ANATHEMA
Resonance
Etichetta: Peaceville Records
Anno: 2001
Durata: 50 min
Genere: acustico
In attesa della pubblicazione del nuovo album, dopo il pregevole
capitolo rappresentato da "Judgement", il pubblico degli Anathema ha la
possibilità di sollazzarsi con la prima raccolta antologica pubblicata
dalla band, intitolata "Resonance".
In realtà, come spesso succede in questo caso, la decisione di far
uscire tale progetto va principalmente attribuito alla Peaceville
Records, l'etichetta della band fino ad "Alternative 4", che decide di
sfruttare una parte del materiale meno conosciuto della band per
realizzare una doppia raccolta.
Questo lavoro, però, non viene realizzato con leggerezza e possiede due
anime ben distinte, che si dividono all'interno dei due CD: in questa
prima parte, infatti, vengono raccolti un buon numero di rarità che,
però, si rifanno allo stile più leggero e delicato della band,
privilegiando canzoni acustiche e sonorità rarefatte. La seconda parte,
invece, rappresenta la parte più estrema e violenta della band
albionica.
L'idea, di per sé, potrebbe sembrare il solito modo per spillare un po'
di soldi ai fan, spremendo fino all'ultimo una band non più sotto
contratto, tuttavia "Resonance", soprattutto nella prima parte, si
rivela un prodotto di indubbio valore.
Da una parte, infatti, questo CD ripercorre tutto il periodo
passato con la Peaceville attraverso i brani più intimi ed eterei
composti dalla band. Si parte con le vecchie "Scars Of The Old Stream",
"Everwake" e "J'ai Fait Un Promesse", che rappresentano l'eredità
lasciata da Darren White; si continua con la triste "Alone", tratta da
"The Silent Enigma", per poi arrivare ad "Eternity pt.2", "Inner
Silence" e "Destiny". Tutti brani ampiamente conosciuti, dato che sono
facilmente reperibili sulle loro uscite ufficiali.
Fortunatamente, però, questa raccolta contiene parecchio materiale
che, se non è del tutto inedito, rappresenta comunque una chicca anche
per gli amanti della band che non rasentano il fanatismo da collezione:
nel CD, infatti, troverete un buon numero di cover, versioni
alternative e b-side, pubblicate dalla band nel corso degli anni.
I primi due brani di grande interesse a questo proposito sono due
versioni acustiche di "Far Away" ed "Eternity pt.3", entrambe
bonus-track del bellissimo "Eternity". Queste bellissime rivisitazioni,
pur abbandonando l'apparato acustico, riescono a mantenere integra la
loro forza espressiva, dimostrando come gli Anathema siano una di
quelle realtà che funzionano perfettamente anche spogliate di ogni
copertura.
L'altro fiore all'occhiello della raccolta sono le cover presenti nel
CD, tutte e tre tratte dalla raccolta che celebrava il decimo
anniversario della Peaceville Records. Le prime due canzoni riproposte
dagli Anathema sono due cover dei Pink Floyd, la band che forse più di
ogni altra ha lasciato un segno nell'evoluzione dei fratelli Cavanagh.
Nello specifico si tratta di "Goodbye Cruel World" e "One Of The Few",
due episodi tanto brevi quanto intensi: in entrambi i casi la band non
si lascia intimidire dalla grandezza della band e reinterpreta con
trasporto queste piccole fotografie del dolore e della fragilità umana,
anche se, bisogna dirlo, evitano di sconvolgere la struttura originale,
limitandosi ad un rilettura abbastanza fedele.
Lo stesso non si può dire per la terza cover presente nel CD,
"Better Off Dead", un brano dei Bad Religion che, con la sua carica
punk, sembrerebbe assolutamente lontana dal background del gruppo
inglese. In realtà questa canzone, che peraltro è un gioiello con un
testo meraviglioso, viene completamente stravolta dagli Anathema, che
la spogliano della sua carica adrenalinica e la rivestono con un
delicato arrangiamento di pianoforte e tastiere, lasciando la parte
vocale alla bellissima voce di Michelle Richfield. Un esempio
assolutamente perfetto di come si dovrebbe affrontare la rielaborazione
di un brano, lasciando un'impronta personale pur mantenendo un legame
con lo spirito originale dell'opera.
Sfortunatamente per questa raccolta, non tutto ciò che troverete è
di altissimo livello, cosa che viene perfettamente rispecchiata negli
ultimi due brani della raccolta, che non possono essere considerati
altro che riempitivi. Il primo è un'imbarazzante interpretazione live
di "Angelica", suonata in maniera approssimativa e con dei suoni
orrendi; mentre la seconda è la fantomatica "Horses", spacciata per una
sorta di inedito e che, invece, non è altro che la ghost track
contenuta in "Pentecost III".
Insomma, personalmente considero questa raccolta come un buon modo
per recuperare alcuni brani che, altrimenti, sarebbero difficili da
reperire. Di certo non si tratta di un prodotto fondamentale, ma ha il
pregio di essere molto più interessante di quelle inutili raccolte
fatte senza arte né parte e pensate solo per fregare gli acquirenti.
(Danny Boodman - Febbraio 2007)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Anathema: http://www.anathema.ws/
Sito Peaceville Records: http://www.peaceville.com/