ALEPH
In Tenebra
Etichetta: Fuel Records / Gatti Promotion
Anno: 2006
Durata: 48 min
Genere: death / progressive metal
Non ho mai nascosto la mia simpatia verso il metal dalle influenze più
oscure, anche se non sono mai arrivato ad apprezzare troppo i gruppi
black metal; diciamo che qualche atmosfera dark e gotica mi porta ad
affrontare l'ascolto di un prodotto con maggiore curiosità ed
attenzione. Nel caso degli Aleph, tutto è intriso di queste atmosfere,
anche se l'incredibile complessità del loro lavoro le porta alcune
volte in secondo piano.
La band nasce nel 1998 a Lecco e dopo una serie obbligata di
passaggi, leggi demo, canzoni in compilation varie e, purtroppo, molti
cambi di formazione, si stabilizza nel 2005 con Manuel Togni alla
batteria, unico elemento superstite del primo nucleo degli Aleph, Dave
Battaglia voce e chitarra, Lorenzo Fugazza chitarra, Giulio Gasperini
tastiere e Antonio Ceresoli basso. Non sò come gli elementi della band
siano stati reclutati, di certo la loro preparazione tecnica è
impressionante (immagino che Manuel abbia fatto una severissima
selezione... eh eh eh). Questo aiuta certamente, se si vuole suonare un
tipo di metal che non conosce frontiere di genere e che lascia spazio
libero alla creatività di ogni singolo elemento del gruppo. Il percorso
musicale all'interno dell'album è estremamente variegato; momenti
violenti al limite del death metal (a me ricordano in più di una
occasione i rimpianti Coroner, anche dal punto di vista vocale) dove la
presenza costante e fondamentale del lavoro delle tastiere, molto prog
metal style, fa però la differenza, come in "The Fallen", "Unfaithful",
"Mother Of All Nightmares" e "Acid Tears". In particolare l'inizio di
"Unfaithful" deve molto ai passaggi tecnici dei seminali Rush,
soprattutto nelle parti di batteria. Ma appaiono evidenti anche
influenze più "moderne", anche nella scelta di certi suoni delle
tastiere, e anche gli amanti del prog metal (Dream Teather dipendenti,
per intenderci) possono trovare molte affinità con i propri gusti. In
altre occasioni l'impronta prog più classica è maggiormente in
evidenza, come in "Depths" e "In Tenebra". Nella prima le atmosfere
rasentano la fusion e alcuni passaggi portano alla memoria i King
Crimson di "Epitaph", mentre nella seconda un arpeggio ossessivo regge
una parte dove la voce "narra" anzichè cantare. Questa caratteristica
viene sfruttata in più di una occasione all'interno dell'album e
riproposta anche con il testo in italiano nella versione native lyrics
di "The Fallen". Forse i più esterofili storceranno il naso al pensiero
di un recitato in italiano, ma vi assicuro che il risultato è forse
migliore di quello in inglese, grazie anche alle notevoli capacità
interpretative di Dave.
E' praticamente impossibile descrivere a parole l'infinità di
sensazioni e di riferimenti che la musica degli Aleph porta alla mente,
anche perchè tre composizioni su sette superano i nove minuti; quello
che avete letto in questa rece ne è solo un piccolo estratto. Ogni
passaggio nasconde una sorpresa e ogni canzone è una oscura gemma che
chiede di essere ascoltata più volte, per rivelare tutto quello che
contiene tra le sue mille sfacettature. Per tutta la durata del CD
l'unica costante è la presenza di qualcosa di oscuro che ci aspetta
dietro l'angolo, aleggiante nell'aria... come conferma, fatevi un salto
sul loro sito e non saltate l'intro!!
Un lavoro molto interessante che non deve passare inosservato tra
gli amanti del metal non etichettabile e originale, che spero siano
sempre più numerosi, e suonato da musicisti competenti e creativi.
Quanti CD con queste caratteristiche avete comprato recentemente?!
(J.L. Seagull - Ottobre 2006)
Voto: 8
Contatti:
Mail Aleph: info@alephmetal.org
Sito Aleph: http://www.alephmetal.org/
Sito Gatti Promotion: http://www.gattipromotion.it/