ALGOL
Gorgonus Aura

Etichetta: Twelfth Planet Records
Anno: 2000
Durata: 59 min
Genere: black metal sinfonico


Nel febbraio del 1998 un sedicenne chiamato Dalkiel (voce, chitarre e sintetizzatore) decise di abbandonare la death metal band con la quale stava suonando per dedicarsi ad un progetto musicale più personale. Dopo aver composto le prime canzoni, Dalkiel si rese conto che la sua musica era stilisticamente vicina al black metal. Purtroppo non era facile trovare appassionati di quel genere in Pennsylvania e gli ci volle un po' prima di contattare il bassista Sarnath. Questo diciannovenne dimostrò sin dall'inizio di essere la persona adatta sia come atteggiamento che come ispirazione. Proprio Sarnath presentò a Dalkiel un secondo chitarrista chiamato Diabolous, il quale portò con sé il batterista Kadath. Con la formazione a quattro gli Algol potevano considerarsi completi (mancava un tastierista) ed incominciarono a suonare dal vivo e a provare. A novembre pubblicarono il demo "Enshroud Us In Darkness", lavoro di cui Dalkiel e Sarnath andarono fieri ma che li convinse a cacciare sia Diabolous che Kadath. Questi due vennero sostituiti da Mictian (chitarra) e Zadok (batteria).
Nel 1999 i nuovi Algol incisero "Forgotten Paths". Questo demo di tre canzoni attirò l'attenzione dell'etichetta italiana Twelfth Planet (R.I.P.) che li mise sotto contratto. Il frutto di questa collaborazione fu il full-length "Gorgonus Aura". Durante la sua lavorazione, il tastierista Cthulhu si unì alla band. La gioia di esordire su full-length fu sminuita dall'abbandono di Mictian e Zadok qualche tempo dopo la sua pubblicazione. Costretti ad una stasi forzata, Dalkiel e Sarnath decisero di comporre nuove canzoni. Solo nel 2000 gli Algol trovarono nuovi elementi: Arawn alla chitarra e Brett alla batteria.
Secondo Dalkiel, la nuova musica degli Algol si presenta diversa rispetto a quella degli esordi. Il suono si è fatto più cupo e disperato. L'artista considera Sopor Aeternus come la sua influenza principale. Il nuovo album è stato terminato nel marzo del 2003 e gli Algol stanno aspettando che qualche nuova label li metta sotto contratto, visto che la Twelfth Planet non esiste più.
Facciamo ora un passo indietro e passiamo al commento dell'unico full-length degli Algol: "Gorgonus Aura". La copertina presenta subito bene. L'immagine del volto di Dalkiel appare sfocata su un'inquietante sfondo blu mentre il logo della band campeggia nel lato destro in basso. Il libretto è di otto pagine ricche di testi, annotazioni e foto. Il CD stesso è ben serigrafato. Complessivamente la presentazione è piacevole e professionale.
Il CD è stato registrato nei Watercourse Recordings sotto la supervisione di John McKinnley. La qualità è altalenante: gli strumenti si distinguono bene nonostante un lieve fruscio. Purtroppo l'effetto finale è poco dinamico e i suoni sembrano, come dire, appiattiti. Si poteva fare di meglio ma forse lo studio non era avvezzo alle sonorità del black metal.
Il concept di "Gorgonus Aura" è banalissimo: riparare i danni del cristianesimo attraverso una riscoperta delle proprie origini e l'affermazione di se stessi. Non penso sia il caso di analizzare tutto questo. Il tema è sviscerato da Dalkiel nella trilogia "The Quest For Archaism", "Abscond" e "Benighted Reflections", da lui intitolata: "The Struggle And The Equivocation". Le tre canzoni non sono consecutive ma intervallate da altre composizioni. Il lungo strumentale "Exodus" è dedicato alle vittime dei cristiani. "Restraint From My Desire" e "Murmurous Screams Of Repugnance (Suffocated)" sono le restanti canzoni dell'album, intro e outro escluse. Vi è inoltre una ghost track.
La musica degli Algol è un black metal molto atmosferico che incorpora elementi provenienti da altri generi. Ci sono buone idee ma il risultato non convince al cento per cento. Un po' perché il loro stile è molto derivativo (Limbonic Art, Dawn, Nagelfar, Ancient), un po' perché il songwriting è ancora da sgrossare. I riff validi sono appesantiti da tanti passaggi-riempitivo e molte canzoni renderebbero di più se fossero maggiormente essenziali. Scritto questo, non c'è molto altro da aggiungere. Visto che si tratta di un'opera prima ci sono tutte le attenuanti del caso. Molte composizioni sono datate e sicuramente Dalkiel sarà maturato nel frattempo. Le sue stesse dichiarazioni sull'evoluzione del suono-Algol lasciano ben sperare.
"Gorgonus Aura" non è attualmente disponibile alla vendita ma potete scaricare mp3 dal sito ufficiale della band. Etichette, concedete una chance a questa band americana. Fatevi inviare le loro nuove canzoni.
(Hellvis - Febbraio 2004)

Voto: 7


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