ALGOL + SHROUD OF DESPONDENCY
Whispers From An Empty Room
Etichetta: Paragon Records
Anno: 2004
Durata: 64 min
Genere Algol: black melodico con spunti death e ambient
Genere Shroud Of Despondency: black/death metal industriale, oscuro e opprimente
Questo split è stato pubblicato dall'ottima etichetta americana Paragon Records. In esso si confrontano due tra i nomi più promettenti della musica estrema a stelle e strisce: Algol e Shroud Of Despondency.
La presentazione grafica è molto bella ed inquietante. In copertina viene mostrato un letto disfatto, sporco, dietro al quale si intravede un muro graffiato, vecchio e quasi privo d'intonaco. Un'altra immagine mostra una finestra di una stanza spoglia, al centro della quale c'è un pianoforte a muro. Sulla fotografia è stampata questa frase: "Musica per tagliarti i polsi". Il libretto, di otto pagine, contiene tutti i testi, alcune foto ed i ringraziamenti.
Degli Algol ho già commentato "Gorgonus Aura", il loro album di debutto datato 2000. In caso ne foste interessati, in quella recensione potrete trovare parecchie notizie biografiche relative alla band di Dalkiel e Samath. In questa sede non mi resta da aggiungere che nel periodo intercorso da quella pubblicazione ad ora, gli Algol hanno patito molte difficoltà. L'instabilità della line-up ha afflitto questi quattro anni. Tanta distanza dalle scene ha però permesso alla band di fare il punto della situazione e di arricchire la loro musica di nuove influenze, non necessariamente metal.
La formazione che ha inciso questo split consiste in Dalkiel (voce, chitarra, sintetizzatore, programmazione), Samath (basso), Cthulhu (sintetizzatore) e M.B.O.C. (batteria).
E' necessario segnalare che, recentemente, M.B.O.C. se n'è andato. In compenso sono arrivati Xos (batteria) e Razaell (chitarre).
I trenta secondi dell'introduzione "Why Have You Forgotten Me?" vengono bruscamente interrotti dall'assalto cieco di "Numbing Dream With Sad Purple Edges". Le battute iniziali sono veramente violente, complice il blast-beat implacabile di M.B.O.C.. E' un peccato che il volume della batteria sia così basso... Dopo qualche minuto la canzone si assesta su una ritmica un po' meno sostenuta, con i suoni di tastiera e sintetizzatore in bella evidenza. Le urla di Dalkiel sono molto potenti, ruvide ed acute. Il timbro del cantante si amalgama bene col suono degli Algol, anche quando "Numbing Dream..." raggiunge il suo momento più melodico. Il black metal di questi americani non è scevro da qualche influenza di death metal svedese. Dopo una sezione lievemente più accelerata, la band tace per lasciar spazio ad un accompagnamento di sintetizzatore ed effetti sonori. Lo screaming di Dalkiel tocca, in questo momento, il suo apice espressivo. Questa parte è praticamente ambient classico arricchito da sonorità "spaziali". In seguito gli Algol riprendono a suonare al gran completo, mantenendosi su una ritmica moderata, fino al termine della canzone.
"The Audible Drug" si apre con una serie di ottimi riff, a metà strada tra il black tradizionale e quello sinfonico/melodico. L'arrangiamento è ricco. Degno di nota è l'ottimo amalgama tra la programmazione ed il suono della band. Come nel caso della traccia precedente, "The Audible Drug" presenta una struttura complessa e mutevole. E' inoltre evidente che il suono degli Algol ha assorbito, come ho già scritto, molti elementi della darkwave elettronica.
Appena questo brano termina, ecco partire la cover di "Milk It" dei Nirvana (da "In Utero"). L'interpretazione vocale di Dalkiel è ancora più malata, se possibile, di quella di Kurt Cobain nella versione originale. Oltre alle classiche urla, il cantante si esibisce anche in vocals piagnucolose.
"The Sin Of Immortality", traccia che conclude la sezione di split degli Algol, viene presentata in anteprima. Questa canzone apparirà infatti nel prossimo album del gruppo americano. Rispetto a quanto si è ascoltato in precedenza, "The Sin Of Immortality" è carica di feeling epico. Melodia e tratti estremi sono mescolati con maestria, creando un suono sorprendentemente "europeo". La musica infatti guarda a paesi quali la Svezia (death melodico) o la Norvegia (black melodico e viking). Naturalmente ci sono anche sezioni in cui lo stile si fa un po' più personale. Sono i momenti in cui il suono è accostabile. A onor del vero, la musica degli Algol non è mai ostile. E' malinconica, questo sì.
La prima parte di "Whispers From An Empty Room" mette in mostra tutte le qualità, ma anche i limiti, degli Algol. Si tratta di un gruppo onesto, che ce la mette sempre tutta. I risultati sono buoni, mai sorprendenti. Considerato però che la traccia migliore è "The Sin Of Immortality", può darsi che il futuro CD "Vinlandic Evocation Of An Anti-Christ" ci riservi delle sorprese!
Passiamo ora alle quattro canzoni del progetto Shroud Of Despondency. Votata in origine al black metal deprimente, questa one-man-band ha modificato il proprio stile anno dopo anno. Prima di questo split, il progetto di Rory Heikkila ha registrato un demo ("Of Nightfall's Silence" - 2000), un altro split e l'album "For Eternity Brings No Hope" (2002).
Rory, americano, si occupa di tutti gli strumenti. Di tanto in tanto si fa aiutare da qualche sessionman.
"The Many Words Never Penned" è aperta da un ossessivo arpeggio di chitarra, accompagnato da effetti sonori, sul quale si sentono le parole di una voce campionata. La canzone vera e propria è un viaggio distruttivo nella depressione più cupa. Rory è autore di un black metal industriale, strutturato, lento e funereo. L'arrangiamento è veramente valido, anche se spesso l'utilizzo dei campionamenti è un po' fuori luogo e brutto all'orecchio. Come dire? Sono errori dovuti all'immaturità. Chiudendo un occhio su questi difetti, "The Many Words Never Penned" è una traccia di indubbio valore, black nell'animo ma stracarica di elementi death metal. La qualità di registrazione non è il massimo: la batteria ha un suono finto. E' anche vero che questo sound dona alla musica di Shroud Of Despondency un che di malato, di spiazzante. Anche la voce di Rory (urla e gutturale) contribuisce alla causa. Dieci minuti d'inferno...
Sul suono del didgeridoo che conclude la traccia precedente, ecco partire "Untouchable Comfort In The Knowledge Of Discord". Questa volta lo stile è schiettamente death metal. La ritmica è lenta; le sonorità fracassone tra il marziale e l'industrial. Questa sì che è una traccia potente ed ostile! Gli elementi black rendono odioso ogni singolo passaggio di questa composizione, nemica di tutti e dell'ascoltatore in primo luogo. Il riffing ripetitivo rende ancora più strazianti le parole del testo, di ottima fattura (come anche i testi degli Algol, tra l'altro). Shroud Of Despondency suona la musica del disagio. Davvero niente male: questo artista non può fare altro che crescere!
"The Tongue Of Outspoken Lies" è un'ulteriore discesa nelle atmosfere suicide. Questa canzone si può situare tra il black più lento e depresso ed il doom opprimente. Il feeling è più nero della pece: la musica avanza tra distorsioni e suoni artificiali, compressi da una qualità di registrazione pessima. Mettendo da parte le immancabili ingenuità, bisogna ammettere che Rory ha un gran talento nel mettere in musica gli incubi della perversione. L'ascoltatore è invitato ad ascoltare le tracce di Shroud Of Despondency quand'è da solo, al buio, mentre è in preda a manie depressive. L'effetto sarà schiacciante, fatale: questo lo posso assicurare!
L'ultima traccia si intitola "Game". In essa l'influenza death metal si fa ancora più presente nei riff. La traccia avanza in maniera meccanica. E' una tortura lunga, tormentosa, che raggiunge il suo culmine quando la parola "wandering" viene sbraitata all'infinito. In sottofondo si può udire, se si fa attenzione, una sorta di melodia fugace della chitarra. Impalpabile come uno spettro. "Game" conclude questa serie di canzoni inquietanti.
Shroud Of Despondency è un progetto da tenere d'occhio. Ho già spiegato che non è esente da molte ingenuità e che lo stile deve ancora maturare. La musica è però di un'intensità pazzesca. Vi è un marciume infinito che non fa che lordare le nostre orecchie. Per descrivere al meglio il tipo di musica devo rubare il motto della Moribund Records: "Arte Nera Per Anime Nere".
Mi complimento con la Paragon Records per aver messo questi due gruppi sotto contratto. Sono ancora distanti dall'essere rappresentativi. L'importante è che non cessino mai di raffinare le proprie proposte musicali. Con l'impegno potranno fare grandi cose.
Se volete masochisticamente cadere nella depressione più disperata, acquistate questo CD dal sito dell'etichetta: è in vendita al prezzo di 14 US$.
(Hellvis - Novembre 2004)
Voto Algol: 7
Voto Shroud Of Despondency: 7.5
Contatti:
Mail Algol: algol@algolnine.com
Sito Algol: http://www.algolnine.com/
Mail Shroud Of Despondency: acideicide@aol.com
Sito Paragon Records: http://www.paragonrecords.net/