ALCHEMIST
Spiritech
Etichetta: Shock Records
Anno: 1997
Durata: 61 min
Genere: metal psichedelico con accenni estremi
"Spiritech" è il terzo album degli australiani Alchemist, pubblicato come il precedente dalla etichetta australiana Shock Records. La line-up è rimasta invariata, così come i giochi di parole sul titolo. Dal lato biografico non c'è praticamente nulla da dire, se non che continuavano a rimanere sconosciuti.
Dal lato stilistico ci sono delle variazioni rispetto a "Lunasphere". L'impronta del gruppo è sempre ben presente, gli Alchemist si sono evoluti in maniera coerente, e chi conosce gli album precedenti (o successivi) non farà nessuna fatica a risconoscerli. Il cambiamento principale riguarda l'impatto delle canzoni, ora sono più dilatate e l'impronta death metal è stata messa un po' da parte. Ci sono ancora un bel po' di riff estremi e di voci urlate, ma sono presenti in poche canzoni e non fanno parte dell'ossatura principale delle stesse. Ora l'attenzione degli Alchemist è puntata principalmente alla fusione tra la psichedelia ed il metal, con un occhio di riguardo per la prima. Si cominciano anche a sentire molte influenze della musica araba, ed alcune della musica indiana. Inoltre ci sono vari inserti di tastiera ed alcuni sample (come i versi di animali notturni su "Beyond Genesis").
L'album comprende 9 canzoni, di cui la sesta è una strumentale dal titolo "Inertia". Questa canzone alla fine è la mia preferita dell'album: di metal non ha molto, solo qualche ritmica di accompagnamento, per il resto è una canzone piuttosto lineare, atmosferica e sognante, ascoltarla è un vero trip! Le altre canzoni in generale si dividono tra strofe più metal e lunghe parti strumentali più dilatate e psichedeliche. La voce è usata in varie maniere: a volte è urlata, a volte è un vocione senza effetti, oppure viene filtrata. Le canzoni non seguono una struttura fissa, l'unica costante è appunto che le parti più violente coincidono con le parti cantate. Gli arrangiamenti sono molto curati, e la prova tecnica di questi ragazzi è molto buona; i cambi di tempo sono belli fluidi, e questo album, pur avendo un sacco di influenze mischiate tra loro, scorre liscio senza problemi.
La produzione è buona, i suoni sono adatti al genere, l'unico appunto lo faccio alle ritmiche metal, sono un po' grezze, secondo me era meglio usare dei suoni più pieni e definiti. La confezione è carina. Il disegno di copertina è bello ed evocativo, le immagini del libretto sono psichedeliche. Il problema è dato dai testi, a volte illeggibili.
Insomma, se i primi due album degli Alchemist erano fighi, allora questo è anche meglio! E' meno schizzato e meno cattivo dei precedenti, ma lo stile risulta più compatto e definito, e sebbene duri un sacco lo si ascolta di fila senza problemi. Visto lo stile molto personale non saprei a chi consigliarlo in particolare, forse proprio a chi apprezza i gruppi che osano e non seguono le orme degli altri. Ora è fuori stampa ed è un po' difficile da trovare, ma vi consiglio di cercarlo, sia per la qualità, sia perché credo che fra un po' di tempo diventerà molto ricercato. Io l'ho preso su Sanity (trovate la scheda nella sezione mailorder), se non sbaglio ne hanno ancora.
(teonzo - Giugno 2004)
Voto: 9
Contatti:
Sito internet: http://www.alchemist.com.au/