AMOK
Lullabies Of Silence
Etichetta: Fastbeast Entertainment
Anno: 2006
Durata: 35 min
Genere: death metal / techno-grind
"Lullabies Of Silence" è un album bello fin dal titolo. Anche la
copertina non è male, con uno scorcio di cielo azzurro che si apre un
varco tra due macchie fumose e scure. Il logo della band, in alto, è
sorretto da due figure femminili disegnate in stile liberty. Liberty è
anche il carattere con cui è scritto il titolo dell'album, dietro al
quale si può vedere l'immagine di un angelo che sta suonando due
trombe.
Il libretto, di otto pagine, contiene tutti i testi, ma anche una foto
del gruppo, le informazioni relative alla registrazione ed
illustrazioni varie.
"Lullabies Of Silence" è stato registrato al REC Studio tra
novembre 2005 e febbraio 2006. La formazione che ha inciso l'album
consiste in Philippe Suarez (chitarra), Ugo Rodriguez (voce), Wladislas
Marian (basso) ed Edward Hay (batteria).
Dunque, questi sono gli Amok. Quelli svizzeri, non gli omonimi
norvegesi: fate attenzione a non confonderli! Questo gruppo si è
formato in quel di Ginevra nel 2001, e prima di questo full-length ha
pubblicato due MCD: "Necrosapiens" (2003) e "Hepahistos" (2004).
"Lullabies Of Silence" è un album convincente sin dai primi
ascolti. A partire dalla devastante traccia d'apertura, quella che dà
il titolo al CD, non si avvertono cali di tensioni o di qualità. Anzi,
terminato il suo ascolto viene voglia di premere nuovamente il tasto
play, nell'intento di comprendere a fondo queste composizioni, i loro
arrangiamenti, le loro strutture complicate. Certo, non è un ascolto
facile, ma non si tratta nemmeno di un mattone. Con una maturità
invidiabile, gli Amok riescono a scrivere belle canzoni, che stuzzicano
la curiosità dell'ascoltatore. Le idee sono tante, lo stile coerente,
la durata dei pezzi mai eccessiva. Dieci tracce per trentacinque
minuti: l'ideale per apprezzare al meglio la proposta musicale del
gruppo.
Gli Amok propongono una miscela di death metal e grind tecnico,
tinteggiata di metalcore evoluto e ricca di spunti jazz. Le influenze
musicali sono tante, e spaziano dai The Dillinger Escape Plan ai
Cephalic Carnage, agli Ion Dissonance ai Gorguts, ai Crowpath...
Insomma, una musica brutale ma estremamente tecnica, moderna, e senza
compromessi. Il songwriting è molto coerente ed estremamente valido. I
pezzi si equivalgono tutti, nonostante le differenze che li distinguono
l'uno dall'altro. Ho parlato di miscela di stili, una sorta di
crossover iperviolento e tecnico. Se volessimo accomunare alcune
canzoni, potremmo dire che gli elementi jazz si fanno preponderanti in
episodi quali la title-track, la bella "Shattered Honor" e "Lady
Addiction", nella quale si avvertono echi inconsapevoli (forse) degli
Ephel Duath. Ci sono poi brani nei quali alcuni riff strizzano l'occhio
addirittura al black ("Fortress" e "Jailed In Mind"). Brevissime
sezioni melodiche fanno invece capolino in "Internal Void" e nella
conclusiva "A Life Of No One". Insomma, di influenze ce ne sono per
tutti i gusti, ma lo stile complessivo è coerente e ben stabilizzato
sui territori del death/grind moderno e cerebrale. La violenza è il
comune denominatore di tutte le tracce, ma non mette mai a repentaglio
la difficoltà tecnica. C'è classe nelle composizioni, siano esse
arzigogolate, siano esse veloci e dirette (si vedano i cinquantaquattro
secondo di "Rynch").
Sorvolando sulle doti tecniche dei musicisti, tutti molto precisi e
puliti, va sottolineata la prova di Ugo, abile ad esibirsi sia in
growling che in screaming, nella più pura tradizione grindcore. La sua
voce sbraita testi carichi di sentimenti negativi, tristezza,
depressione: il classico mal di vivere così tipico di questo mondo.
Riprendendo la prima frase di questa recensione, "Lullabies Of
Silence" è indubbiamente un bell'album. Da ogni punto di vista. Certo,
gli Amok non inventano nulla, e forse il loro sound non è così
originale. E' pur vero però che, nel corso dei trentacinque minuti del
disco, questi svizzeri diano prova di grande compattezza, creatività,
inventiva e carattere. Ragion per cui, non posso che dare un voto molto
positivo a questo validissimo full-length.
(Hellvis - Novembre 2006)
Voto: 8
Contatti:
Sito Amok: http://www.amoklegion.ch/
Sito Fastbeast Entertainment: http://www.fastbeast.ch/