISH FORCE
III: Invincible Imperium Italicum

Etichetta: My Graveyard Productions
Anno: 2008
Durata: 47 min
Genere: heavy speed metal


Finalmente qualche gruppo che è orgoglioso di essere italiano! Gli Anguish Force sono probabilmente tra i primi: il titolo del CD, "III: Invincible Imperium Italicum", ne è una chiara testimonianza. Detto ciò veniamo al sodo, parliamo dell'album in questione. Dopo vari ascolti purtroppo non ho trovato niente di veramente speciale per lodare le gesta del quartetto, ma è vero anche che ho trovato nei vari ascolti, un attitudine fuori dal comune, sarà la registrazione non molto brillante che fa molto retrò, o l'irruenza delle songs, comunque l'idea del prodotto grezzo e selvaggio è la parte che ho preferito. Le canzoni sono un turbinio di note, accelerazioni, screaming vocals e melodie, immaginatevi gli Helloween di "Walls Of Jericho" che giochino a fare gli Slayer di "South Of Heaven". Si parte con un intro strumentale "The impact II" azzeccato e in perfetta linea con l'heavy speed metal della band, peccato che la successiva "The Calice Of Steel" si perda un po' troppo tra le note (troppe per un pezzo che non rallenta mai il "tiro"); discorso inverso per la terza "Into The Arena" sempre sulle coordinate delle precedenti, ma molto più breve ed incisiva, con il chitarrista LGD sugli scudi (le parti dei soli in tutto il CD non sono alla Petrucci certo, ma rendono, eccome!) per le sfuriate melodiche che colorano la canzone nella sua veloce cavalcata.
Dal tiro totalmente diverso come quarto pezzo la band ci regala "The Silence After The War", qualcosa di vicino all'Epic Metal con tanto di corettoni che faranno la gioia dei veri defender: il ritmo notevolmente rallentato offre la possibilità all'ascoltatore di tirare il fiato e in fondo non si fa disprezzare;0 peccato sempre per la produzione non troppo pulita che rovina in parte il lavoro della band.
"Fighting Warriors", per il sottoscritto, è un chiaro tributo ai Blind Guardian, e i suoi caccianti "Fight Fight Fight" a fine ritornello, già dal primo ascolto entrano in circolo: ascoltare il pezzo in auto è una vera goduria. Insomma è evidente, sui pezzi più brevi la band lavora bene, benchè si sfruttino tre riff, si sfruttano quelli vincenti.
"Rome Over England" ci conferma quello appena detto; non importa se il riff terzinatissimo e il coro in pieno Helloween style siano abbastanza trascinanti. Il problema qui ricade secondo me nel ritmo e nella velocità che non si esaurisce mai per cinque minuti filati: secondo me in tre minuti e mezzo il pezzo si sarebbe risolto pressochè nello stesso modo vincendo però sulla noia che al quarto minuto ci assale, visto che nulla muta nelle varie parti (ottimo il solo).
"Ride The Brave" è sulle coordinate della precedente sia come tempistica che come modus operandi, unico fattore a suo favore è l'apertura molto melodica sul ritornello di una tastiera che smorza i toni e ci porta a cantare a piena voce l'azzeccato chorus, un po' figlio del power metal usato dai Blind Guardian. Sicuramente la lunghezza quì passa in secondo piano, visto che il pezzo pur non essendo articolato riesce ugualmente ad essere "catchy".
"The Hostage" è una scheggia impazzita che ho amato alla follia dal primo ascolto grazie ai sui stop and go molto Slayer e la rabbia espressa nella strofa. Anche quì si eccede sulla lunghezza ma se siete defender la amerete da impazzire: il mio pezzo preferito!
La successiva "The Fight" si fa ascoltare restando sugli standard fin ora evidenziati dalla band, bello il ritornello che dà qualcosa in più ad un pezzo che passa veloce veloce senza destare troppo l'ascoltatore.
La conclusiva "Follow The Rainbow" introdotta da uno struggente piano è il vero riassunto del CD: troviamo cavalcate, parti tirate (Slayer Docet!), ritornelli ariosi aiutati ad uscire allo scoperto sempre da una tastiera, cori di matrice power e lunghi assoli sparati a razzo quà e là durante la lunghezza del pezzo, ed infine troviamo anche alcuni stop and go (che ho sempre amato alla follia, l'avrete capito no!) posti per smorzare per pochi attimi il ritmo sempre molto sostenuto.
Per concludere un album che se avesse avuto una produzione meno retrò ed alcune parti un po' più brevi e meno monotone mi avrebbe colpito moltissimo. Adatto per i defender incalliti, e a chi non abbia tanti pregiudizi su come "suona" un album: per il resto è del sano heavy speed metal, è vero che c'è sempre di meglio, ma sicuramente meglio gli Anguish Force che un qualsiasi gruppo straniero che proponga la stessa old school music. In fondo noi tutti siamo abitanti dell'"Invincibile Impero Italiano", o no?
(Hellcat - Agosto 2008)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Anguish Force: lgd666@hotmail.com
Sito Anguish Force: http://www.anguishforce.com/

Sito My Graveyard Productions: http://www.mygraveyardproductions.com/