AETHERIUS OBSCURITAS
Kinzò Harang

Etichetta: Terranis Productions
Anno: 2005
Durata: 35 min
Genere: black metal


Aetherius Obscuritas è un progetto ungherese con alle spalle due demo risalenti al 2003 e due album nel 2005, tra cui "Kinzò Harang" pubblicato dall'etichetta conterranea Terranis Productions. Visto che conosciamo ben poco l'etichetta e l'individuo coinvolto in questo progetto, direi che è il caso di scoprirlo attraverso il suo lavoro composto da undici brani sporchi ed incazzati come si pretende che siano!
Esteticamente il CD-R promozionale si presenta con un artwork primitivo e delle dimensioni di un demo in cassetta (in effetti si tratta di una musicassetta - nd Hellvis): il tutto è in bianco e nero, e l'immagine ritratta è un primo piano ldela figura di Vágvölggi Viktor (leader solista del gruppo) in face painting ed armato di mazza chiodata. L'immagine è molto simile all'artwork di Burzum nel bootleg "Ragnarok". La differenza è che quest'album, sebbene si rifaccia al primo Varg, rimane limitato a 100 copie ed è destinato ad un pubblico di nicchia e necessariamente old style: speriamo che l'artista non accoltelli nessuno e resti fedele alla propria etichetta!!!
Il primo brano, "Kihalt Kertben Nem Lesz Termos", è caratterizzato da un attacco esplosivo con un ritornello altrettanto infuocato, sembra di ascoltare... indovinate chi? Burzum, ma rielaborato con tratti più epici e carichi d'energia. Le chitarre dalla melodia semplice, diretta e dal suono fradicio aprono la strada al ricorrente riff che si arricchisce di una tastiera minimale... più che altro sembra una pianola giocattolo! Ma è meglio così, perché il contesto è davvero decadente ed al mio orecchio ben comprensibile! Sottolineo "mio orecchio" perché ne ho solo uno! Scherzo!!! Comunque la voce gracchia come una cornacchia stizzita e tutto sommato è un brano che apre in modo efficiente questo lavoro.
"Harag Lángja" è più epico e melodico ma possiede la medesima rabbia del brano precedente, una rabbia che riesce a coinvolgere l'ascoltatore sin dal primo istante. Addirittura, ci sono anche alcuni stacchi di cantato pulito in stile catacombale: è un lusso che l'artista si è voluto permettere e devo dire che è molto azzeccato! Peccato che sia presente solo in questo brano!
"Fény" è un break di calma, con arpeggi e tastiere che sinceramente non mi lasciano pensare a nulla e mi trasmettono ben poco se non un po' di tenerezza...
"Prófécia" fa diventare l'atmosfera bollente con dei giri malinconici e ripetitivi sino allo spasimo; i tempi rallentano molto fino a comunicare sensazioni più riflessive. Con "Ében Lovag" il clima è più diabolico, infatti, le melodie sono maggiormente violente e turbinose, la voce ringhia come una carogna ed a tratti lo stesso cantante sembra rimanere senza fiato.
Come in molti lavori, ecco che arriva il brano che deve allungare la durata di tutto il repertorio. E' il caso di "A Vár Árnyéka" che, per l'appunto, è una canzone simile alle altre e quindi non presenta nessuna novità all'album. La sua struttura e la sua collocazione rendono il pezzo meno sincero dei precedenti; tuttavia conferma lo stile poco tecnico ma funzionale.
In "Az Igaz" si incomincia a sentire un approccio diverso, più fantasy! Infatti sembra di ascoltare i Summoning in versione più lercia e minimale! A questo punto sarei curioso di sapere di cosa parlano i testi, visto che non comprendo l'ungherese!
Ora arriviamo alla cover dei Ragnarok "My Hate Is His Spirit", brano del 1998 e pubblicato nell'album "Arising Realm". Questa volta lo stile non è norvegese ma alla Aetherius Obscuritas! Dico questo perché rappresenta una prova convincente ed è affrontata come se fosse una propria canzone: suonata quindi prima dall'anima e poi dal corpo. Non male!
"Lelkemmek Legmélyén" è il brano più thrash/black ma non mi convince molto. Questa volta la canzone risulta più costruita che sentita, cioè l'artista guarda più al lato tecnico che a quello istintivo. Con questo non voglio smentire quello che ho scritto finora ma voglio solo far notare una cosa: è un bene dosare la tecnica e la creatività espressiva facendone un tutt'uno e non due cose separate, a seconda del pezzo che si propone! Ribadisco però che tutto ciò non toglie nulla alla carica che è sì presente, ma che si perde in quanto fine a se stessa. "Kinzò Harang" si conclude con l'outro "The Sleeping Forest", molto simile al sottobosco immaginario creato da Mortiis in "Crypt Of The Wizard"! Molto carino!!!
Tirando le somme siamo in presenza di un lavoro gradevole, da assaporare, indicato in particolare modo dagli amanti di un black metal minimale e marcio, che non guardano alla tecnica, al suono ed alla registrazione. Ciò che "danneggia" il lavoro è una sensibile mancanza di maturazione a livello di crescita musicale ed espressiva... Per ora rimane pur sempre una discreta prova in attesa di crescere! Aspettiamo il prossimo lavoro.
(Garzaroth1348 - Novembre 2005)

Voto: 7


Contatti:
Vágvölggi Viktor
7900 Szigetvár, Petöfi S. u. 41
HUNGARY
Mail Aetherius Obscuritas: aetherius@freemail.hu
Sito Aetherius Obscuritas: http://www.arkhorrl.uw.hu/

Sito Terranis Productions: http://www.terranisproductions.hu/