AMON / NIMH
Sator

Etichetta: Eibon Records
Anno: 2006
Durata: 75 min
Genere: sperimentale/ambient


Originalissimo progetto questo degli Amon/Nimh, di cui non ci è dato molto sapere, se non che il lavoro in questione è stato registrato agli inizi del 2006 e che hanno contribuito alla sua realizzazione tre elementi, Andrea Marutti, Giuseppe Verticchio e Daniela Gherardi; tutti dediti all'uso del synth, degli effetti, samples, e-bow guitar e montaggio audio. Che questo sia un progetto al di fuori dei canoni prestabiliti lo si evince sin da subito, già dalla copertina, tetra, cupa, arcaica, circondata da un sinistro alone di mistero, con queste parole scolpite nella pietra, in modo non uniforme, come a voler richiamare antiche incisioni, oscuri dettami; apri il cartonato e ti trovi dinanzi ad un enorme muro circolare, quasi una rupe, una diga, qualcosa che ti impedisce il cammino, che limita ogni tuo movimento, che frena ogni slancio e ti costringe a pensare, a rinchiuderti in te stesso, raccogliere ogni tua convinzione, ogni tua idea per riconsiderare il tutto, porlo sul piatto e ripartire da capo.
Cinque lunghe tracce compongono questo lavoro, brani che crescono lentamente, partendo da molto lontano per poi pian, piano arrivare a sfiorarti, passarti vicino, quasi a volerti toccare e coinvolgere, senza mai farlo però, sviluppandosi in maniera distaccata, lontana ma allo stesso tempo coinvolgente ed avvolgente. Sei lì sulla tua poltrona, la luce soffusa ti aiuta nell'ascolto,( come da sempre ), ed eccoti proiettato nello spazio più profondo, dove le tenebre la fanno da padrone ed anche le stelle più luminose sembrano così infinitamente lontane; sei lì sospeso nel vuoto, nel nulla, senza nessun appiglio, galleggi in questa immobile immensità senza tempo e senza spazio; ed ecco che da lontano un piccolo punto luminoso sembra farsi strada tra il niente, si avvicina velocemente acquistando sempre maggior grandezza e volume, man mano che la forma prende corpo e si delinea, ti rendi conto di trovarti di fronte ad una immensa astronave, gigantesca, immane, dalla forma oblunga, eterea, che comincia a passarti vicino, accanto e non finisce mai, più ti guardi dietro e più sembra non aver fine, pochi i rumori di fondo, se non un lieve sibilo di vento, semplici vibrazioni sonore, sinistri cigolii che annunciano il suo passaggio; lentamente ti sfiora, allunghi la mano per toccare, per renderti conto, per capire, ma non riesci nemmeno lontanamente ad avvicinarti ad essa, il concetto di spazio e di tempo non ha più nessuna importanza, pochi metri divengono chilometri e viceversa; ne sei completamente affascinato, incuriosito, ogni tuo pensiero non è niente dinanzi a tutto questo, un qualcosa che non avresti mai potuto immaginare; così come velocemente è arrivata, ecco che allo stesso modo si allontana, lasciando dietro a se una scia carica di effetti, di suoni quasi impercettibili, dalla fredda percezione e ricchi di echi metallici; il silenzio profondo riprende quindi il sopravvento, riacquista tutta la sua forza e di nuovo ti avvolge.
Allora apri gli occhi e ti accorgi di non esserti mai mosso dalla tua stanza, la poltrona è sempre lì, così come il tuo corpo e tutte le tue cose; pochi attimi perché nuovamente la tua mente ricomincia a viaggiare, abbandona di nuovo il mondo conosciuto per immergersi questa volta nelle profonde immensità oceaniche; la pressione dell'acqua sembra non scalfirti minimamente, percepisci il buio intorno a te, ma stranamente ti è facile osservare intorno, ed allora esseri stranissimi prendono forma, non sai come chiamarli, non hai mai visto niente di simile, come possono resistere a tali profondità, come possono cibarsi, difendersi, attaccare immersi in questa millenaria oscurità, non ti è dato sapere, non ci sono risposte, ma non ne senti il bisogno, tutto è naturale, ovvio, come se lo avessi già vissuto, in un'altra vita magari, in un'altra epoca, ti stupisci, la curiosità prende corpo in te, ma non per ricevere completa risposta, solo per renderti cosciente delle tue capacità, del tuo modo di essere, per riuscire ad apprezzare di nuovo quello che ti circonda, dando di nuovo ad ogni cosa il giusto peso e la giusta misura; stai cominciando ad immedesimarti con il tutto quando vieni scaraventato fuori dalle acque, sulla spiaggia; sei di nuovo libero, riesci nuovamente a respirare, ma il senso di vuoto e di solitudine ti atterriscono a tal punto da voler tornare indietro ad ogni costo. Sensazioni stranissime. Ecco, penso di aver descritto nella maniera più consona cosa riesce a provare l'ascoltatore, in questo caso io, quando decide di entrare nel mondo degli Amon/Nimh; un mondo fatto di suoni senza peso, galleggianti, avvolgenti, rumori continui, effetti metallici, lunghi feedback, con un costante tappeto sonoro di fondo, atto a coinvolgerti, prenderti, in qualche caso rapirti; una ben delineata miscela sonora che riesce lentamente a straniarti dal mondo reale, trasportandoti e facendoti vivere cose che solo nella tua mente e nei tuoi più profondi pensieri potevi immaginare; ed ecco che per tutta la durata del Cd riesci a dimenticare tutto il fragore del vivere quotidiano, tutti i brutti pensieri, le cattive situazioni, le immancabili routine, riprendendo veramente coscienza di te, attraverso questa esperienza oserei dire quasi trascendentale. Sicuramente originale, straniante e nettamente individuale. Non è un lavoro questo adatto a tutti, per la massa, bisogna avvicinarsi ad esso con una certa circospezione, cautela, ed aver la voglia di vivere certe sensazioni, senza limitarsi all'ovvio ed al palese, altrimenti correremmo il rischio di catalogare i nostri troppo velocemente ed in maniera sbrigativa. La particolarità certamente non avrà alcun riscontro commerciale, ma penso che questi tre ragazzi abbiano ben in mente dove voler arrivare. "Sator" non rientrerà tra i miei ascolti preferiti, il genere stesso non mi coinvolge notevolmente, ma ogni tanto il fuggire da tutto, anche se per brevi momenti, mi ridarà una gran carica interiore e mi renderà sereno. Non tutti riescono in questo, gli Amon/Nimh sì.
Dovessi dare un voto prendendo in considerazione il solo lato musicale mi troverei in netta difficoltà; se invece dovessero contare in maggior maniera le sensazioni provate durante l'ascolto allora propenderei per un voto abbastanza alto. Pur apprezzando il lavoro in questione, pur riconoscendo loro gran coraggio ed originalità è pur sempre la musica la cosa più importante, questo non va mai dimenticato.
(Pasa - Maggio 2007)

Voto: s.v.


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Sito Eibon Records: http://www.eibonrecords.com/