AMARAN'S PLIGHT
Voice In The Light

Etichetta: Progrock Records / Intromental Promotion
Anno: 2007
Durata: 79
Genere: prog metal


Voi tutti amanti del prog metal d'alta scuola aprite bene le orecchie e segnatevi il nome di questo progetto, perchè, se questo album d'esordio avrà il successo che merita, ne vedremo delle belle!
All'inizio, devo ammetterlo, ero piuttosto scettico su questo CD, a causa di una serie di normali pre-giudizi che capitano in queste occasioni. Mi spiego meglio: mi arriva a casa questo pacchetto dalla Intromental Promotion, lo apro e mi trovo l'album degli Amaran's Plight, nome che mi faceva riecheggiare un qualcosa; vado a leggere il foglio di accompagnamento e mi rendo conto che questa band, in realtà, è un nuovissimo progetto che raccoglie alcuni nomi di primo piano della scena prog metal mondiale: mi riferisco a DC Cooper (ex-Royal Hunt, Silent Force), Gary Wehrkamp (Shadow Gallery) e Nick D'Virgilio (Spock's Beard e molti altri), accompagnati da Kurt Barabas degli Under The Sun.
A questo punto la curiosità sale, perché i cosiddetti 'supergruppi' a volte sono davvero la somma delle loro componenti, ma capita anche che il risultato finale si riduca ad un guazzabuglio senza un filo conduttore. Vado avanti a leggere e scopro che "Voice In The Light" è un concept album che mette in scena "il viaggio nella vita di un uomo e il mistero che circonda l'esperienza che lo porta vicino alla morte", come recita la biografia. Ecco, a questo punto ho iniziato a visualizzare nella mia testa il solito concept onirico/cervellotico, pieno di cliché musicali che plagiano a destra e a manca, finendo sempre per assomigliare ad una brutta copia di "Metropolis Pt. II: Scenes From A Memory". Fortunatamente, una volta piazzato il CD nel lettore tutti i dubbi sono scomparsi e "Voice In The Light" si è rivelato per quello che è, ovvero un ottimo esempio di come si possa comporre un album perfettamente inserito nel canoni del genere e che riesce, comunque, a risultare piacevole e fresco, grazie ad un songwriting calibrato e ad un invidiabile gusto negli arrangiamenti.
L'esordio degli Amaran's Plight fa confluire nelle sue tredici tracce buona parte delle caratteristiche dei singoli musicisti, riuscendo comunque a non essere una sterile riproposizione di quanto fatto dalle band di provenienza. Le influenze, ovviamente, ci sono e si sentono bene, ma in generale le canzoni sono quanto di più lontano da quell'atmosfera stantia di un gruppo derivativo.
C'è un po' di tutto in "Voice In The Light" e, sebbene descrivervi tutto nei minimi particolari risulterebbe tedioso, vale la pena di fare una panoramica di quello che troverete nel CD.
Dopo una breve intro, "Room 316", si inizia con "Forever Friends", uno degli episodi migliori del lotto, un mid-tempo arioso, avvolgente, con il pianoforte a dettare il ritmo, quasi a dimostrare che non è affatto necessario partire in quarta con un pezzo aggressivo. Certo, questo non significa che all'appello manchino le canzoni più veloci, cosa che viene dimostrata dalla successiva "Coming Of Age", una classicissima cavalcata prog metal introdotta da un bell'arpeggio di chitarra, oppure dalla cattiva "Viper".
Allo stesso modo non potevano mancare i brani lunghi ed articolati, delle vere e proprie suite che sintetizzano alla perfezione tutto l'universo del progressive metal: è il caso di "Incident At Haldeman's Lake", "Shattered Dreams" e la conclusiva "Revelation", tutte tra gli 11 e i 14 minuti di durata. È proprio in queste tre composizioni che la band sembra dare il massimo delle proprie possibilità, spaziando senza sosta nei ritmi, negli arrangiamenti, nel solismo tecnico ma mai eccessivo; eppure anche nei brani più brevi gli Amaran's Plight dimostrano un gusto inaspettato e, spesso, piazzano il colpo di classe proprio nei momenti più inaspettati. Mi riferisco a "Reflections Pt.1", un delicato lento acustico con un DC Cooper in splendida forma; lo stesso vale per "Truth And Tragedy", un bellissimo intermezzo solista in cui la chitarra di Wehrkamp ammalia e avvolge con il suo stile caldo, e infine non si può non citare la splendida "I Promise You", una ballata pop/rock solare e piena di speranza in cui DC Cooper duetta con una bella voce femminile.
Che altro aggiungere, quindi? Questo CD è stato una piacevolissima sorpresa, con molte qualità e pochissimi difetti. Personalmente l'unica cosa che non mi ha convinto è stata l'eccessiva durata dell'album, che fa emergere qualche momento meno ispirato, facilmente evitabile con un taglio deciso ("Betrayed My Love" e "Turning Point", per esempio). Forse la lunghezza è stata un'esigenza legata al racconto della storia, ma a mio parere qualche brano in meno non avrebbe fatto male all'economia del disco. A parte questo, comunque, tanto di cappello a questi veterani che, ancora una volta, hanno dimostrato il loro valore.
(Danny Boodman - Settembre 2007)

Voto: 8


Contatti:
Sito Amaran's Plight: http://www.amaransplight.com/

Sito Progrock Records: http://www.progrockrecords.com/

Sito Intromental: http://www.intromental.com/