ACCEPT
Russian Roulette

Etichetta: CBS
Anno: 1986
Durata: 40 min
Genere: Heavy Metal


Arriviamo così al termine virtuale di questo viaggio targato Accept, partito nel 1981 con "Breaker" e proseguito sino al 1986 con questo "Russian Roulette", che risulterà poi essere anche l'ultima prova dietro al microfono da parte di Udo Dirkschneider, a causa di alcuni fatti poco simpatici di cui vi parlerò più avanti.
"Russian Roulette" (che in un primo momento doveva chiamarsi "War Games", come recita anche il testo della title-track, ma a causa degli autori dell'omonimo film, che detenevano i diritti legali e non concessero l'utilizzo, si optò per il titolo che conosciamo), non si discosta tanto da quanto proposto in passato dal gruppo, se non per una vena melodica più accentuata e, per la prima volta, per una certa mancanza di freschezza a ispirazione, più che lecita dopo quattro album superlativi.
Comunque non pensate ad un album scadente, solo che in certe canzoni latita quella costante ispirazione che permeava i dischi precedenti, ed a spumeggianti canzoni come l'opener "T.V. War", "Monsterman" e "Aiming High" o gli anthems "Russian Roulette" e "Heaven Is Hell", si affiancano brani solo "buoni" come "Walking In The Shadow" o "Man Enough To Cry" che non fanno raggiungere l'eccellenza al disco.
Come già accennato all’inizio, i problemi nel gruppo nacquero quando la casa discografica voleva, dopo i successi euro-nipponici, conquistare anche gli Stati Uniti. Logicamente l’operazione richiedeva alcuni mutamenti all’interno del gruppo, prima di tutto quello di accettare di ammorbidire il suono e di conseguenza l’eliminazione di Udo, che non risultava adeguato all’evoluzione-involuzione del gruppo.
La proposta venne accettata da Wolf Hoffmann (chitarra) e company, così Udo con grande dignità decise di abbandonare il gruppo che lui stesso fondò e di proseguire con gli U.D.O., con cui registrerà una serie di dischi più Accept degli Accept.
(carma1977 - Agosto 2002)

Voto: 8



Buon disco, un po' al di sotto di "Balls To The Wall" e "Restless And Wild", che rimangono i miei preferiti in assoluto della band, ma anche questo disco regala canzoni ottime e potenti. Peccato che rimanga legato alla linea intrapresa con "Metal Heart" di una maggiore americanizzazione del sound.
(metalchurch - Agosto 2002)

Voto: 8



Un gradevole e leggero album heavy, c'e' piu' orecchiabilita' che sostanza pero'. Gli Accept hanno fatto decisamente di meglio di questo disco, troppo "standard" per quello che erano in grado di fare. Evidentemente sentivano per davvero il profumo dei dollari e hanno giocato sul sicuro. Oppure avevano dato fondo alla loro creativita' negli album precedenti e qui sono rimasti con il tamburo della pistola senza neppure il singolo colpo per la roulette.
(Mork - Novembre 2002)

Voto: 6.5