AFTERDEATH
Backwords
Etichetta: Guardians Of Metal
Anno: 1995
Durata: 41 min
Genere: death
"Backwords" è il primo ed unico album dei portoghesi Afterdeath, almeno così mi dicono e così sembra cercando in rete. La line-up all'epoca di questo album era composta da Nuno Maciel (chitarra), Sérgio Paulo (voce), Mario Rui (batteria) e José Ramos (basso).
Questo CD l'ho preso perché avevo letto da qualche parte che era una chicca del techno-death. Quindi, da bravo appassionato mongoloide, appena l'ho visto me lo sono preso. L'unico motivo per cui posso concordare nel definirlo una "chicca" sta nel fatto che è tosto da rintracciare, per il resto non ne vedo proprio. L'album comprende 11 canzoni (la prima è un'intro), c'è qualche spunto techno-death qua e là, ma in generale le canzoni sono di puro death metal cadenzato. Gli Afterdeath in questo album non pestano a fondo sull'acceleratore, oltre i mid-tempo non vanno mai. L'ossatura delle canzoni è piuttosto basilare, la maggior parte dei riff sono semplici e senza tiro. La voce è un normale growl un po' urlato, anche questa nella media e niente di più.
Gli unici sussulti ci sono durante alcuni stacchi strumentali (oppure in tutta "Without Words", che guarda caso è senza testo), dove il gruppo prova a fare qualcosa di più personale e di elaborato. In quei momenti gli Afterdeath se ne escono con qualche bell'assolo (sempre brevi però!), qualche parte intricata di stampo techno-death, qualche bel riff articolato e con un tiro accettabile. Se avessero tenuto questi standard anche durante le strofe allora l'album sarebbe stato molto più figo. Va segnalato anche che qua e là troviamo delle tastiere, e su "Digital Horizons" anche una voce femminile. Ma la cosa che mi è rimasta più impressa di questo lavoro è che su "View (From Behind)" ci sono due riff uguali ad altri due su "Symbolic" dei DEATH. Verrebbe da pensare al plagio vero? Ebbene no, questi due album erano usciti praticamente in contemporanea, quindi è impossibile che uno abbia plagiato l'altro. Strana coincidenza!
La produzione di questo album è veramente scarsa. La batteria è moscia, le chitarre zanzarose e poco aggressive. I suoni penalizzano molto la resa finale dell'album, con dei suoni così era difficile dare tiro anche al riff più figo della storia. La confezione è caruccia: in copertina c'è la foto di una mano di un neonato che stringe il dito indice di un uomo, ed il libretto contiene tutti i testi.
Insomma, alla fine questo CD è salvabile ma non molto di più. Ci sono belle idee sparse qua e là, ma la produzione e le strofe ne abbassano veramente il livello generale. Personalmente credo che questo album finirà a prendere polvere. Non vi consiglio di acquistarlo come ho fatto io, a meno di essere proprio maniaci.
(teonzo - Giugno 2004)
Voto: 6.5