AMON AMARTH
The Crusher
Etichetta: Metal Blade
Anno: 2001
Durata: 49 min
Genere: death melodico
Un buon disco, questo degli Amon Amarth, senza dubbio: il loro death melodico / epico è di buona fattura. Dal loro debut album gli A.A. sono cambiati, aumentando il loro "coefficiente" epico (vedi nella bella canzone "Annihilation Of Hammerfest"), ponendo in risalto le loro leggende nordiche, fatte di Thor, il suo potente martello e tutto ciò che ne può conseguire... Tutte e 10 le tracce sono di buona fattura e prodotte discretamente... ma c'è un problema: le canzoni degli A.A. sanno di già sentito. Soluzioni che già ci si immagina perché già ascoltate in questo o quell'altro cd. Non è una sensazione ben definita, è come un fastidioso deja-vù che ti disturba per tutta la durata dell'album. Ciononostante alcune canzoni sono molto carine come "Annihilation..." , "Masters Of War" e "Bastard Of A Lying Breed". Una band onesta, senza dubbio, che continua a scrivere musica onesta e potente. Assolutamente non disprezzabile.
(Noldor - Dicembre 2001)
Voto: 6.5
Sono riuscito ad ascoltare l'album fino alla fine,
con grande sofferenza, la band è brava e produce un suono potente ma se ci
mettesse maggior impegno nella composizione musicale differenziando in misura
maggiore i brani sicuramente mi piacerebbero di più.
(metalchurch - Aprile 2002)
Voto: 5.5
Un gruppo in netta parabola discendente. Non sono mai stati capaci di alcun
capolavoro, ma gli esordi di "Once Sent From The Golden Hall" mostravano un
sound interessante, bilanciato tra l'irruenza del death e il loro peculiare
afflato melodico di forte stampo epicheggiante. Una buona soluzione,
replicata anche troppo precisamente in "The Avenger" e infine copiata in "The
Crusher". Autocoverizzarsi non porta granché lontano come si può vedere.
(Orion - Agosto 2002)
Voto: 5