ANCIENT
Der Glemte Riket (7")

Etichetta: autoprodotto
Anno: 1994
Durata: 12 min
Genere: Black Metal


A distanza di un anno dal buon demo "Eerily Howling Winds" i norvegesi Ancient, duo formato da Aphazel e Grimm, pubblicano questo 7", roba per palati sopraffini. La proposta del demo è rimasta in sostanza invariata, ossia black metal cadenzato con soventi aperture atmosferiche, ma la maturazione tecnico/compositiva si vede già tutta.
Infatti nel lato A la canzone "Det Glemte Riket", già apparsa nel demo, appare ora più varia, ed è anzi resa magnifica dall'inserimento di un nuovo splendido riff, potente ed epico. Per il resto, la struttura del pezzo non viene snaturata, infatti ci sono sempre le frequenti aperture melodiche, affidate alla chitarra acustica e al sottofondo del vento. Questi intermezzi ora si colgono alla perfezione, in virtù di una registrazione migliore; nel demo infatti proprio queste parti erano uscite molto penalizzate.
Nel lato B troviamo "Huldradans", brano nuovo che sarà poi inserito nel disco di debutto "Svartalvheim". Questo pezzo è dotato di riff dal feeling gelido, e, forse anche per la scelta di una batteria molto veloce, mi ricorda qualcosa dei primi Gorgoroth. Per il resto, buona l'alternanza di parti veloci con altre medio/lente, bello il breve inserto sussurrato alla maniera degli Immortal del primo disco, e carino anche l'assolo di chitarra! Nella parte finale si inserisce una chitarra acustica sotto l'elettrica, la quale ad un certo punto sfuma per lasciare le ultime battute proprio all'acustica.
Frenando i miei istinti che mi dicono "rimetti la facciata A!", stoppo il tutto e riassumo in due parole: gli Ancient dimostrano di essere maturati, di sapersi discostare un attimino di più dall'ombra dei primi Satyricon, che troppo spesso vagava silenziosa nelle tracce del demo. Il suono della chitarra incomincia già a sentirsi, intendo dire il tipico guitar sound dei primi Ancient, lontano dal solito trademark norse. La chitarra di Aphazel è più cupa, sempre gelida ma con più bassi, meno zanzarosa di quella della maggior parte dei gruppi black norvegesi.
Bellissima anche la copertina del 7", con una figura incappucciata di fronte ad una specie di santuario che suona il violino. Non credo che ora sia reperibile la versione in vinile, ma se vi dovesse interessare questo prezioso EP, lo trovate nella raccolta "True Kings Of Norway", insieme ad altri 7" rari di Dimmu Borgir, Immortal, Arcturus ed Emperor ("As The Shadows Rise" è imperdibile!!!).
(Randolph Carter - Dicembre 2003)

Voto: 8


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Sito internet: http://www.ancientband.com/