ANCIENT
Svartalvheim
Etichetta: Listenable Records
Anno: 1994
Durata: 49 min
Genere: Black Metal
E anche per gli Ancient arriva il momento dell'album d'esordio. Dopo un buon demo e un altrettanto valido 7", il duo norvegese formato da Aphazel e Grimm approda al full length, un bel disco di black metal prima maniera con frequenti innesti di atmosfera. Quel che dicevo nelle altre recensioni degli Ancient, e cioè il fatto che il loro sound sia un po' diverso dalla classica zanzara intrappolata nell'ampli, continua qui e anzi raggiunge la sua piena maturazione. La chitarra di Aphazel è molto più cupa e terrosa di quella di Nocturno Culto o di Satyr, per esempio. Il suono potrebbe essere accostato a quello dei primissimi Immortal, per intenderci. Ed è questa componente che differenzia i primi Ancient, il fatto di avere un sound con molti più bassi (e quindi molto più cupo e potente) rispetto al trademark norvegese. Per il resto, i brani sono tutti ben giocati tra assalti frontali (pochi, le sfuriate sono estremamente limitate, anche perché Grimm non è certo un batterista che se le può permettere), mid-tempo potenti ed epici e momenti ambient, tra tastiere e chitarre acustiche.
La track list del CD presenta brani già editi insieme a delle novità, e potrebbe perciò essere considerato un punto di arrivo della prima parte della carriera degli Ancient. Infatti, tra i pezzi già editi abbiamo "The Call Of The Absu Deep", "Det Glemte Riket", "Eerily Howling Winds" (del primo demo) e "Huldradans", presente nel 7" "Det Glemte Riket". Questi pezzi sono stati ripassati al mixer, con il risultato di diminuire il marciume del sound che avevano originariamente e di smussare l'asprezza che ne conseguiva. Per intenderci, il suono è più netto, meno per i cazzi suoi, molto più preciso e pulito... beh, ovviamente non è che 'sti pezzi mò suonano come un disco di Madonna, eh eh eh!
Invece, per i brani inediti, siamo di fronte al meglio della produzione Ancient del primo periodo. A parte "Svartalvheim", che è un breve intro, abbiamo "Trumps Of An Archangel", brano perlopiù veloce, dove la chitarra a tratti accenna una melodia lugubre, intessuta tra riff molto cupi. C'è poi "Paa Evig Vandring", per certo il brano più bello concepito da Aphazel, meglio anche della stessa "Det Glemte Riket". Trattasi di una canzone di oltre 9 minuti dove si trova di tutto, da un inizio lento con parte arpeggiata (immancabile!) e con tastiere dal suono di flauto, fino a riff solenni, maestosi e tuonanti (ah ah ah) in mid tempo, da stacchi con arpeggi vari e voce sussurrata fino a una seconda parte del brano che è tutta giocata con effetti di tastiere, con organi funebri (vicini per atmosfere ai primi Enslaved) e tristissime melodie. Il pezzo poi riprende con nuovi riff supportati da tempi veloci, salvo poi tornare alle strofe iniziali. Senza ombra di dubbio il pezzo più bello del disco e dei primi Ancient, nonché uno dei più belli ed evocativi del suo genere.
La successiva "Ved Trolltjern" è un brano atmosferico composto dalla chitarra acustica in arpeggio più voce sussurrata più tastiere, il tutto molto commovente e malinconico. La conclusiva "Likferd" rimane in secondo piano rispetto alle altre canzoni, può goder sì di un buon riff cadenzato nella parte iniziale, ma poi diventa bruttina una volta velocizzata. Il disco finisce poi con un outro di effetti spaziali non segnato nella track list.
La copertina ritrae un Grimm sputafuoco e, guarda caso, richiama alla memoria quella del primo Immortal... non sono solo i suoni dunque a farmi pensare a loro. Oltre agli Immortal, le influenze principali di quest'album vanno dai Satyricon agli Enslaved; gli Ancient non copiano pedissequamente il loro stile, ma neanche propongono un qualcosa di realmente nuovo.
Quindi, posso dire che "Svartalvheim" è di certo un buon CD, non indispensabile ma senz'altro un valido documento di un certo modo di intendere il vecchio black metal. Certe canzoni sono molto fighe, ma in generale il disco non fa gridare al miracolo. Consigliato sì, ma prima dategli un ascolto.
(Randolph Carter - Gennaio 2004)
Voto: 8
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Sito internet: http://www.ancientband.com/