ANGANTYR
Sejr

Etichetta: Det Germanske Folket
Anno: 2006
Durata: 54 min
Genere: black metal


Angantyr è il nome di una one-man-band fondata dal polistrumentista Ynleborgaz nel 1997. Inizialmente doveva trattarsi di un progetto ambient, ma ben presto si è convertito al black metal. Dopo due demo e un CD-r, "Kampen Fortsætter", ristampato nel 2004 in veste professionale, ecco arrivare il full-lenght "Sejr", uscito in una bella versione digipack per la Det Germanske Folket e poi anche in vinile e cassetta rispettivamente per Northern Silence e Total Holocaust Records.
Acclamato da molti per il tocco gelido, depressivo, ha segnato un passo importante nella carriera del gruppo. Proprio per questo motivo mi sarei aspettato qualcosa di più dalla musica di Ynleborgaz. Ho ascoltato "Sejr" almeno una quindicina di volte e, pur trattandosi di un album semplice e suonato discretamente, non mi è entrato per nulla nelle ossa. La cosa mi ha deluso, devo ammettere.
Sono presenti sette lunghe composizioni precedute da un'intro di synth. I riff sono freddi, semplici e dalle note malinconiche. Le ritmiche sono spesso cadenzate, solo occasionalmente impetuose; ci sono tuttavia dei pezzi che viaggiano a velocità sostenuta dall'inizio alla fine. La voce è il classico scream black, né più né meno. Le canzoni sono piuttosto lineari, nonostante la durata, perché la loro struttura non prevede cambi bruschi o inusuali. Il fatto è che, ascoltando la prima, avevo già idea di come sarebbero state tutte le altre, e così è stato. Con questo non intendo dire che siano brutte e neppure banali, sarebbe esagerato, ma prevedibili sì. Fin troppo. Certo, il genere è black tradizionale, quindi, non ci si deve aspettare nulla di nuovo, ma qui mi pare che l'album scorra via fin troppo liscio. Piatto, verrebbe da dire. Su "Niddingåd" c'è anche un violino, ma stiamo parlando di un paio di minuti al massimo su 54 totali. Per il resto, la musica è costantemente omogenea. I riff sono troppo derivativi, figli del black nordico (primi Immortal, Burzum, Ulver) e dell'odierna scena dell'Europa Centrale (Nargaroth e tanti altri). Ogni tanto si riconosce un'influenza vichinga, tipo su "Sölverpilens Kald". Ho l'impressione che Ynleborgaz si lasci andare soltanto a sprazzi, specie nei frangenti più oltranzisti, e proprio in questi momenti riesce ad esprimersi meglio, ad essere più schietto e comunicativo. Quando invece vuole fare musica atmosferica o malinconica non mi convince appieno.
Inutile girarci intorno, per me "Sejr" è un album come tanti, discreto, con dei buoni passaggi, ma troppo conforme alle regole. Non c'è nulla fuori posto: registrazione in linea con la maggior parte delle uscite black, musica glaciale, mancanza di canzoni superlative. Tutto secondo copione.
Nelle prossime settimane è atteso il nuovo album "Hævn". Vediamo se sarà più maturo; per ora, spiace dirlo, Angantyr è un nome da tenere a mente solo se siete nient'altro che patiti del black metal.
(BRN - Novembre 2006)

Voto: 6.5


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Sito Angantyr: http://www.angantyr.dk/

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