ALKONOST
The Path We've Never Made

Etichetta: Metalism Records
Anno: 2006
Durata: 54 min
Genere: folk/pagan metal melodico e con voce femminile


Ritorno a scrivere dei russi Alkonost, dei quali ho già commentato il lavoro precedente "Mezhmirie". Tralasciando le note biografiche, già trattate nell'altra recensione, non mi resta che presentare "The Path We've Never Made", la pubblicazione più recente del gruppo.
Il CD è contenuto nella consueta confezione professionale. La copertina, in bianco e nero, ritrae i membri del gruppo con un tratto stilizzato. Sembra ispirato ad antiche incisioni su legno. Il libretto, ricco di foto e testi, conta ben dodici facciate. Testi, note ed informazioni sono stampati in russo, e quindi in caratteri cirillici. Anche il titolo dell'album è in russo, ma per semplicità riporto la sua traduzione inglese.
"The Path We've Never Made" è stato registrato tra aprile ed ottobre 2005, e mostra una qualità di registrazione più vivace rispetto a quella di "Mezhmirie".
La formazione è sempre la stessa: Alyona alla voce, Andrey e Dmitry alle chitarre, Aleksey al basso, Almira alla tastiera e Anton alla batteria. Si segnala la presenza di Masha Scream, il cantante degli Arkona, come ospite.
Dunque, ho scritto di una qualità di registrazione globalmente migliore. Non tanto nel senso di pulizia del suono, quanto della "grinta", dell'espressività. La musica degli Alkonost risulta più vivace rispetto a quella ascoltata su "Mezhmirie". Se a questo si aggiunge un songwriting molto più ispirato, beh, è ovvio che "The Path We've Never Made" risulti più valido ed interessante del suo predecessore.
Nel caso della recensione di "Mezhmirie", avevo rimproverato agli Alkonost uno stile compositivo eccessivamente legato ai clichè, piuttosto prevedibile e ripetitivo. Non che le canzoni fossero brutte, però non "prendevano" l'ascoltatore più di tanto. Alla luce di quanto ascoltato su "The Path We've Never Made", è come se gli Alkonost si fossero limitati a svolgere il compitino.
Tutt'altra storia nel nuovo lavoro, vivace ed ispirato.
"The Forest Voice" è costruita su tutta una serie di bei riff, e gode di un arrangiamento stimolante. I suoni della tastiera sembrano un pelino migliori rispetto a quelli di "Mezhmirie". Quello che sorprende è la grinta di questi Alkonost, i suoni più decisi. Merito anche della voce black maschile presente sulla strofa, che si amalgama alla perfezione con la voce semioperistica di Alyona nel ritornello. Le melodie folk convincono, e l'esecuzione vigorosa sembra cancellare in un sol colpo tutte le titubanze del passato.
La risoluta "The Indiscernible Path" è molto carina, scorrevole sebbene la sua struttura riveli qualche complessità. Beh, quasi tutte le canzoni di questo nuovo album sono abbastanza strutturate. Questa cosa può essere intuita dalla durata dei brani, generalmente piuttosto lunghetti. "The Indiscernible Path" ha un qualcosa di catchy, e le chitarre vitali danno al tutto un qualcosa in più. Bella.
"The Night Before The Battle" è una leggera cavalcata, molto melodica, ai limiti del gothic. In questo caso Alyona si esibisce al suo meglio, e la traccia rimane in testa all'ascoltatore sin dal primo ascolto. Si segnalano dei passaggi nei quali l'arrangiamento si fa "medievaleggiante". Da sottolineare la presenza della voce maschile in occasione dei cori.
"Nivushka-Niva..." inizia molto lentamente, con una melodia tipicamente russa, intonata dalla voce seguita all'unisono dal basso. Lenta, calma e diretta, è tutta giocata sull'interpretazione di Alyona. Il suo stile è preciso e perfetto, però un po' freddino. Dovrebbe migliorare in espressività.
"Darkness" non differisce stilisticamente dalla tracce più cattive dell'album, con la sua voce maschile di nuovo a sostenere quella femminile. Bella spedita, ricca di cambi di tempo, mette in luce al meglio il connubio tra folk e metal che talvolta riesce così bene agli Alkonost, talvolta un po' meno. Bella, grintosa, dalle atmosfere medievali (beh, quelle alle quali ci hanno abituato le colonne sonore dei film!): uno degli episodi migliori del CD.
La lenta "The Dream Sea" è uno dei pezzi più gotici dell'album. Gothic, essenzialmente, tutto basato sulla voce di Alyona. Non ho molto altro da scrivere su questa traccia.
"Heat-Lightning Thoughts" è introdotta in maniera lenta, per partire in seguito come una cavalcata metal molto moderata. Si assesta presto su territori nè lenti nè veloci. In questo caso interviene la voce di Masha Scream, che dona al tutto un tocco di aggressività più accentuato. Mano a mano che passano i minuti, "Heat-Lightning Thoughts" diventa sempre più oscura, mostrando un lato inquietante ed inedito degli Alkonost.
"The Path We've Never Made" è un buon album, che esprime bene le qualità degli Alkonost. Questo gruppo è senz'altro capace, ma ha una qualità di songwriting un po' altalenante. Alle volte ha intuizioni molto intriganti, altre volte si limita alle soluzioni più facili e scontate. Dovrebbe giudicare più severamente le proprie scelte compositive, nel tentativo di non avere cadute di tono. Comunque sia, un gruppo da scoprire. Riescono spesso ad essere catchy, sono sempre piacevoli e potrebbero trovare un pubblico adatto a loro. Rimango comunque dell'opinione che gli Alkonost possano dare di più.
(Hellvis - Novembre 2006)

Voto: 7


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