ADRAMELCH
Irae Melanox
Etichetta: Warlord Records (recensita la ristampa su CD)
Anno: 1988
Durata: 48 min
Genere: Epic/Progressive
L'album in questione che sto per recensire è a mio parere uno fra i migliori dischi di Heavy Metal mai usciti in Italia.
Prodotto originariamente nel 1988 unicamente come vinile, questo primo ed unico disco ha subito col tempo valutazioni da capogiro, soprattutto in Germania e Grecia, paesi che tradizionalmente hanno sempre seguito con interesse le band di Metallo Epico di vecchia scuola. Se è vero che all'estero questa formazione milanese è diventata un'autentica Cult band da rispettare e da ricordare, non è stato lo stesso per l'Italia, che a quanto pare li ha ignorati in tutto e per tutto.
Fortunatamente, questo capolavoro senza tempo è stato ristampato di recente in versione Compact Disc, permettendo a tutti di poter assaporare i frutti e i sacrifici di una band Italiana di valore, che nella versione in vinile aveva messo una copertina in bianco e nero per mancanza di denaro!!! Questo per far capire quanto fosse difficile suonare Metal e farsi conoscere in Italia negli anni '80. La prima volta che sentii parlare di questa band era stata tramite una compilation in vinile di svariate band nostrane (di cui non ricordo il nome...), quasi tutte penalizzate da una produzione scarna e da brani abbastanza blandi. Eppure fra tutti un gruppo mi aveva letteralmente sbalordito, io che sempre avevo bistrattato il Metal italiano (ancor di più nei giorni nostri... per il fatto che siamo troppo modaioli, tranne le eccezioni ovvio), ho dovuto ricredermi parecchio grazie a questa sconosciuta formazione. Le otto tracce presenti in questo dischetto ottico sono quanto di più originale, spontaneo e genuino mi sia capitato di ascoltare, sono le classiche canzoni che fanno gridare al miracolo per la loro incredibile perfezione, per la capacità di dare all'ascoltatore quelle emozioni (ormai perse) che poteva darti il Metal degli anni '80, quel non so che di nuovo e di personale che non può essere accostato ad altre band come accade oggi. Quella che io chiamo 'Arte' nel Metal, ossia la ricercatezza musicale distante da canoni stilistici imposti e da cliché. Definire la musica degli Adramelch non è cosa facile... semplicemente loro suonavano metal sullo stile degli Adramelch!!!(e scusatemi se è poco...).
Ovviamente le basi e le radici ci sono (anche se riviste in un'ottica completamente diversa e personale) e sono quelle dei primissimi Fates Warning (quando ancora suonavano Metal roccioso e barocco), degli Iron Maiden più progressive e degli epicissimi Warlord. Ma queste sono indicazioni inutili, gli Adramelch sono a primo acchito difficili da assimilare, ma già dal primo ascolto qualcosa entra nella mente e nel cuore per non separarsi mai più, rendendo speciale ogni ascolto successivo. Gli Adramelch riescono a creare sensazioni differenti in ciascuna canzone, sono cupi, oscuri, a tratti quasi Doom, ma allo stesso tempo potenti dinamici e intricati, per essere subito dopo malinconici e solenni, con un'aura di Epicità e di melodia che lascia senza fiato. Altra menzione va fatta per le splendide liriche, che hanno un sapore arcano e straordinario, mai banali e scontate.
La voce teatrale ed espressiva di Vittorio Ballerio crea oscure visioni medioevali, sogni in lande dimenticate e immagini di imperi gloriosi ormai decaduti, su un tappeto musicale creato dall'incredibile Gianluca Corona, principale compositore e chitarrista, e dalla sezione ritmica efficace e precisa.
Ciò che non rende giustizia a questa immensa band è la produzione non all'altezza di tanta maestria, dovuta ai mezzi scarsi del periodo, ma ciò è di importanza assolutamente secondaria.
Probabilmente qualche nuova leva non abituata ad un suono grezzo e semplice storcerà il naso... per ricredersi dopo un ascolto attento. Questo disco merita tantissimo a discapito di qualsiasi produzione moderna, anzi, proprio questa caratteristica che qualcuno potrebbe indicare come negativa lo rende ancora più affascinante e misterioso, quasi fosse un'antico cimelio di un passato remoto e glorioso.
Per tutti coloro che si reputano Defenders di vecchia scuola, per gli Epic Metallers incalliti, per tutti quelli che si sono rotti le scatole dell'Hollywood metal da baraccone, per tutti i metallari che si sentono tali nel profondo del cuore e vogliono omaggiare una band italiana originalissima che avrebbe meritato la Gloria e non l'indifferenza... DA AVERE!
(Muad'Dib - Maggio 2002)
Voto: 10 e lode
Porca miseria!!! Una sola domanda mi gira per la testa, ma come è possibile
che un disco ed un gruppo del genere siano stati lasciati morire senza
dargli una possibilità di farsi conoscere? Ho comperato "Irae Melanox" dopo
aver letto varie recensioni di questa ristampa. Sono d'accordissimo su tutto
ciò che ha scritto il mio collega riguardo le influenze, aggiungendo il
fatto che si sentono anche delle flebili influenze thrash, accostabili ai
Metallica di "Ride the Lighting", ma questo non è importante, quel che conta
è che in questo CD troverete un capolavoro di MUSICA, con l'unico difetto
riscontrabile nella produzione che mette troppo in evidenza la batteria. Un
disco che se sarebbe stato suportato da un etichetta seria avrebbe scatenato
lo stesso terremoto che hanno causato i tanto criticati Rhapsody sul finire
degli anni '90.
Il CD lo trovate per soli 12,90 euro sul mailorder della
Warlord Records
http://www.warlordrecords.com/,
quindi cosa aspettate?
(carma1977 - Giugno 2002)
Voto: 10
Un lavoro molto buono questo degli Adramelch, sicuramente anni avanti
(anche come qualita') alla maggior parte della paccottiglia che oggigiorno
infesta il genere epic, ormai praticamente defunto, e power (purtroppo
anche troppo vivo e vegeto). Una nota dolente e' durata a volte eccessiva
delle canzoni, non sempre necessaria. La produzione e' grezzissima ma
questo per me non e' un
handicap visto il periodo e la difficolta' a emergere che caratterizzava
il metal italiano di quegli anni. I musicisti sono bravi e con tante idee,
e questo disco deve sicuramente far parte della collezione epic di ogni
appassionato, in quanto per me e' un classico (seppur minore) del genere.
(Mork - Ottobre 2002)
Voto: 8