ANACHRONAEON
As The Last Human Spot In Me Dies

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 43 min
Genere: emo-death metal


E' da ormai diverso tempo che questo album autoprodotto dagli svedesi Anachronaeon tormenta il mio sonno. Più o meno dal periodo in cui mi sono occupato del loro precedente demo, "Tales From A Hollow Eternity", firmato col negativissimo monicker di Human Failure.
Riesco solo ora ad emergere dal vortice dei miei numerosi impegni extra-curricolari (avrà senso, in questo contesto?) per concentrarmi il tempo necessario a scrivere queste righe su "As The Last Human Spot In Me Dies". Sì, perché sebbene avessi già ripetutamente ascoltato questo disco, facendomene quindi un'idea precisa, non avevo mai avuto il tempo di scrivere questa recensione... Ma a voi che ve frega?! Niente, quindi procediamo.
Dunque, abbandonato l'avvilimento umano che li portava a firmarsi Human Failure, il duo svedese arricchisce l'organico di un altro musicista e muta il nome in un più neutro Anachronaeon. Ai due elementi Andreas Akerlind (batteria) e Patrick Carlsson (voce e tutto il resto) si aggiunge anche l'altra chitarra di Marcus Wadstein, che comunque pare nel frattempo già avere abbandonato la band.
Ok, forse progressi a livello di superamento della depressione ci sono stati, ma a livello musicale? Non direi. Lo standard compositivo è rimasto il medesimo. Ed un miglioramento c'è stato solamente dal punto di vista della qualità di registrazione. Che comunque è sempre all'altezza di un ottimo demo o, come in questo caso, di un decente album autoprodotto. Un livello che sembrerebbe soddisfacente, ma piuttosto non basta a sopperire alle carenze che gli Anachronaeon si portano dietro già dalla precedente incarnazione. Una voce che, sì, riesce ad essere intonata zompando allegramente da passaggi in growl a passaggi in voce pulita, ma che comunque si presenta povera di profondità, senza riuscire a colpire. Praticamente lo stesso difetto che in generale si ritrova anche nel suono. Un suono bello e pulito, ma quasi totalmente privo di aggressività. E, senza aggressività, può una band definirsi death metal??
Il death metal melodico ed atmosferico scandinavo sembrerebbe essere infatti la matrice del sound di questa band, che però mantiene un saldo legame con l'heavy metal più tradizionale. Persistono i riferimenti a una band come i Running Wild (penso a "The Amulet" in particolare) che, pur facendo dell'amabilissimo metal tontolone, non hanno proprio nulla a che fare col death! E, come se non bastasse, io insisto nel definirli un gruppo emo-death! Emo- nel senso sì di emozionale, ma anche nel senso di emo-punk, infatti continuo a riconoscere sonorità tipiche di Bad Religion e compagnia bella nel song-writing degli Human Failure o Anachronaeon, che dir si voglia. Certo, per carità, non è tutto Running Wild e Bad Religion! Diciamo che In Flames, Amorphis e Sentenced (il tutto magari più epic che death, in effetti!) prevalgono tra le influenze, ma il filtro dei suddetti si fa avvertire e, a mio avviso, neanche poco, come nel caso di "Reborn By Fire", brano non bellissimo ma esemplare, dove si passa da un riff in stile Bad Religion, ad uno in stile Katatonia, ad un altro in stile epic metal!!
Detto questo, termino la recensione ribadendo che un miglioramento vero e proprio non c'è stato. C'è giusto un miglioramente tecnico dovuto anche al fatto che si tratta della loro seconda uscita, stavolta presentata come album autoprodotto piuttosto che come demo, ma tutto qua. E quindi... Il voto rimane lo stesso, nell'attesa di tastare il polso al futuro degli Anachroneon. Se mai ci sarà.
(MoonFish - Giugno 2004)

Voto: 7


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