ABSURDITY
Urban Strife

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2007
Durata: 32 min
Genere: cyber-thrash


Non vado matto per le recensioni che alla fine non riportano il voto. Per quanto possano essere scritte bene, dalle semplici parole è problematico, ad esempio, fare un paragone tra due dischi e capire quale sia piaciuto di più. Un numero, anche se potrebbe sembrare una forzatura, perché può essere influenzato sensibilmente dai gusti del recensore, è un parametro comodo e oggettivo per classificare la bontà di un'uscita. Eppure a volte capita di avere tra le mani dei dischi che, per un motivo o per l'altro, sono difficili da valutare in questo modo. "Urban Strife" è uno di questi.
Premetto fin da subito che l'album non mi è piaciuto, al di là del fatto che si tratta di un genere musicale che non seguo assiduamente. Stilisticamente, siamo abbastanza vicini a quanto fatto dai Fear Factory (badate che certe loro canzoni le reputo grandiose), solo con l'aggiunta di una buona dose di influenze metalcore. Al contrario del gruppo sopra citato, però, manca totalmente la dinamicità. Le otto canzoni qui presenti sono autentiche mattonate, statiche come poche, prive del benché minimo tiro. Le ritmiche sono incomprensibilmente lentissime, cadenzate, monotone, i riff si dividono tra metalcore e stoppati, e in ogni caso appesantiscono i brani in maniera esagerata. Dimenticatevi le magie di doppia cassa dei Fear Factory, e così pure quelle voci pulite che sono uno dei loro marchi di fabbrica. Qui tutto suona statico, schematico, prevedibile. Non c'è traccia di aggressività, non un briciolo di creatività, né - per contro - di melodia.
La voce è un urlo basso e monocorde, che non aggiunge nulla alla musica. Chitarre, basso e batteria vanno a braccetto, senza che nessuno sia in grado di smuovere la situazione. L'aggiunta di effetti spaziali e futuristici è un mero contorno, che magari avrebbe avuto un ruolo significativo se le canzoni fossero state migliori.
La registrazione è un altro aspetto che non mi convince: i suoni in parte sono potenti, ma sanno terribilmente da plastica. La batteria è sintetica; a parte la cassa, che può definirsi potente e pulsante, il resto è assolutamente incolore, il rullante quasi fastidioso. La distorsione delle chitarre è grossa ma, per un qualche motivo, le fa apparire prive di tono, senza vigore.
"Urban Strife" non regala emozioni, non propone passaggi esaltanti e, già dopo un paio di brani, inizia a ricopiare sé stesso. Gli Absurdity non hanno molte frecce al loro arco, di canzone in canzone il loro modo di comporre rimane invariato. Nonostante la durata esigua (ci sono quattro tracce in fila che non raggiungono neppure i tre minuti), il tempo sembra fermarsi. Troppe pause, troppi spazi morti e troppi momenti incolori rendono l'album noioso e incolore. Meno male che dura solo mezz'ora, altrimenti sarebbe stato davvero ostico.
L'unica traccia che si distingue è la bonus track, una versione elettronica di "Star For A Day (Bitch For A Lifetime)", che però non sortisce alcun effetto, se non quello di presentarci la band da una prospettiva diversa.
A conti fatti, dispiace dirlo, la cosa migliore è la veste grafica.
Come dicevo all'inizio, sarebbe più semplice per me chiudere qui la recensione, con un parere negativo ma senza voto. Per una questione di praticità nei confronti di chi legge, non mi sottrarrò dal dare una valutazione, ma se vi reputate amanti del cyber-thrash andateci cauti, magari riuscirete a digerire meglio di me la proposta di questo quintetto francese.
(BRN - Marzo 2008)

Voto: 4.5


Contatti:
Mail: eric@a-larm.net
Sito internet: http://www.absurdity-music.com/