ANDRAS
Iron Way

Etichetta: Einheit Produktionen
Anno: 2008
Durata: 44 min
Genere: pagan/black metal sinfonico e melodico


Andras è il nome di un gruppo tedesco che ha mosso i primi passi nel lontano 1994. La sua storia è caratterizzata da un avvicendarsi incredibile di musicisti, e da una progressiva evoluzione dal black metal ad un pagan metal molto particolare. Non starò quindi a perdermi nell'elenco degli artisti che hanno rivestito i vari ruoli nel corso degli anni, anche perchè sarebbe un esercizio inutile. Basti comunque pensare che molti di essi, comunque, abbiano fatto parte o siano entrati a far parte successivamente di svariati gruppi, noti e meno noti, dell'underground tedesco. Alcuni nomi? Eminenz, Moonblood, Krater, Nachtfalke, Nargaroth, Caedes, Camulos e chi più ne ha più ne metta.
La formazione attuale, comunque, consiste in Steffen Thümmel, detto Ecthelion (voce - attivo anche nei Coldun, negli Isenburg e nei Persecution), Count Damien Nightsky (chitarra e membro fondatore), Adversarius (tastiere, all'opera anche con gli Seta-Kliv ed ex Vilkates) e Shardik (batteria).
Per quanto riguarda le pubblicazioni del gruppo, gli esordi sono stati essenzialmente black metal, sulla falsariga dei gruppi scandinavi. Demo dopo demo, però, gli Andras hanno messo in mostra una crescita stilistica, caratteristica costante della loro produzione. Tra il 1995 e il 1996, gli Andras hanno pubblicato i demo "Das Schwert Unserer Ahnen", "The True Darkness" e "Live In Annaberg". Nel 1997 hanno esordito su full-length pubblicando "Die Rückkehr Der Dunklen Krieger" sotto l'egida della Last Epitaph. Per la Last Episode è uscito invece il successore, "Sword Of Revenge", anno 1999. Nel 2000 è stata la volta di un demo prima, e più tardi dell'album "Quest Of Deliverance". Come al solito, i testi erano un po' in inglese e un po' in tedesco. Due anni dopo, ecco un altro demo: "Legends...". "...Of Old Wisdom" (2005) è stato invece l'ultimo full-length pubblicato dagli Andras, dalla Perverted Taste. L'ultimo escludendo ovviamente l'oggetto di questa recensione, vale a dire "Iron Way".
"Iron Way" ha visto la luce nel giugno del 2008, ed ha sancito il passaggio dei tedeschi dalla Perverted Taste alla Einheit Produktionen. La copertina, da quanto posso vedere su internet, ha i colori chiari e ci mostra un vecchio viandante che avanza stanco su un terreno innevato. Potrebbe essere Odino che attraversa le libere vie del nord, chissà. Non posso dirlo con precisione, poichè non ho qui con me l'artwork completo. Ringrazio la Einheit che ci ha inviato i promo, ma per qualche disguido non sono ora in mio possesso.
"Iron Way" contiene dieci tracce per un totale di quarantaquattro minuti di musica. Ed in questo tempo gli Andras mettono in mostra davvero tutto il loro potenziale, dando vita a quadri molto diversi fra di loro, come atmosfera e carattere, sebbene siano uniti da alcuni stilemi che si ripetono con costanza.
Due cose sono subito evidenti: la prima, è che gli Andras abbiano proseguito ed evoluto il percorso intrapreso con "...Of Old Wisdom"; la seconda è che i tedeschi siano molto bravi, ma non risultino sempre originali. La cosa non sia vista come un difetto maggiore. E' un difetto, sì, ma piccolo: la musica in effetti è molto buona. E tanti passaggi si distaccano veramente tanto dai classici clichè del pagan metal, proiettando il gruppo in territori molto diversi, vicini all'avantgarde del black. Non per nulla, a volte vengono in mente i paragoni con i Solefald più epici, o meglio ancora con i lavori di Vintersorg. E la cosa mi regala un piccolo sorriso: gli Andras si erano allontanati dal black metal proprio per distaccarsi dai gruppi scandinavi, eheh...
Dal punto di vista musicale, la musica degli Andras attuali è caratterizzata da una grande attenzione agli arrangiamenti, e da una cura maniacale del suono. La produzione del CD è ottima e professionale, e questo dona al tutto molta espressività e tanta potenza, qualora la musica lo richieda. Le influenze black e della tradizione pagan ci sono tutte, ma spesso gli Andras amano arricchire la loro musica con influenze esterne: questo è il caso dell'avantgarde, meglio se dalle tendenze epiche, alla Borknagar ad esempio. Tanti passaggi però risultano abbastanza nella norma, nonostante il suono esplosivo: le melodie, ad esempio, tendono ad essere malinconiche e a non distanziarsi eccessivamente dalla tradizione del genere. Specialmente quando Ecthelion si limita ai vocalizzi estremi. Il cantante, davvero abile ed espressivo, preferisce comunque esibirsi con la voce pulita, ed è in questi momenti che il carattere più d'avanguardia degli Andras salta all'orecchio. Ecco quindi tutto un succedersi di episodi sorprendenti (ad esempio, gli exploit della chitarra solista) e frequenti richiami ad altre band, che ridimensionano un po' il lavoro dei tedeschi.
La sezione ritmica è puntuale e potente; la tastiera è sempre eccessiva, ed è onnipresente. Le chitarre sanno il fatto loro, ed in pratica non sono ravvisabili difetti di forma. Ecco, come ho scritto l'unico difetto degli Andras è quello di adagiarsi sovente sui clichè del genere, cosa che rende il gruppo simile a molti altri. Buono, professionale ma non originale. Nonostante gli sforzi, che comunque ci sono. Come ho avuto modo di scrivere, alcuni passaggi sono davvero originali, e si nota una personalità non ancora espressa al meglio, nonostante la carriera lunga e costante. Credo che gli Andras debbano cercare di mantenere la formazione fissa per un po' di anni, così che i musicisti si cementino veramente gli uni con gli altri. Solo con il lavoro di squadra, gli Andras potranno compiere un passo in avanti decisivo. Non un passo grandissimo, basta anche un passetto. L'importante è che sia fatto.
Tra le canzoni più rappresentative, mi permetto di citare "Miasma Track", "Spellbreaker", la violenta "Infested" e l'evocativa "Kreuzweg".
"Iron Way" è comunque un disco consigliato agli amanti del pagan. Gli Andras sono capaci, abili e davvero molto onesti. E' un mio dovere quello di segnalare dei difetti, però è necessario specificare che la mancanza di originalità è tipica di tutta la scena pagan, e che tra i tanti gli Andras non sono certo i peggiori. Anzi, è un gruppo di alto profilo. Se insisto su alcune imperfezioni stilistiche è per un solo motivo: io sono fermamente convinto che il pagan metal possa dire ancora molto, e che tanti gruppi hanno un grandissimo potenziale frenato però da una necessaria adesione alle caratteristiche dello stile. A parer mio, un'evoluzione, la voglia di rischiare, il tentare un qualcosa di differente potrebbero portare un gran giovamento alla scena pagan. Basti guardare gli Obtest, ad esempio. Il loro pagan vibra veramente di novità e di potenza. Vorrei tanto che molti più gruppi provassero ad essere maggiormente personali. Gli Andras hanno un grande potenziale, ed una tecnica valida. Se rischiassero di più, per tutta la durata di una canzone e non solo in sparuti passaggi, potrebbero veramente candidarsi come traghettatori del pagan della nuova era.
(Hellvis - Febbraio 2009)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Andras: c.d.nightsky@gmx.de
Sito Andras: http://www.andras.de.vu/

Sito Einheit Produktionen: http://www.einheit-produktionen.de/