AGABUS
Agabus

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2001
Durata: 36 min
Genere: crossover


"Agabus" è il primo ed unico full-length della band omonima. Questo quartetto di Lecco è dedito a un crossover aggressivo e di qualità. La line-up consiste in Matteo Binda (basso e voce), Andrea Aromatisi (voce), Emiliano Alquà (chitarre) e Paolo Micheli (batteria e voce). Il CD è uscito nel 2001 e, da allora, la band ha partecipato a numerose compilation.
"Agabus" si presenta molto bene per essere un'autoproduzione. Copertina e libretto sono professionali. L'artwork riproduce, in bianco e nero, un bambino orientale che piange disperato. Altre immagini ritraggono scenari di guerra e distruzione. Lo squallore di città ferite dai conflitti. La band è infatti impegnata nel sociale. Contro la guerra e la violenza, certamente. Ma anche contro la manipolazione delle menti, che uniforma e schiavizza. Chiesa, denaro e potere vengono visti come i mali del mondo.
"Agabus" consiste in dieci tracce in studio più tre dal vivo. La musica è un crossover mutevole ed espressivo. Aggressivo quanto basta, non disdegna di liberarsi in sporadiche accelerazioni thrash o hardcore. I numi tutelari del quartetto sono senz'altro i System Of A Down, la cui presenza si fa sentire quasi in ogni traccia. Anche i Biohazard fanno capolino di tanto in tanto.
L'essere così derivativi è il maggior difetto degli Agabus. E' vero che la band armeno-americana ha dato una decisa sterzata al crossover ed è difficile non pagarne tributo. Occorre però liberarsi da quest'influenza. Bisogna puntare su soluzioni personali, magari strane e bizzarre. Credo però che anche la band la pensi così. Non pensate agli Agabus come a dei cloni di Tankian e soci! Qualche spunto dimostra un discreto carattere e, complessivamente, l'album omonimo dà l'impressione di essere in "evoluzione". Infatti l'influenza SOAD viene contaminata in ogni maniera e questo mi fa pensare che in futuro lo stile degli Agabus sarà più originale.
Ho già citato le accelerazioni thrash e hardcore. In quei momenti la band dà il suo meglio: si vedano "Slaves Of This Society" o "Corrupt Mentality". L'alternanza tra passaggi più melodici ed esplosioni di violenza è efficace. Gli strumentisti dimostrano buon gusto nell'arrangiamento e una tecnica di discreto livello.
C'è anche spazio per momenti più riflessivi e melodici, come "Diatrema" che è anche l'unica canzone col testo in italiano. Le tre tracce dal vivo sono ben suonate e possiedono un ottimo tiro. Fanno venire voglia di assistere ad un concerto della band.
In conclusione "Agabus" è un debutto discreto. Si nota ancora qualche ingenuità ma, come ho già scritto, sono sicuro che la band le stia smussando. Il nuovo singolo "The Hive Of Damage", presente nella compilation "Indigestible Sound" (recensita su Shapeless) dimostra che i passi in avanti ci sono stati. Il suono degli Agabus si è fatto più cattivo e le parti thrash sono aumentate. Questa band merita di essere supportata. Visitate il loro sito dove potrete scaricare in pratica le prime dieci tracce del CD d'esordio (quelle in studio).
(Hellvis - Dicembre 2003)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail: info@agabus4.org
Sito internet: http://www.agabus4.org/