ALCHEMIST
Jar Of Kingdom

Etichetta: Lethal Records
Anno: 1993
Durata: 44 min
Genere: death strambo


"Jar Of Kingdom" è il primo album degli australiani Alchemist, uno dei casi in cui la definizione "gruppo di culto" calza veramente a pennello: i loro lavori sono conosciuti solo dai maniaci (anche a causa del fatto che, escluso l'ultimo, sono sempre usciti su micro-etichette) e sono tutti di elevata qualità, senza nessun cedimento qualitativo. A questo va aggiunta una caratteristica tipica solo dei gruppi con le palle quadre: la line-up è la stessa dagli esordi, ossia Adam Agius (voce e chitarra), Roy Torkington (chitarra), John Bray (basso) e Rodney Holder (batteria). In questo album compare come ospite Michelle Klemke, che canta usando la voce lirica su "Shell" e "Worlds Within Worlds", e quella normale su "Found".
L'album comprende 8 canzoni cantate e 2 intermezzi strumentali ("Found" e "Whale"). Lo stile è un death metal veramente strambo e schizzato: non ci sono parti che rientrano pienamente nel death metal, gli Alchemist in questo album hanno miscelato un sacco di stili diversi, ed il risultato è veramente tosto. La componente principale, oltre a quella death, è data dalla psichedelia, presente sia in vari stacchi, sia in parti di chitarra acida in accompagnamento a riff death metal. Ma non solo! Ci sono arpeggi di stampo doom, brevi accelerazioni grind improvvise, muggiti e campanellini (su "Whale"), chitarre acustiche quasi country (all'inizio di "Wandering And Wondering"), tastiere con suoni stile carillon (credo siano suonate da Adam, sul libretto non è precisato, ma negli album successivi è lui a suonare le parti di tastiera), un basso che ogni tanto spara dei giri funky... Il risultato finale lascia sicuramente spiazzati al primo ascolto, questo è sicuro! Le uniche cose costanti per tutto l'album sono l'approccio esteticamente grezzo del gruppo e nella voce maschile: sono grezzi sia nei suoni che nella resa, sembra quasi un album suonato da ubriachi, ma questo solo esteticamente, visto che le canzoni sono curate nei minimi dettagli; la voce di Adam è un growl urlato, non il massimo della vita, ma i testi sono carini e tanto basta (trattano temi introspettivi ed astratti).
La produzione dell'album non è il massimo della vita, come detto sopra i suoni sono belli grezzi e sporchi. Però gli strumenti si seguono senza problemi, e va detto che una produzione laccata avrebbe fatto perdere fascino alle canzoni. La confezione è strana, la grafica è schizzata come la musica, sia nella scelta delle immagini che nell'accostamento dei colori. Anche qui, come per la produzione, non siamo di fronte ad un lavoro pulito e perfettino, però l'esito finale della grafica si adatta alla perfezione alla musica. Insomma, se prendete la produzione o la grafica da sole allora sono veramente mediocri, se però le considerate nel contesto allora prendono significato e si fanno apprezzare.
"Jar Of Kingdom" è quindi uno degli album metal più strambi e più "scontrosi" che conosco. Intendiamoci, c'è gente che ha fatto cose altrettanto e forse anche più varie (Thought Industry e Forgotten Silence, tanto per fare due nomi), ma a livelli così schizzati ed ostici è proprio dura arrivarci. A me questo album piace molto, e lo riascolto regolarmente. Però questo non significa che possa piacere a molta gente: bisogna apprezzare le cose molto grezze, ed allo stesso tempo quelle varie e schizoidi. Va sottolineato l'anno di uscita, ossia il 1993: l'annata d'oro per chi apprezza il metal strano e sperimentale, fa impressione pensare a quanta roba fosse uscita nello stesso anno, e quanto figa fosse (Cynic, Atheist, Pestilence, Believer, Carbonized, Damn The Machine, Demilich, Crypt Of Kerberos, Pan.Thy.Monium... sbaaavvv!!!).
(teonzo - Maggio 2004)

Voto: 8.5


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Sito internet: http://www.alchemist.com.au/