ALGOPHOBIA
Algophobia
Etichetta: Pargan Music
Anno: 1997
Durata: 52 min
Genere: techno-death
Questo è il primo e finora unico album degli Algophobia, un gruppo italiano della zona di Ascoli Piceno. La line-up era composta da Rusty (voce), Fabio (chitarra), Luca (chitarra), Giacomslli (è scritto così, boh, alla batteria) e Filippo (basso). La cosa strana è che questo album è uscito per la Pargan Music, una etichetta giapponese. Non ho molte notizie su cosa abbiano fatto in seguito all'uscita di questo CD. Mi ricordo che un paio di anni fa avevano in programma un concerto, ma da allora non ho più saputo nulla di loro.
L'album comprende 10 canzoni, tutte cantate. Lo stile è un classico techno-death, ossia un death metal bello tecnico ed intricato con spunti jazz. Si sentono le influenze dei classici del genere, ma alla fine gli Algophobia hanno uno stile loro personale, non hanno clonato nessuno. I riff sono tutti serrati ed intricati, la sezione ritmica fa il suo dovere per questo genere, con i continui cambi di tempo e dei giri contorti ed in continua variazione. Il cantato di Rusty non è il massimo della vita, è un growl afono e svociato che non incide.
Le canzoni degli Algophobia sono praticamente sempre divise in due fasi: quella death e quella jazzata. La parte death è quella principale, poi qua e là in mezzo alle canzoni il gruppo si lancia in qualche stacco jazzato, con la chitarra solista in primo piano. Queste parti jazzate sono fatte molto bene e sono belle coinvolgenti, il problema è che sono slegate rispetto al resto della musica.
La produzione non è il massimo della vita. Si riescono a seguire gli strumenti, ma i suoni sono un po' spompi, la voce in particolare è moscia. La confezione del CD è discreta e niente più. Il disegno di copertina è caruccio ma non è nulla di clamoroso, mentre nel resto del libretto ci sono solo i testi stampati su fondo completamente nero. C'è anche allegato un foglio bianco con delle scritte in giapponese, non so che ci sia scritto.
In conclusione questo album è caruccio ma non indispensabile. Ci sono un sacco di idee buone sparse in giro, ogni riff è fatto per bene, e non ci sono parti da scartare. Il problema generale secondo me sta nella struttura delle canzoni: se prendiamo ogni singola parte va tutto bene, le idee ci sono e meritano. Il problema sta nella fluidità delle canzoni: gli assoli jazzati sono troppo slegati rispetto al resto, ed alla fine non c'è una canzone che sia una che mi rimanga in testa. Si tratta di un buon album, ma ogni volta che lo ascolto resto con l'amaro in bocca, perché si tratta di un gruppo di talento che con un po' di lavoro in più avrebbe potuto fare qualcosa di ottimo. Purtroppo la produzione e la scarsa fluidità penalizzano il tutto. Se siete amanti del techno-death si tratta comunque di un CD che può meritare l'acquisto. Se cercate su internet trovate alcuni mailorder che ne hanno ancora qualche copia.
(teonzo - Agosto 2004)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito internet: http://algophobia.cjb.net/
Sito su Vitaminic: http://stage.vitaminic.com/algophobia