ALIEN
Cosmic Fantasy (EP)

Etichetta: Mongol Horde
Anno: 1983
Durata: 20 min
Genere: Hard Rock / Glam Metal


Perché una Band non riesce a sfondare nonostante abbia tutti i numeri per riuscire? Perché un gruppo validissimo, con idee ed attitudine da vendere, non riesce a farcela? I motivi sono innumerevoli: ingenuità, sfiga pura e semplice, motivazioni vacillanti, ingenuità sposata a case discografiche sòla e manager dalla vocazione truffaldina, circostanze e congiunture sfavorevoli... insomma un campionario infinito di cause che concorrono a stroncare la carriera. Tanti, troppi i gruppi promettenti e dalle indubbie qualità che non ce l'hanno fatta, ed in questo senso la storia di questi glamster newyorkesi appare esemplare.
Look pacchiano e tamarrotto il giusto, sulla scia dei Motley Crue d'annata, canzoni dal gran tiro stradaiolo, sulle orme della leggenda dei N.Y. Dolls, le inevitabili icone di Aerosmith, Kiss ed AC/DC a far capolino da dietro le quinte, una grandissima voglia di pigliare il pianeta a zampate nel deretano e soprattutto sangue, sudore, lacrime ed adrenalina profuse senza risparmio in furibondi concerti attraverso la Grande Mela!!!
Rikk Kristi e Brian Fair alle chitarre, il carismatico frontman Frank C. Starr dietro il microfono e una sezione ritmica di buona caratura, composta dalla bionda batterista Roxann Harlow e dal bassista Damien "The Beast" Bardot: ecco la formazione di questa band dalle buone potenzialità ma dalla scarsa fortuna...
Pezzi come la title-track, "Star Lover" oppure "Headbangin'" lasciano il segno col loro rock'n'roll diretto, semplice e doverosamente venato di buon metallo. Non aspettatevi null'altro che una manciata di pezzi che vi entrano facilmente in testa e non ne escono per giorni... dal vivo dovevano fare realmente sfracelli, almeno secondo i resoconti dell'epoca che han tramandato ai posteri la piccola leggenda dimenticata degli Alien.
"Cosmic Fantasy" poteva essere un trampolino di lancio e invece fu un epitaffio: nonostante l'interesse di etichette ben più importanti della Mongol Horde, nonostante un contratto major praticamente pronto, nonostante si parlasse con una certa insistenza di aprire i concerti newyorkesi di gruppi molto importanti, la band si sfasciò miseramente in un caos fatto di scazzi personali, incomprensioni, ambizioni divergenti ed egocentrismi in conflitto.
Ad un certo punto, allettato dall'idea di intraprendere la carriera di attore, Damien Bardot mollò tutto quanto e si trasferì in Florida. Non è che ebbe poi molta fortuna: recitò ruoli secondari in qualche episodio del serial Miami Vice ed in qualche dimenticabile B-Movie, poi si ritrovò in galera, accusato di omicidio di primo grado e condannato a morte. Da sempre si professa innocente, sinceramente non so se sia colpevole o meno, ma data la frenesia forcaiola che anima Jeb Bush, fratello di George W. e governatore dello stato delle Everglades, temo proprio che abbia assai scarse speranze di vedere accolte le sue istanze di grazia...
Frank C. Starr (vero nome Francesco Casamassima!) riuscì a guadagnarsi invece un seguito di culto coi grandi e sottostimati Masters Of Reality, morendo poi in un incidente stradale. Gli altri sono scomparsi nelle nebbie del tempo, lasciandoci il ricordo di una misconosciuta leggenda e ancora una volta un pizzico di rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato...
(Occhio alla penna se trovate in giro sto vinile... non credo che sia mai stato ristampato su CD ed ha valutazioni che vanno dai 35 ai 60 dollari... meglio dei bond Parmalat e Cirio!)
(Metal Mike - Dicembre 2003)

Voto: 7.5