ADVENT
The Dawn

Etichetta: Golden Lake Productions
Anno: 2003
Durata: 43 min
Genere: extreme dark metal


Che il precedente demo degli Advent, "Valhöll", fosse un ottimo lavoro è difficile metterlo in dubbio. Tanto più che, recensendolo, avevo auspicato che qualche etichetta avrebbe dovuto interessarsi a loro quanto prima. Questo è puntualmente avvenuto grazie alla lungimirante Golden Lake Productions. La piccola label scozzese non ha avuto dubbi nel mettere sotto contratto il promettente quintetto torinese.
"The Dawn" è il frutto di questa collaborazione. Si tratta del primo album ufficiale della band. Nell'intervista che gli Advent hanno rilasciato a Shapeless, era stato annunciato per la fine di giugno. Evidentemente qualche lungaggine ha fatto slittare di un mese la sua pubblicazione. Ora che il CD è uscito, però, è tempo di valutare se le promesse dei demo sono state mantenute!
La line-up vede Federico Capellaro alla voce, Giorgio Mula e Alessandro Bruti alle chitarre, Luigi Bertolotto al basso e Riccardo Anzaldi alla batteria. Quest'ultimo, come al solito, si è occupato dell'aspetto grafico del CD facendo un ottimo lavoro.
Le prime tre tracce altro non sono che il demo precedente integrato nel debut-album. D'altro canto, come lasciar fuori canzoni di tale valore? "Paradise Lost", "Valhöll" e "Shub-Niggurath" sono brani affascinanti ed è grazie ad essi che si sono fatti notare. Rimando il lettore alla recensione di "Valhöll" nella sezione demo di Shapeless per un'analisi più approfondita delle singole tracce.
E' anche vero che il terzetto iniziale rappresenta il passato prossimo degli Advent. Alle tastiere c'era ancora Stefano Lentini, che ha lasciato la band poco dopo il completamento di "Valhöll". Delle chitarre se ne occupava il solo Giorgio visto che Alessandro si è unito successivamente. E' naturale che i cambi di line-up e l'esperienza maturata in questi mesi abbiano per forza di cose inciso nel songwriting e nel suono del gruppo.
A fare da spartiacque tra passato e presente è stato inserito l'intermezzo "Beyond The Landscape". Si tratta di una traccia per sintetizzatore ad opera di tale Nicola Pannofino. La melodia è minimale, malinconica, non scevra da qualche suggestione alla Burzum di "Hlidskjalf".
Il nuovo corso della band viene inaugurato proprio dalla title-track. Dopo un inizio melodico, addolcito dai sintetizzatori suonati dal tuttofare Giorgio, il brano si fa molto più violento. La prima cosa che salta all'orecchio è il contributo dei due chitarristi. Le chitarre sono messe in maggior risalto con la conseguenza di rendere il suono della band molto pesante. Anche il drumming di Riccardo si è fatto più aggressivo. Il bassista Gigi pare più a suo agio che in precedenza e la sua parte è ben congegnata.
Per quanto riguarda lo stile, beh, gli Advent non hanno perso il gusto per le atmosfere evocative. I cambi di tempo sono sempre numerosi e gli arrangiamenti sofisticati. Insomma, non si può parlare di rivoluzione totale anche se qualche cambiamento rispetto al passato è evidente.
Dopo "Shub-Niggurath" ecco un altro omaggio ad H.P. Lovecraft: "The Thing That Sleep In The Abyss". Questa traccia, come al solito, è difficile da catalogare in un genere ben preciso. Ai predominanti elementi death melodici si mescolano contaminazioni black, gotiche e di qualunque altra branca del metal. Le due chitarre accentuano di parecchio le influenze di metal classico. Federico è sempre un ottimo cantante, in grado di muoversi fra più registri con una scioltezza disarmante. Da notare il contributo di una voce femminile. La componente melodica diventa predominante verso la fine del brano, ricco di un lavoro di chitarre invidiabile e di buon gusto. Non c'è virtuosismo, sia ben chiaro: non rientra nella visione musicale degli Advent. Questa band desidera solo creare musica efficace e in grado di trasportare l'ascoltatore in altri luoghi. Vogliono evocare visioni...
Con "Landscape" non si fa un passo indietro nel tempo, ma ben due! Questa traccia era presente nel demo d'esordio "From A Distant Landscape", lavoro ricco di idee ma ancora un po' immaturo (vedi "Recensioni Demo" su Shapeless). Vista la validità della canzone, la band ha deciso di rispolverarla ed adattarla al suono attuale. Il nuovo arrangiamento fa passare in secondo piano le tastiere a favore delle chitarre. Ciò che rimane intatto rispetto al passato è la stessa carica epica del brano, quella malinconia black che fa di "Landscape" una grande canzone!
Una novità è rappresentata dall'uso dell'italiano in "La Lama (The Blade)". Non un uso sporadico come in "The Dawn", con la citazione di Vittorio Alfieri, bensì un testo completo nella nostra lingua. Le prime battute sono caratterizzate dalla batteria essenziale di Riccardo, vagamente alla Fenriz o alla Frost di "Volcano". L'apparente semplicità della composizione nasconde le classiche strutture complesse.
Un'abitudine che gli Advent non hanno perduto è quella di comporre canzoni molto diverse le une dalle altre. Infatti "La Lama" ha poco a che spartire con la precedente "Landscape" e ancor di meno con la più recente "The Thing That Sleep In The Abyss"! Per l'ascoltatore, un disco degli Advent è come una visita ad una mostra di pittura. Ogni quadro è a sé stante e regala diverse emozioni. Naturalmente la band piemontese è abbastanza scaltra da mantenere dei tratti distintivi indici di uno stile proprio.
L'album si conclude con "A Closed Room", un'outro tastieristica sempre ad opera di Nicola Pannofino.
Ci tengo a sottolineare, visto che sinora non l'ho fatto, anche la qualità dei testi. Ricchi di citazioni letterarie sono parte integrante dei brani. Non leggerli significa perdere delle sfumature essenziali per capire la poetica della band.
"The Dawn" è un'opera prima di ottimo valore. In questo disco gli Advent fanno il punto del loro periodo demo e guardano al futuro, senza per questo rinnegare le radici. Le due canzoni inedite sono brani notevoli, da ascoltare più volte per scoprirne i tanti piccoli particolari. Gli Advent sono ragazzi seri. Con "Valhöll" avevano fatto delle promesse. Con "The Dawn" le hanno indubbiamente mantenute!
(Hellvis - Ottobre 2003)

Voto: 9


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