ACT NOIR
Automatisme Psychique

Etichetta: My Kingdom Music
Anno: 2006
Durata: 55 min
Genere: dark rock con influenze trip-hop e psichedeliche


Splendido, semplicemente splendido! La My Kingdom Music si sta davvero distinguendo per la qualità elevatissima di proposte che abbracciano il lato più intimista e meditativo dell'animo umano. Dopo il nuovo album degli A Room With A View e l'ottimo debutto degli En Declin, è ancora una volta una band italiana a far parlare di sé. Gli Act Noir nascono nel 1998 per volontà di Sergio Calzoni (elettronica) e Stefano Nieri (chitarra), a cui in seguito si affiancano Michele Gozzi (basso), Claudio Pilati (batteria) e Nicholas Hill (voce). Nel periodo tra il 2001 e il 2003 Sergio Calzoni si stabilisce in Danimarca, dove continua a lavorare al progetto Act Noir, che non viene accantonato nonostante la distanza fisica tra gli elementi della band. Nel 2003 viene pubblicato il primo MCD della band, "Cosmo Minimized", che riceve consensi unanimi e ottime recensioni. Arriviamo quindi al 2005, anno in cui la band firma un contratto con la My Kingdom Music e registra il suo debut album, ovvero questo "Automatisme Psychique".
La musica degli Act Noir è meravigliosamente ricca di particolari e di influenze, tanto che sarebbe molto difficile (anzi, diciamo pure impossibile) cercare di descriverla a parole. Diciamo che alla base di tutto abbiamo un dark rock malinconico e onirico, su cui si innestano gli interventi elettronici di Sergio. Da questo punto di vista mi hanno ricordato i Canaan, che ho avuto il piacere di recensire poco tempo fa, privi però della loro angosciante consapevolezza del dolore. La musica degli Act Noir è più visionaria e, pur rimanendo nell'ambito della malinconia, è meno rassegnata, più avvolgente e cullante. È il caso di brani come "Absence Of Charisma" e "This Something" dove, tra l'altro, si sentono gli echi degli Antimatter più elettronici.
Non è così semplice, comunque, inquadrare la musica degli Act Noir, dato che, di brani in brano, si scoprono sempre nuovi tasselli, nuove influenze, che si arricchiscono e si rivelano sempre di più, man mano che si accumulano gli ascolti. Si fanno sentire gli echi del migliore trip-hop in stile Massive Attack e Portished, come in "And You Become" o nella bellissima "Drag Me Away", a mio parere uno dei brani migliori del CD; si percepiscono atmosfere psichedeliche e cosmiche, come nella breve e ipnotica "Rub'al - Khali", oppure in "Lithium Flowers", una sorta di ballad pinkfloydiana di rara bellezza. Vale la pena anche di nominare la meravigliosa title-track, uno strumentale ricco di fascino in cui si sentono perfino delle sonorità riconducibili al progressive rock. La prestazione della band è ineccepibile sotto ogni punto di vista: precisa, intensa, emozionante e ricca di sfumature. Forse starete pensando che la musica degli Act Noir, con le sue atmosfere rarefatte, sia soporifera: be', vi sbagliate di grosso! Basta ascoltare canzoni come "Swerved Rooms" o "Unheimlich", in cui si fanno sentire i ritmi più sostenuti e coinvolgenti dei Depeche Mode, impreziositi da quel piglio pop che cattura e affascina.
A chiudere il CD troviamo due bonus track: la prima è una versione remix di "Unheimlich", giocata tutta su ritmi quasi dance che, comunque, risultano sempre ipnotici, eleganti, ben lontani dalle pacchianate da balera a cui, sicuramente, state pensando con disgusto da quando avete letto la parola 'dance'; la seconda, invece, è un remix di un brano dei Monumentum, che nella versione degli Act Noir mantiene tutto il suo fascino malsano.
Credo sia doveroso, infine, spendere qualche parola sulla bellissima copertina che accompagna il CD: si tratta di un'immagine intitolata "Grey Matter", realizzata da un artista del New Mexico, Von Cotu, che ritrae una sorta di immagine al microscopico, delle molecole, delle cellule, non saprei. Il tutto è filtrato con dei tenui colori dall'azzurro al viola, che rendono estremamente armoniosa l'immagine.
Che altro dire? Credo di avervi dato un numero sufficiente di motivazioni per comprare questo gioiello che, almeno a mio parere, rischia davvero di potersi fregiare del titolo di capolavoro, dunque cosa state aspettando? Fatelo vostro! Mi ringrazierete!
(Danny Boodman - Aprile 2006)

Voto: 8.5


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