ANGANTYR
Haevn

Etichetta: Det Germanske Folket / Twilight Vertrieb
Anno: 2007
Durata: 71 min
Genere: black metal


A tre anni dal precedente "Sejr" torna a farsi vivo Ynleborgaz con il suo progetto solista Angantyr, giunto ormai al terzo album. Sono passati quasi dieci anni dal demo d'esordio "Endeløs" e, in tutto questo tempo, il gruppo ha conquistato il cuore di un numero sempre maggiore di sostenitori del black metal tradizionale, facendosi notare nei circuiti underground grazie a recensioni lusinghiere.
Le similitudini con "Sejr" sono numerose, a partire dal numero di canzoni -sette anche in questo caso. Si tratta di un black metal conservatore, dai suoni glaciali, dominato da una produzione grezza al punto giusto, melodie maliconiche e uno scream abrasivo e urlato. I brani hanno un tocco evocativo, quasi solenne, dovuto a riff semplici e d'atmosfera, ricchi di phatos. In essi coesistono velocità e cattiveria, sfuriate di doppia cassa, ritmiche incalzanti e mid tempo selvaggi e dal sapore epico/medievale. La struttura delle canzoni è tutto sommato semplice, si evolve in maniera naturale generalmente senza cambi bruschi. Ci sono pezzi estremamente lineari, tipo "Tågefolket" (forse la migliore dell'album), tiratissima nei primi otto minuti e poi d'un tratto pacata e malinconica, quando le tristi note di violoncello si uniscono all'arpeggio funereo di chitarra.
Proprio il violoncello, presente anche in apertura e chiusura dell'album, suonato dalla session Anja Lillemæhlum, costituisce il valore aggiunto dell'album, perché impreziosisce le composizioni ora con un'introduzione mesta e vagamente medievaleggiante, ora con un tocco di malinconia, ora con note commoventi. Per il momento viene inserito a sprazzi, ma un suo uso più frequente in futuro potrebbe portare il gruppo a fare un ulteriore salto di qualità.
Per quanto riguarda la voce, oltre lo scream ci sono anche dei cori, presenti sempre su "Tågefolket".
In definitiva, "Haevn" è un buon disco, rabbioso, freddo, veloce e pungente ma anche evocativo e depressivo. Le canzoni possono contare su un riffing ispirato e di qualità, anche se tutto sommato poco originale, salvo rari casi. Inoltre, nonostante la durata notevole (la media è di oltre dieci minuti) non risultano monotone o stancanti. Certo, forse non sempre è giustificata una simile lunghezza, a volte si potrebbe effettuare qualche taglio (prendiamo ad esempio "Danermordet"), ma anche questo fa parte dello stile di Ynleborgaz.
La produzione è adeguata per il genere, i suoni sono freddi e diretti, secchi e naturali ma non confusi. Anche l'esecuzione è priva di sbavature, nonostante l'interpretazione istintiva, che non guarda alla pulizia e alla perfezione. Il libretto è essenziale, contiene i testi e alcune foto molto sfocate poste nello sfondo, tutto in bianco e nero.
Per gli amanti del black metal "Haevn" rappresenterà un ascolto interessante. Molti vedono in questo gruppo una rivelazione, qualcosa di straordinario; secondo me, invece, in giro c'è di meglio, Ynleborgaz ha buone doti ma non eccelle in quanto a personalità. Le canzoni sono ben fatte, hanno una loro impronta, ma spesso mi sembrano un po' troppo stereotipate e figlie dirette del black nordico degli anni '90, riletto in un'ottica un po' più epica/medievale e meno efferata.
(BRN - Novembre 2007)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Angantyr: ynleborgaz@hotmail.com
Sito Angantyr: http://www.angantyr.dk/

Det Germanske Folket
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08201 Auerbach
GERMANY
Sito Det Germanske Folket: http://www.ureuropa.com/

Sito Twilight Vertrieb: http://www.twilight-vertrieb.com/