ANGEL WITCH
Angel Witch

Etichetta: Bronze (recensita la ristampa su CD della Castle Communications)
Anno: 1980
Durata: ?? min
Genere: NWOBHM


Questo disco e' uno dei caposaldi del metal. Opera prima (e migliore) della band di Kevin Heybourne, chitarrista e cantante, in qualche modo non permise comunque alla band di fare quel grande salto come invece accadde ad altri nel medesimo periodo: Iron Maiden e Def Leppard su tutti. Una sorte simile a quella dei contemporanei Diamond Head, autori anch'essi di un primo lavoro epocale ma sorpassati nella corsa al successo e lasciati per sempre nelle retrovie dal grande pubblico e dalle classifiche. Amen to that.
Il disco usci' nel 1980, in pieno sorgere della NWOBHM, preceduto da un ottimo successo nell'underground e presso gli appassionati, grazie al grande impatto live che la band aveva nei club inglesi, e a una apparizione nella compilation Metal for Muthas. Erano sicuramente un gruppo molto atteso alla prima prova discografica e le attese dei fan vennero premiate con una serie di pezzi ora divenuti classici, presi un po' da tutto il loro repertorio live.
Si comincia con la canzone omonima, sicuramente il loro pezzo piu' famoso e con il quale si chiudono i concerti con il pubblico che urla in coro... Chi non la conosce si inginocchi sui ceci e faccia subito ammenda procurandosi quel disco e mettendo in autorepeat questa canzone, che e' veramente un classico, uno dei pezzi da 90 del metal classico di ogni tempo. Seguono una serie di pezzi notevoli, senza un solo cedimento di tono fino al termine del disco. Atlantis e' un altro pezzo spettacolare, che funge da collegamento con la seconda "witch song", la White Witch che mette sempre a dura prova le doti vocali (non proprio leggendarie) di Heybourne. Praticamente una trilogia di canzoni d'apertura che a questi livelli e' difficile trovare nella musica metal di oggigiorno. Segue la potente Confused, vero stomper in seguito ripreso da altre band. Sorcerers apre in sordina, e ricorda come atmosfera iniziale la maideniana Strange World, salvo poi aumentare di ritmo per chiudere con una suggestiva cavalcata finale. Gorgon e' un altro classico, anche se per qualche motivo non e' mai stata tra le mie song favorite dell'album... questione di pelle credo. Poi c'e' la canzone Sweet Danger, uscita qualche mese prima su EP, un pezzo veloce di metal classico senza infamia ne' lode, adatto appunto a un 45 giri metal di quell'epoca per attirare l'ascolto e comprare poi l'LP vero e proprio. Free Man e' invece un pezzo lento, una power ballad come oggi non se ne fanno piu' (un po' perche' son cambiate le sonorita', un po' perche' ne hanno fatte troppe gli Scorpions e ora nessuno le vuole piu' ;) ), decisamente suggestiva... da ascoltare di notte tardi. Angel of Death e' un pezzo metal compatto senza nulla di rimarchevole ma che per qualche motivo la band presenta sempre ai concerti. Si chiude con la breve e strumentale Devil's Tower, che io trovo stranamente fascinosa nella sua lenta atmosfera ispirata a un dark sound a momenti sabbathiano.
L'edizione in CD uscita nel 1998 contiene alcuni brani addizionali presi da singoli ed EP, e anche la mitica Baphomet che rese popolari gli Angel Witch nel gia' citato Metal for Muthas e che presenta un Heybourne scatenato alla sua chitarra. Pur essendo alcune di esse di fatto delle facciate B dei singoli, queste bonus track sono una ottima aggiunta a questa ristampa e si ascoltano tutte con piacere. Aggiungete una copertina veramente bellissima, soprattutto per i tempi in cui usci' l'album, una semplice ma decisamente buona prestazione del batterista Dave Hoggs e del bassista Kevin Riddles (onesti mestieranti perfettamente calati nelle atmosfere dei pezzi che suonavano), e il fatto che le canzoni dell'album passati i primi ascolti differiscono veramente molto l'una dall'altra (pregio questo grandissimo, che da' a ogni canzone una propria identita' molto forte rispetto alle altre), e quello che si ottiene e' un CLASSICO nel senso vero e puro del termine.
Come scritto in altra recensione, questo disco e' da comprare assieme al live '82 Revisited, perche' questa coppia di album contiene la vera essenza dell'heavy metal come era inteso vent'anni fa, fotografato nel suo momento migliore sia in sala di registrazione sia sul palco.
Energia e creativita' pura!
(Mork - Giugno 2002)

Voto: 9



Uno dei migliori album della NWOBHM, ottimo con buone idee compositive, peccato che il gruppo non si sia evoluto e non abbia avuto fortuna. Per chi apprezza il metal anni '80.
(metalchurch - Giugno 2002)

Voto: 8



Questo e` per definizione il disco della NWOBHM. Ancora oggi e` mistero come mai questi fantastici Angel Witch non siano riusciti a sfondare come i cugini Iron Maiden, eppure in alcune canzoni sono agli stessi livelli dei Maiden dello stesso periodo. Mha, misteri del mercato e soprattutto della sfiga.
Da sottolineare anche che la ristampa del '98 (la stessa che ho io) ha un godurioso booklet pieni di informazioni e ritagli di giornale.
(gg - Giugno 2002)

Voto: 8



La (s)fortuna nella vita, è inutile negarlo, gioca un ruolo determinante. Gli Angel Witch sono forse l'emblema, in ambito metal, della visuale distorta e balorda della dea bendata: da possibili nuovi Iron Maiden, in una carriera, che se ben condotta, poteva ricoprire d'oro anch'essi, a semplice ricordo di una leggenda mai diventata tale. Sono in molti a condividere questi concetti pensando alla creatura di Heybourne, sono coloro che si avvicinano a quest'esordio, drammatico, tetro, istrionico, capace di regalare una serie di riff memorabili, tanto da suggellare quest'album come una pietra miliare della NWOBHM.
(Orion - Luglio 2002)

Voto: 8