ANEURYSM
Shades
Etichetta: Old Ones Records
Anno: 2007
Durata: 48 min
Genere: crossover di derivazione thrash, heavy e prog
"Shades" è il nuovo lavoro dei veneti Aneurysm, pubblicato a cinque
anni di distanza dal precedente "Aware". Il quintetto vede al microfono
ed alla chitarra ritmica Gianmaria Carneri, alla chitarra Peter
Calmasini, alla batteria Marco Piran, al basso Ivano Della Brea e alle
tastiere Stefano Torregrossa. Un ritorno gradito quindi, visto che già
in passato il gruppo aveva messo in mostra grandi mezzi e tante
promesse.
Freschi di contratto con la Old Ones Records, il gruppo ha pubblicato questo nuovo full-length che mi appresto a recensire.
Il CD è diviso in cinque parti, chiamate "Shade". La prima, che
comprende due canzoni, è aperta dalla breve introduzione
"Introspection". "Under Grey Skies" apre il lavoro facendoci piombare
nella mente tormentata del protagonista del concept. "Solitudine, la canzone / una melodia scordata / cerco di comporre / un'altra sinfonia":
è su parole come queste che il brano si sviluppa, nella sua miscela
indefinibile di generi. Il suono moderno, ben catturato agli studi
Cavern e Pink Noise, ci proietta in una dimensione distaccata e
moderna. Basso agile e chitarra potente danno il via alle danze, e gli
Aneurysm fanno subito capire di che pasta siano fatti. La voce di
Gianmaria è pulita e molto melodica, e devo complimentarmi per le linee
vocali che ha composto. La canzone, arrangiata alla perfezione, è
apprezzabile in tutte le sue parti. La tastiera di Stefano si limita ad
un ruolo di coloritura, comunque puntuale e di buon gusto. L'esecuzione
è serrata, sebbene il ritmo non sia arrembante. Nella musica degli
Aneurysm gli stilemi classici del heavy incontrano le ritmiche rabbiose
del thrash, il tutto aggiornato ai nostri tempi.
"Quagmire" parte dai medesimi presupposti del brano precedente:
riffing ritmico chirurgico, sezione ritmica nervosa. In questo caso
però Gianmaria si esibisce, in occasione delle strofe, in un cantato
più grintoso. All'opposto, durante i ritornelli melodici il suo timbro
nitido ritorna sugli scudi. Davvero bella e potente, nel suo sviluppo
mette in mostra validissime cadenze prog, complesse ma al tempo stesso
pienamente fruibili. I musicisti sono in possesso di una grande
tecnica, tutta messa al servizio della canzone. "Quagmire" è sviluppata
in un crescendo di emozioni, che non può lasciare indifferenti. Gran
bel brano!
"Black Narrow Eyes" è la prima traccia della seconda sezione "War
Of Fragments". Il bellissimo intermezzo melodico soddisfa cuori ed
orecchie. Però gli Aneurysm non amano starsene con le mani in mano, ed
ecco che "Black Narrow Eyes" avanza con tutta la sua potenza. In
realtà, il brano è forse uno dei più melodici e di facile presa. In
esso, l'heavy classico fa sentire pesantemente la sua influenza.
Davvero piacevole il confronto con l'aggressività dei brani precedenti.
Eh sì, questi veneti sono proprio degli artisti completi.
"Reflection" gode del contributo di Hansi Kursch dei Blind
Guardian. Il tedesco alterna le sue vocals con quelle di Gianmaria. La
traccia, piuttosto tirata, non nasconde la preparazione dei musicisti,
in grado di creare interessantissime trame ritmiche. La canzone ha uno
sviluppo particolare, e in questo caso tenta di toccare l'emotività
dell'ascoltatore: "E tu vivi ora nel mio dolore / e sento la tua vergogna / mi hai mai visto da così vicino? / Sei mai stato qui prima?".
La terza parte, "The Golden Fields", è aperta da "My Reward". Bella la
partenza estrema, che presto si ferma sul cantato melodico del
cantante. La grinta è comunque tanta, anche se piegata alla ricerca di
qualcosa di espressivo e creativo. Infatti, il ritornello malinconico
ed irresistibile non può che far presa. Forse qualcuno potrebbe pensare
che tutti questi spunti melodici potrebbero "ammosciare" l'intero
album: chiunque pensi una cosa del genere, non dovrebbe proseguire con
la lettura di questa recensione, perchè dimostra di essere paurosamente
fuori strada!
"Inquietudo Animi", ispirata a Marsilio Ficino, è una composizione
molto intensa, violenta e pesante. Per tutta la sua prima parte tira
bordate a destra e a manca. Dopo uno stop, parte una sezione tutta
permeata da spirito prog, scandita dalle pesantissime parole cantante
da Gianmaria.
La sezione "Point Of Contact" è costituita questa volta da un solo
episodio: "Proud". Il protagonista del concept dichiara sembra essere
soddisfatto e completo nella sua personalità. Un proclama di forza
d'animo e tragica solitudine. Brano piuttosto lineare, forse patisce un
po' in confronto ad altre composizioni presenti nel CD, sicuramente più
carismatiche. Rimane comunque un episodio di livello, per il quale
molti altri gruppi sbaverebbero, eheh!
L'intermezzo "Desper-Hate" è ai limiti del grind/brutal (la voce è
di Davide Marchesini dei Murderer). Esso dà il la alle ultime due
canzoni del CD: "Release" e "Real Ease".
"Release" alterna sezioni violentissime ad aperture melodiche
azzeccatissime. Qui viene dato sfogo alla creatività più folle. Ed ecco
allora che a ritmiche thrash si susseguono virtuosismi di tastiera
prog, e vocalizzi puliti di gran qualità. Le caratteristiche già citate
nei brani precedenti sono tutte presenti, infatti gli Aneurysm sono in
possesso di una grande coerenza musicale. Gli ingredienti della loro
ricetta sono tanti, tantissimi, ma mai eccessivi. Sanno come dosare
bene le loro qualità, e le idee. Tutto questo è sintomo di maturità.
Davvero sorprendenti. Da sottolineare anche il fatto che parte del
testo sia in italiano.
"Real Ease" è introdotta da una chitarra acustica, e questo ci
permette di intuire il carattere intimista del testo. Un testo che si
conclude con le parole: "Tutti
quei pianti lungo la mia strada / ovunque, le sofferenze mi riportano a
casa / le vivo di nuovo / Ogni volta che desidero la mia via / essa
svanisce nell'oscurità / e rimango ancora solo con me stesso, e ancora". Una ballata triste e disperata, che si distingue per le belle sovraincisioni della voce.
Il disco è chiuso dall'outro "...Shades", ovviamente!
Che gran bel disco questo degli Aneurysm! Mi ha davvero stupito, perchè
le qualità dei musicisti sono migliorate tantissimo. E' un prodotto
professionale, a partire dall'artwork essenziale, forse che rasenta i
clichè del genere (un po' alla Season Of Mist o Code666), ma molto ben
fatta. Il libretto ha sedici facciate, contenenti tutti i testi, le
informazioni relative alla registrazione e le foto del gruppo.
"Shades" è consigliatissimo a tutti gli amanti del metal moderno e
progressivo, e a chiunque cerchi nel metal tecnica ed emozione. Davvero
bravi!
(Hellvis - Novembre 2007)
Voto: 8
Contatti:
Mail Aneurysm: info@aneurysm.it
Sito Aneurysm: http://www.aneurysm.it/
Sito Old Ones Records: http://www.oldonesrecords.com/