ADIMIRON
Burning Souls
Etichetta: Karmageddon Media
Anno: 2004
Durata: 45 min
Genere: death melodico con sfumature black
Adimiron è ormai uno dei nomi più noti nella scena death di casa
nostra. La band, che ha all'attivo un demo ed un MCD (entrambi
recensiti su Shapeless) è infatti una delle più promettenti in
circolazione. Lo prova il fatto che si sia esibita molto spesso anche
all'estero.
"Burning Souls" è il tanto atteso disco di debutto. Otto tracce
rabbiose e graffianti, che mescolano ancora una volta death (in larga
misura), power-death e black, senza mai trascurare la componente
melodica. Le canzoni sono abbastanza complesse, a sottolineare il buon
livello tecnico dei musicisti. Lo stile del gruppo trae ispirazione dal
death europeo, in particolare dal filone svedese, ma i nostri ce la
mettono tutta per ritagliarsi un proprio spazio personale. Certo, ogni
tanto i quattro ragazzi di Brindisi pagano il pegno a gruppi di punta
come i Children Of Bodom (vedasi "Obsessive Insanity"), ma non meritano
di certo di essere bollati come una semplice copia, tutt'altro. Forse
non è il caso di parlare di originalità, tuttavia gli Adimiron sanno
accostare le loro tante influenze in maniera abbastanza naturale e
senza risultare scontati. Buono anche il lavoro svolto in fase di
arrangiamento, con le tastiere talvolta in evidenza, alternando parti
dal sapore neoclassico ai tipici "tappeti" d'accompagnamento. Ma sono
soprattutto le chitarre a giocare un ruolo decisivo, sia in fase di
assolo, sia negli sporadici arpeggi. In qualche caso il risultato è
davvero pregevole: mi riferisco, in particolare, all'opener "Delirium
Tremehens", una strumentale affascinante nella quale il quartetto
riesce ad amalgamare alla perfezione diversi elementi creando un ottimo
pezzo di death evocativo ed atmosferico.
Anche senza proporre nulla di sostanzialmente nuovo, "Burning
Souls" si lascia ascoltare piacevolmente. L'ascolto non riserva grosse
sorprese, una volta inquadrato il genere proposto, anche se qualche
nuova influenza emerge qua e là. La strofa di "New Day Denied", ad
esempio, ricorda vagamente i Sadist di "Crust", mentre "Forgotten
Memories" accenna alcuni riferimenti agli ultimi Serpentia. Si tratta
di un disco omogeneo ed organico, insomma, fatto di frequenti cambi di
tempo, stacchi di chitarra, basso e tastiere, accelerazioni, riff
stoppati, assoli e virtuosismi. Se posso muovere una critica alla band,
ma forse si tratta di una semplice questione di gusti, direi che in
alcuni frangenti le canzoni sembrano puntare troppo sulla tecnica,
perdendo di vista l'impatto. Mi riferisco, in particolare, a "Endless
Worlds", nella quale il susseguirsi di rapide scale e lunghi assoli
riesce a coinvolgermi solo fino ad un certo punto. Con questo non
intendo dire, comunque, che la band insegua la soluzione più complessa
ad ogni costo. Molto spesso, infatti, trova il giusto compromesso,
accontentando un po' tutti.
L'esecuzione mi è parsa nel complesso molto buona, così come la
registrazione, nonostante i suoni non siano naturalissimi. Le sonorità
sono tipiche del death svedese, quindi sapete tutti cosa aspettarvi. Il
cantato non sempre mi ha convinto fino in fondo, complice
un'impostazione non troppo aggressiva.
In definitiva, si tratta di un buon lavoro, che colloca gli
Adimiron come una delle realtà di punta del panorama metal tricolore.
"Burning Souls" non teme il confronto con le ultime uscite dei gruppi
nordici che vanno per la maggiore. Non sarà un disco imperdibile, ma
comunque rimane un buon ascolto, purtroppo privo di quei lampi di genio
che permetterebbero di fare il salto di qualità.
"Cold Anxiety" e la già citata "Delirium Tremehens" sono le
canzoni che più mi hanno colpito, mentre "Suffering Voices" mi è parsa
un po' scontata e ripetitiva, rispetto agli standard del gruppo.
Non resta che augurare a questi ragazzi un futuro roseo.
(BRN - Luglio 2005)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Adimiron: adimiron@libero.it
Sito Adimiron: http://http://www.myspace.com/adimironcrew
Sito Karmageddon Media: http://www.karmageddonmedia.com/