AFTER@ALL
Something/To/Show... (promo)

Etichetta: Periferic Records
Anno: 2003
Durata: 42 min
Genere: industrial progressive metal


Questo CD degli ungheresi After@All è un esempio da seguire. Il motivo? Beh, questo "Something/To/Show...", promo che ha preceduto l'uscita dell'album "Sekond", è riuscito a rendere ancora più piacevole un lavoro in realtà solo sufficiente. Come? Una volta infilato il CD nel PC si apre una sessione multimediale con tanto di biografia, canzoni, video e chi più ne ha più ne metta. Questa giovane band ha tutte le carte in regola per sfondare nella musica commerciale.
Prima di parlare di questo promo devo avvisarvi: davanti a questo miscuglio di generi è realmente impossibile parlare di metal. La definizione sarebbe inappropriata per due motivi: un metallaro non si leccherebbe mai le dita davanti ad un lavoro simile; definire questa band prog metal (così si autodefiniscono questi ragazzi) è riduttivo al fine di descrivere il genere proposto. Siamo di fronte a un sound estremamente commerciale che fonde elementi industrial e pop con parti prog metal. Il tutto sapientemente condito da un sound rock che ricorda molto band da MTV quali Alien Ant Farm e Audioslave. In pratica è come prendere i Dream Theater, i Subsonica e gli Hoobastank e metterli assieme. Debbo dire la verità: all'inizio non ero molto affascinato da una proposta che, in linea di massima, poteva scontentare un po' tutti... poi mi sono reso conto delle reali potenzialità di questo quintetto. Questa band potrebbe veramente fungere da cavallo di troia in canali televisivi come MTV, riuscendo a portare sprazzi di prog e di metal (e ribadisco la parola sprazzi) anche a nuovi ascoltatori.
Questi otto brani alternano in me emozioni completamente differenti: si passa dalla gioia allo sconforto. Tralasciando il primo pezzo "Freezin'" dove Subsonica, Massive Attack e Dream Theater si uniscono in un sodalizio stavolta banale, e tralasciando anche "Skan", pezzo orribile a metà tra i Guano Apes e il prog, mi accingo ora a descrivere le rimanenti sei tracce.
Giungiamo così a "Before The Storm", terzo brano del CD che ci regala ancora una volta gioie e dolori. Il brano parte con una atmosfera che ricorda le ballad di Devin Towsend di "Infinity". Qui armonici di chitarra scandiscono le soffuse ma banali linee vocali che portano ad un ritornello che sembra ritagliato dall'ultimo CD dei Linkin Park. Un pezzo valido solo a metà.
Fortunatamente e nonostante questi nefasti episodi la band riesce nelle restanti tracce a regalare momenti migliori. Il quarto pezzo è "Erazer". Qui le chitarre si fanno pesanti e imitano spudoratamente i Metallica, riuscendo a creare un ottimo motivetto che ben si incastra con le linee vocali alla La Brie del cantante. Il ritornello anche stavolta si discosta dal pezzo assumendo toni più grunge e crossover. Il pezzo continua poi con una parte lenta che ricorda i già citati Hoobastank.
L'idea generale che ci si può fare dopo l'ascolto di metà CD è che questa band è nel bene e nel male troppo influenzata dalla scena americana... ma andiamo avanti perché ora dopo tanto tedio arriva finalmente qualcosa di decente.
Il quinto pezzo che mi trovo ad ascoltare è "Synthetic", brano dove un cantato veramente alla Hoobastank (sempre loro) si fa spazio su ritmiche dispari che si aprono in riff che più di essere prog sembra uscire dai Rage Against The Machine. Il bello è che tutto fila perfettamente. Il pezzo continua tra tastiere alla Jordan Ruddess e linee vocali più prog. Successivamente suoni di tastiera stranissimi si alternano creando atmosfere indescrivibili. A tratti anche la voce tenta di assumere un aspetto più growl. Dopo una parte completamente copiata dall'inizio di "Scarred" dei Dream Theater il pezzo giunge al termine, mostrandoci in soli sette minuti un inaspettato e incredibile talento. E' dunque chiaro che questi After@All possono e devono puntare sulla loro originalità. E io credo che riusciranno a farsi dei fan sia in ambito metal sia (e soprattutto) in altri ambiti.
Ma continuiamo a parlare di questo promo con "Chameleon". Il pezzo prende spunto dai Dream Theater di "Metropolis 2" senza incappare però in soluzioni già sentite. Si parte con una frase di tastiera sulla quale inizia subito un tormentone prog molto interessante. Sotto questo continuo tempo dispari opera la voce con cori e linee vocali che tendono a sottolineare ancora una volta l'aspetto psichedelico di questa band. Si giunge poi a un buon ritornello che sembra estrapolato da "Age Of Impact Explore's Club" (progetto prog rock-metal con Bozzio, La Brie, Petrucci ecc). Il pezzo continua con riff prog molto aperti. Punto di riferimento per descrivere questo brano sono sempre i Dream Theater di "Awake". La costruzione di questo pezzo ricorda invece molteplici brani appartenenti ai due progetti solisti di La Brie. Questo "Chamaleon" è tutto il contrario di quanto detto prima per i primi 3 pezzi del promo. Qui si può parlare di puro prog metal.
I successivi "Dust In..." e "...Hoffman" (che sornioni che sono questi ragazzi!) sono pezzi prog metal con linee vocali americane che però ricordano tutto tranne il metal. Mi vengono in mente i Soundgarden piuttosto che i già citati Hoobastank. Debbo dire però che questo accostamento vocale, una volta inserito in ambito prog, risulta interessante proprio perché non rappresenta la normalità.
Se dovessi trovare un difetto a questa band dovrei sottolineare la quasi assenza di un chitarrista solista. Mentre i riff ( sia quelli prog che quelli più rock) sono ben congegnati, purtroppo si sente la mancanza di virtuosismi e assoli di gusto.
Che dire... io penso che il CD degli After@All possa meritare un ascolto. Quello che consiglio è di non giungere a considerazioni dopo aver ascoltato solo una canzone perché, come avrete capito, i pezzi sono tutti molto diversi e spaziano su più generi. Il secondo consiglio è quello di non ascoltare e/o scaricare le radio edit che risultano troppo tagliuzzate e potrebbero farvi perdere parti importanti dei brani. Di certo non si può parlare di metal in senso stretto, ma questa band riesce comunque alla lunga a farsi apprezzare. Se siete alla ricerca di qualcosa di diverso io penso che questo lavoro possa diventare un buon compromesso tra ciò che spesso definiamo commerciale e ciò che spesso definiamo poco commerciale. In realtà io non penso che questa band si sia piegata ad esigenze commerciali... anche perché allora avrebbe fatto molto prima a far solo pezzi alla Hoobastank, no? Sarebbe stato più facile. Invece ci troviamo di fronte a una nuova realtà, a nuovi sound che nascono dalla fusione spontanea di generi spesso agli antipodi.
Chiaro: se cercate qualcuno che pesti decentemente non comprate questo CD. Se invece avete voglia di ascoltare qualcosa che non avete mai sentito allora le cose sono due: o comprate un CD dei Dream Theater, uno dei Subsonica e uno degli Hoobastank e li sentite in contemporanea... oppure comprate questo industrial prog metal degli After@All e sentite spunti dei gruppi precedentemente citati in un unico CD. Sarà difficile innamorarsi di questa band. In ogni caso questo è senza dubbio un lavoro intrigante che merita rispetto. Da ascoltare con attenzione. Da amare con altrettanta attenzione.
(Majesty - Maggio 2004)

Voto: 7


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