AMETHISTA
Augusta Taurinorum (Singolo)

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2008
Durata: 15 min
Genere: black metal sinfonico


Dopo la pubblicazione di "Realitale", il nome dei torinesi Amethista ha cominciato a diffondersi rapidamente nell'underground e non solo. Anticipato da alcune buone recensioni già nel 2005 (tra cui quella di Shapeless), nel 2006 "Realitale" ha ottenuto una sfilza di consensi di notevole spessore, contando un numero esiguo di recensioni fredde o negative. Anzi, il gruppo è stato intervistato più volte da giornali specializzati di tiratura nazionale, con una conseguente impennata della propria fama. In effetti, gli Amethista avevano (ed ancora hanno) dalla loro parte parecchi punti di forza: uno stile estremo ma di facile presa, una cantante talentuosa e di bell'aspetto, dei musicisti di nome e dalle qualità tecniche indubbie.
Vincendo il concorso alla Mostra Dei Mostri di Cellino Attanasio (Teramo), nell'agosto del 2006, il gruppo ha dimostrato di essere una potenza anche e soprattutto dal vivo, tanto che proprio in quell'occasione si è concretizzata un'opportunità in vista della realizzazione di un nuovo full-length.
Lasciata la Necrotorture, che ha svolto un buon lavoro per "Realitale", gli Amethista si sono quindi buttati anima e corpo nella stesura delle nuove canzoni.
Nel gennaio del 2007, il gruppo è entrato negli studi Music Lab per registrare il successore di "Realitale". Il lavoro ha preso alla band un anno intero, durante il quale il gruppo non ha più partecipato a concerti.
Il master del secondo full-length degli Amethista, "GrimOrion", ha visto la luce nel dicembre del 2007. E, ahimè, non è ancora stato pubblicato. Perchè? Beh, le ragioni sono molteplici. Innanzitutto, la "grande opportunità" presentatasi vincendo il concorso alla Mostra Dei Mostri si è volatilizzata misteriosamente. Non scendo nei particolari, però si è trattato di una storia tipica della scena tricolore, con le consuete promesse non mantenute e i soliti progetti andati a rotoli. In più, la scelta di ritirarsi dalle scene per un anno, non ha certo giovato agli Amethista: il pubblico ha la memoria corta, nei confronti di qualunque band. Un gruppo emergente non può permettersi di abbandonare il palco per troppo tempo: infatti, quando l'entusiasmo per la novità si raffredda, e quando il nome smette di cirolare per un po', tutte le porte si chiudono. Gli organizzatori spariscono, le agenzie targiversano, il pubblico ha ormai rivolto la sua mente ad altre realtà musicali, e così via. E non va dimenticato un particolare: la distanza dal palco tende a minare l'entusiasmo di una band, che diventa sempre più simile ad un progetto da studio, privata com'è di quell'ebbrezza che solo il pubblico può dare.
Quindi, gli Amethista si sono affacciati nel 2006 alla grande ribalta, ma la sfortuna e qualche scelta sbagliata non hanno permesso al gruppo di sfruttare l'occasione al 100%.
Ora però sono tornati. Nell'attesa di "GrimOrion", il gruppo ha pubblicato un singolo intitolato "Augusta Taurinorum". In più, hanno ripreso a calcare le scene, ricominciando da dove sono partiti: dai palchi del Piemonte.
"Augusta Taurinorum", in vendita a 5 euro presso il sito della band, è un CD racchiuso in una copertina cartonata, decorata con l'immagine della scalinata della Gran Madre. La Gran Madre è una chiesa di Torino costruita sul modello del Pantheon romano, ed è uno dei luoghi più misteriosi ed esoterici del capoluogo piemontese. Le statue a fianco della gradinata si dice indichino il luogo in cui è nascosto il Santo Graal; la Madonna nera situata nell'ossario è un retaggio dell'antico paganesimo; i frequenti furti di paramenti sacri ci ricordano che Torino è soprattutto una città diabolica.
Il CD contiene tre canzoni: "Augusta Taurinorum", "Maniac" e "Candles", per un totale di quindici minuti. La scelta di pubblicare questo MCD è a mio avviso azzeccatissima, perchè interrompe una stasi la cui durata stava diventando preoccupante.
"Augusta Taurinorum" è una delle canzoni più vecchie della band, che ricordo di aver ascoltato dal vivo già durante un concerto di supporto a "Realitale". Ed è appunto sulle coordinate stilistiche di quell'album che può essere situata questa canzone. Augusta Taurinorum, lo scrivo per chi non lo sapesse, è il nome che i latini diedero al castrum principale della regione piemontese, dal quale si è poi sviluppata la città di Torino. Ed è proprio un rapporto di amore/odio quello che lega gli Amethista a Torino: amore per una città unica ed affascinante, odio per un pubblico freddo, annoiato e poco disposto a sostenere la scena della propria regione. Introdotta dalla batteria di Carlos, la canzone parte subito in quarta con un suono potente e pulitissimo, e soprattutto estremamente melodico. E' la tastiera di Alexandros a svolgere un ruolo determinante: sia perchè spesso la melodia è sostenuta da questo strumento, sia perchè gran parte dell'espressività della canzone è affidata alle dita del tastierista. Ma che dire del vigoroso supporto della chitarra di Victor e del basso di Frater Alchemot Katarian? E poi c'è la voce di Aeretica, abilissima a passare dal growling più profondo ad urla aspre in puro stile black, a vocalizzi eterei e delicati. Anche in "Augusta Taurinorum", Aeretica si dimostra una delle cantanti estreme più complete in circolazione. Peccato che le sezioni in cui il growling si fa più profondo non rendano come in altre occasioni...
La canzone prosegue sui soliti binari melodici ed estremi, mettendo in mostra la tecnica della band, e l'ottimo gusto nell'arrangiamento. Un arrangiamento decadente ed esagerato, che dona al tutto un aspetto gotico ed oscuro, ma al tempo stesso di grande fascino. Questa canzone è entrata a far parte ormai dei classici della band, ed è quindi con piacere che posso riascoltarla su un CD. Avrei optato, personalmente, per una produzione meno cristallina, che valorizzasse di più basso e chitarra: la cosa avrebbe reso giustizia alla potenza d'impatto del gruppo. Infatti, a conti fatti "Augusta Taurinorum" risulta abbastanza innocua su CD, mentre dal vivo fa male. Ragion per cui, consiglio al gruppo di tenere sì d'occhio il potenziale evocativo della musica, ma di non mettere in secondo piano la cattiveria, che dovrebbe essere una delle caratteristiche innate di un genere quale il black metal. "Augusta Taurinorum", in questa versione, è davvero poco aggressiva...
Segue una versione curiosa e molto gradita di "Maniac", un famoso brano degli anni '80. La canzone viene riletta secondo la sensibilità artistica degli Amethista, che però spingono più in là il proprio potenziale commerciale. Ecco infatti il ritornello melodico, con tanto di coretto, che rende ancora più fruibile la canzone. Beh, "Maniac" potrebbe essere un buon modo per accrescere la propria fama tra un pubblico più mainstream. Buona la prova di tutti: segnalo un buon assolo di Victor, ed un arrangiamento che, soprattutto durante il ritornello, sembra tradire il passato power di Alexandros, compositore ed arrangiatore principale della band. Qui l'impatto è decisamente migliore rispetto a quello di "Augusta Taurinorum": merito forse del contributo dello studio Temple Of Noise di Roma, dove la composizione è stata in parte registrata?
Chiude una canzone atipica, "Candles". Era comparsa per un po' di tempo sul sito MySpace della band (http:// http://www.myspace.com/amethista), per poi sparire. Se non erro, mi pare che Alexandros avesse dedicato questa canzone ad una ragazza, ma ora eccola riapparire qui in questo singolo, disponibile per tutti. Si tratta di una canzone per sole tastiere e voce, con un'Aeretica molto ispirata ed espressiva. In questa canzone, la cantante mette in mostra la sua buona estensione vocale e la sua capacità interpretativa. Si tratta di un brano distante anni luce dal classico stile Amethista, ma è anche una dimostrazione del potenziale immenso di questa band. Alexandros ha svolto un lavoro di arrangiamento davvero notevole. E' un ballata triste e ricca di pathos, capace di parlare agli animi più sensibili, e che apre deliziosi sbocchi gotici al gruppo torinese.
Dunque, "Augusta Taurinorum" è un rientro positivo per gli Amethista, un gustoso antipasto in attesa del piatto principale, il full-length "GrimOrion". Le tre canzoni qui presente mettono in evidenza aspetti diversi del suono del gruppo, e la sua vasta gamma espressiva. Visto il prezzo contenuto, consiglio a tutti i lettori di accaparrarsi questo MCD, così da sostenere un gruppo talentuoso e promettente.
(Hellvis - Giugno 2008)

Voto: 7.5


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