ANATHEMA
Resonance 2
Etichetta: Peaceville Records
Anno: 2002
Durata: 64 min
Genere: gothic / doom
Se la prima parte di "Resonance", pubblicata dalla Peaceville Records
nel 2001, aveva effettivamente un certo grado di interesse per
conoscere un buon numero di inediti degli Anathema, lo stesso non si
può dire del secondo volume antologico, dedicato alla raccolta del
materiale più elettrico e aggressivo della band. Per questo CD,
infatti, l'etichetta inglese si limita a raccogliere una semplice
selezione dei brani della band di Liverpool, seguendo una struttura più
o meno antologica e limitandosi ad inserire un paio di inediti.
In generale non c'è molto da commentare per quanto riguarda
quest'uscita, che attraversa praticamente tutto il periodo più
tipicamente metal del gruppo, lasciando solo qualche breve incursione
nella seconda fase della loro carriera. Dal debutto, "Serenades",
vengono tratti tre brani, "Lovelorn Rhapsody", "Sweet Tears" e
"Sleepless", quest'ultima in un'inedita rivisitazione registrata nel
1996 con le parti vocali affidate a Vincent Cavanagh invece che a
Darren White (da un punto di vista strumentale, invece, la canzone
rimane quasi inalterata). Nella tracklist viene completamente ignorato
"Pentecost III", mentre sono ancora tre i brani estratti da "The Silent
Enigma": le stupende "A Dying Wish" e "Sunset Of Age" e la discreta
"Nocturnal Emission", inspiegabilmente preferita a capolavori come la
title-track o "Restless Oblivion". Con "Cries In The Wind" e "Hope", la
cover del pezzo di Roy Harper, si passa ad "Eternity", l'album che
rappresenta la prima profonda svolta nel sound degli Anathema; mentre
dal capolavoro "Alternative 4" vengono estratti i due brani più
diretti, "Fragile Dreams" ed "Empty".
Le uniche vere novità per coloro che già conoscono bene la band dei
fratelli Cavanagh è rappresentata dai due brani che costituivano
l'intero EP "We Are The Bible": si tratta di "Nailed To The Cross /
666" e "Eternal Rise Of The Sun", che mostrano gli Anathema nella loro
dimensione originaria, fatta di atmosfere gothic doom, ritmi lenti e
pesanti e tematiche più oscure.
In generale, quindi, il giudizio non è proprio entusiastico per
quanto riguarda questa nuova raccolta: la maggior parte dei brani sono
già conosciuti, senza contare che la scelta della tracklist non
rappresenta davvero l'anima della band, mostrando una certa
superficialità che invece era assente nella prima parte dell'antologia.
Effettivamente la presenza dei brani dell'EP "We Are The Bible" possono
essere sicuramente interessanti per coloro maggiormente legati alle
sonorità gothic doom dei primi album, ma onestamente queste due canzoni
non sembrano giustificare una spesa pari a quella di un full-length. Di
certo questa raccolta non è indicata come linea guida per cercare di
avvicinarsi ad una band sfaccettata come gli Anathema, che merita di
essere conosciuta attraverso un ascolto attento e meno frammentario. La
sensazione, quindi, è che questo CD possa stuzzicare solo i completisti
della band, disposti a spendere anche per un'uscita non certo
indispensabile.
(Danny Boodman - Febbraio 2007)
Voto: 6.5
Contatti:
Sito Anathema: http://www.anathema.ws/
Sito Peaceville Records: http://www.peaceville.com/