ALLTHENIKO
We Will Fight

Etichetta: My Graveryard Production
Anno: 2007
Durata: 46 min
Genere: thrash metal ma non solo


Alzi la mano chi non ami il vecchio thrash, e quando dico "vecchio" intendo il genere musicale veloce, claustrofobico, fatto di urla, grida, stacchi potenti e sfuriate elettriche elaborate e fulminee. Ecco se il vostro verbo fosse questo, vi consiglio di restare sintonizzati, visto che gli Alltheniko (nome del quale vorrei sapere la genesi!!!), usciti per la My Graveyard in queste settimane, altro non sono che prodi sostenitori della causa. Siamo onesti, l'ascolto del CD nella sua interezza, almeno le prime volte risulta pesante, visto che di note quì ce ne sono davvero tante e già nel primo quarto d'ora di ascolto verrete letteralmente spazzati via dall'irruenza che la band springiona. Unica pecca secondo me sono i suoni, troppo secchi e strozzati; ah se solo il tutto suonasse come "Enemy Of God" dei Kreator, sarebbe tutta un'altra musica! Ma di questo piccolo cruccio non voglio parlare più di tanto visto che la differenza la fanno le idee, non i suoni freddi e calibrati. Intelligentemente il terzetto (ebbene sì, se ascoltaste il CD non lo direste mai che i baldi ragazzi possano fare così tanto "rumore" solo in tre) apre le danze con un ottimo up-tempo, "Thrash All Around", caratterizzato da melodie e stacchi secchi ed un groove micidiale, che vi farà partire per un lungo viaggio di headbanging, che troverà sporadiche interruzioni durante l'ascolto del CD.
La successiva "Strong Commandos In Black Tanks" (titolo geniale!) riesce a farmi ricordare i Voivod seminali del loro inizio carriera: ottimi tutti quegli accordini "storti" che a volte saltano fuori, e ottima anche la voce incisiva e maligna.
"Wheel Of Fortune" esagera negli arrangiamenti, partendo come pezzo heavy classic targato anni ottanta, per sfociare in una tipica thrash anthem song, rovinata solo da inserti acustici, secondo me mixati troppo alti; sembra che improvvisamente si sovrapponga al pezzo un altra canzone... perchè sta cosa? Mah....
"Sufferman" inizia come un pezzo dei vecchi Manowar... come chi? Quella band che una volta suonava epic metal ed ora invece si affida ad orchestre più o meno utili nei dischi. Detto ciò, mi trovo in condizioni di approvare la scelta, seppur ardita, della band di divagare sul genere epic; tanti bei corettoni e riff semplicemente diretti e assassini danno un attimo di respiro alle orecchie del novello ascoltatore.
Episodio meno riuscito invece, la successiva "Dead Brain (Extermination)" che per quanto sia diretta pungente ed efficace, introduce parti growl che personalmente non amo troppo, e soprattutto il pezzo mescola un thrash troppo veloce e seminale a stacchi, rallentamenti e stop (che amo da sempre) che spezzano continuamente la continuità musicale.
Fortuna che con "Sound Of Rust" si riparta egregiamente. Le ritmiche è vero sono ancora molto veloci e la voce continua a seguire questa sua "involuzione" regredendo ad urla piuttosto che reale cantato, ma ovviamente in pezzi così veloci le classiche "vocals melodiche" non possono starci, visti i continui cambi di accordi e melodie che si scontrerebbero con l'eventuale melodia vocale; detto ciò la canzone suona in perfetto stile al genere proposto dalla band, restando su lidi puramente veloci infarciti di soli sia di chitarra che di basso. Se poi aggiungiamo la risata maligna centrale, ci abbiamo pure messo la ciliegina sulla torta.
"Coming Soon" fila liscia come l'olio e non si fa troppo ricordare ad ascolto ultimato.
Discorso a parte per la successiva "The Silent Priest" che io personalmete avrei posto come pezzo di apertura del CD. Secondo me è la classica canzone "gioiellino da scoprire nell'album": il riff portante è veramente coivolgente, e la voce maligna, come piace a me, troneggia egregiamente per tutta la durata del pezzo. Ottime anche le melodie che accompagnano le liriche. La parte centrale dedicata ai solos è veramente ben arrangiata, sia per i riff che per le linee di chitarra azzeccatissime. Il pezzo è meno veloce rispetto ad altri e forse è per questo motivo che viene a galla qualcosa di leggermente diverso: saranno solo impressioni, ma per ora sono convinto che questo sia il pezzo più riuscito.
"Alltheniko, We Will Fight", scippa il modus operandi di procedere dei Black Sabbath, sempre restando in campo thrash, il riff portante mi ha ricordato infatti, parti di "Children Of The Grave", e gli arrangiamente corali ed evocativi danno quel sapore di epicità al pezzo senza però troppo strabordare come accade in "Sufferman"; altro buon pezzo che farà la gioia dei fan del thrash anni ottanta.
"Criminal Mind" francamente non mi piace, la voce usata così non va bene e secondo me è pure troppo riverberata e non si trova a suo agio per lo stile, che quì si vuole sperimentare. Oltretutto ci sono una doppia casa continua che fa da tappeto e delle tastiere che francamente incollano tutto un po' troppo frettolosamente; dopo questi presupposti, avrei lasciato il pezzo strumentale con più assoli e melodie... Non disperiamo: un pezzo debole ci puo' stare, anzi c'è sempre in quasi tutti i CD.
"Carcass" fortunatamente conclude il lavoro in modo egregio, ovvero tornando alle origini del genere musicale trattato per tutto il CD, quindi si rifanno vivi i tempi veloci e le progressioni strumentali complesse quanto basta per fare la gioia di ogni bravo e vecchio defender; se poi aggiungiamo dei bravi e scanditi stop and go centrali che io personalmente adoro (se sono messi al posto giusto nel momento giusto), bè allora siamo a cavallo.
Bonus track conclusiva "Aces Of Spades" abbastanza personalizzata e ulteriolmente velocizzata per amalgamarsi meglio allo spirito del CD: ottimo finale anche se un po' ruffiano, forse per trovare il consenso finale di chi magari fino in fondo non trova quel qualcosa per appigliarsi ad ascolto ultimato del CD. Per quanto mi riguarda, trovo la mossa come una pregevole chicca.
Il prossimo lavoro spero solo che goda di una produzione meno soffocata, per alcuni aspetti. Promossi, bravi ragazzi.
(Hellcat - Maggio 2007)

Voto: 7


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