AGONY
My Turn To Die

Etichetta: I.F.A. Records
Anno: 2005
Durata: 40 min
Genere: death/doom melodico


Gli Agony, gruppo proveniente dalla Repubblica Ceca, vengono formati nell'ormai lontano 1993 da Mrcy (Chitarra) e Viky , a cui si aggiungono in seguito un secondo chitarrista, Patrik e il batterista Robert. Nel 1995 danno alle stampe il loro primo demotape autoprodotto "Face Of Death", classico thrash metal. Dopo numerosi avvicendamenti nel gruppo e varie crisi, nel 1996 esce "The Abandonment", alle cui sonorità viene ad aggiungersi in pianta stabile un tastierista, Martin.
Nel 1997 per la Oscene Prod. escono sul mercato "Black Velvet", un EP, e un MCD "....From Red Heaven", entrambi ben accolti dalla critica e dalla stampa specializzata. Intanto i membri all'interno del gruppo continuano a cambiare, sino al 1999, quando per la Sheer Records esce il loro primo full length CD "Ashes To Ashes, Dust To Dust", che permette alla band, grazie alle buone recensioni ricevute, di suonare diverse date in giro per la Repubblica Ceca. Nel 2003, dopo l'entrata nel gruppo di Petra, tastierista e cantante, il gruppo realizza il primo lavoro sotto l'egida dell' I.F.A records, "Call The Rain", che permette loro di andare a suonare anche in Austria e Serbia. Sino ad arrivare ai giorni nostri, con il nuovissimo lavoro "My Turn To Die".
Il lavoro si presenta bene già dalla confezione, il booklet è ben curato ed arricchito con foto del gruppo, con la copertina epica ed evocativa, dalle tonalità grigioscure, che ben rappresentano le sonorità del combo boemo.Chitarre robuste ed un interessante giro di tastiere vanno ad aprire il primo pezzo del CD, "Whatever Shall I Do". La song scorre via veloce; il ritornello nel suo insieme risulta decisamente incisivo e convincente, condito da buone melodie di tastiera e da un' appropriato cantato, mentre così non è per le strofe, che a mio avviso risultano banali e già risentite.
Buono lo stacco centrale rallentato che va a lanciare il solo ritmico di Milan, alla chitarra dietro un netto aumento di velocità. "....Alone" parte subito veloce, le tastiere prendono il sopravvento, sorrette da chitarre sostenute e potenti. Il cantato di Mrcy passa con estrema disinvoltura da growls cupe e profonde a vocals leggermente più ruvide e strascicate. Interessantissimo il bridge strumentale, interamente giocato su riff di tastiera solista e su altrettanti tappeti. Poco avvincente e forse fuori luogo l'utilizzo del pianoforte nel break successivo, saltellante e scolastico.
La chitarra acustica apre il terzo brano, "The Mirror Of The Night", a cui si aggiungono le tastiere, in modo da lanciare in maniera adeguata la strofa; i suoni si fanno leggermente più pesanti e un certa influenza delle tipiche sonorità ottantiane comincia a farsi spazio tra i solchi del pezzo. Quasi a metà il brano sembra interrompersi per lasciar spazio ad uno completamente diverso: cambia infatti l'atmosfera, più cupa ed arrabbiata, così come aumenta decisamente la velocità, per poi andare a riproporre nel finale il rifferama iniziale con strofa annessa.
"Sometimes" è un pezzo cadenzato, di media velocità, dove il cantato è davvero convinto e convincente, e le chitarre offrono veramente una grande prova; le tastiere, stavolta molto dietro, rendono il tutto più armonioso e melodico. Da segnalare l'assolo centrale, forse leggermente troppo basso rispetto alle ritmiche, ma veramente niente male. Gran bel pezzo.
Un altro buon solo va ad aprire "Endless Remorses": qui le tastiere prendono di nuovo il sopravvento, divenendo protagoniste a discapito delle chitarre, surclassate a livello di suoni e di potenza e qui semplici comprimarie. Compaiono per la prima volta vocals femminili (Petra), pacate e sommesse, che vanno a duettare in più occasioni con la voce potente ed incisiva di Mrcy. Da segnalare inoltre le buone ritmiche sulle strofe, dalla melodia valida e serrata.
"Stronger Than You" parte subito veloce; le tastiere sono meno opprimenti e la solista disegna eccellenti melodie, ficcanti e dalla facile presa. Grande prova di Fery alla batteria, che con il suo buon groove, preciso e devastante, sorregge l'intero brano ed in particolar modo il solo. Si ripropone di nuovo l'uso delle vocals femminili, anche in questo caso, giusto contraltare alle urla di Mrcy. Molto power, a mio avviso, la cavalcata finale, con gli stacchi ed il solo delle tastiere; che invece nel brano successivo "Welcome To My Empire", si fanno più orchestrali e sinfoniche, donando ai cantati un'atmosfera molto particolare ed al tutto un deciso appeal. La seconda parte del brano si fa di nuovo più cadenzata, le chitarre si irrobustiscono, mentre Petra con il suo strumento sale di nuovo sugli scudi, suonando e cantando un buon bridge, ed accompagnandoci al finale.
La title-track è caratterizzata da una eterea e sognante introduzione acustica, seguita da riff che devono molto alla NWOBHM,e che donano comunque al brano un buon tiro ed una buona riuscita.
Penultimo pezzo dell'album è "Black Rose", anche qui si viene a riproporre il duetto tra Petra e Mrcy, alternando parti più cadenzate a giri più veloci ed aggressivi, le chitarre anche in questo caso prendono a piene mani dalle sonorità tanto in voga a metà anni ottanta, perdendo quindi un po' di originalità. Il lavoro si conclude con un outro giocata interamente su di un giro di pianoforte triste e decadente.
In definitiva questo ultimo lavoro degli Agony, è sicuramente ben suonato e prodotto. Talvolta, forse, le tastiere schiacciano un po' troppo come volume il resto degli strumenti, soprattutto le chitarre, che seppur pesanti e dal suono ben definito, mancano decisamente di una propria personalità. Ho avuto modo di ascoltare più volte "My Turn To Die", e devo dire che già dopo un paio di ascolti l'intero lavoro mi aveva detto tutto, perdendo a poco a poco di interesse;
anzi, creando in me una sensazione come di già sentito e proposto. Comunque un buon lavoro di death/doom, da ascoltare tranquillamente in auto, mentre aspettiamo in coda.
(Pasa - Marzo 2006)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Agony: agony@dacicko.com
Sito Agony: http://agony.dacicko.com/

Sito I.F.A. Records: http://www.ifarecords.cz/