ABLAZE MY SORROW
If Emotions Still Burn

Etichetta: No Fashion
Anno: 1996
Durata: 39 min
Genere: death melodico


Album di debutto per gli Ablaze My Sorrow, gruppo svedese di Falkenberg, che in precedenza aveva realizzato due demo: il primo "For Bereavement We Cried" nel 1993 (anno in cui il gruppo si è formato), e il secondo demo nel 1995 (chiamato appunto "Demo '95") che li portò in breve a firmare un contratto con la No Fashion. Sin dall'inizio il gruppo ha avuto come leader il chitarrista Magnus Carlsson e ha avuto diversi cambi della propria line-up. In questo debutto c'è da registrare l'ingresso di Roger Johansson come secondo chitarrista, ruolo che in precedenza era ricoperto da Martin Qvist, cantante e co-fondatore del gruppo.
Nel presentare questo lavoro mi sembra doveroso fare un'importante precisazione: nel periodo in cui è stato realizzato, il cosiddetto "Gothenburg style" stava raggiungendo l'apice del successo grazie a gruppi come Dark Tranquillity ed In Flames. Ebbene, gli Ablaze My Sorrow sono stati in grado di operare scelte stilistiche diverse evitando di conformarsi al trend di gruppi-clone che cominciava a proliferare. Tale scelta, coraggiosissima e indice di grande covinzione nelle proprie idee, ha avuto come altra faccia della medaglia quella di non aver ricevuto un responso sul mercato paragonabile ai gruppi su citati. Peccato davvero, perché questi cinque ragazzi di Falkenberg, pur attingendo qualcosina dalla nuova corrente, specie per quanto riguarda l'uso di melodie, sono riusciti a miscelare tale componente in un mix esplosivo di death-black (sulla scia di mostri poco conosciuti come gli Unanimated circa le parti tirate, anche se gli Ablaze My Sorrow raggiungono velocità maggiori!) talvolta feroce, altre più "ragionato", il tutto racchiuso in pezzi strutturati impeccabilmente, tanto complessi quanto alla fine di facile ascolto.
L'album è composto da 8 tracce, tutte di durata mai superiore ai 5 minuti. La produzione onestamente è un po' troppo grezza, e soprattutto la batteria non è registrata benissimo (nel successivo "The Plague" accadrà di peggio...), tuttavia gli strumenti sono ben bilanciati e per fortuna si sentono decentemente le linee di basso (cosa che non accade spesso nel metal estremo, come sapete). Scrivo "per fortuna" oltretutto perché il bassista, Anders Brorsson, è davvero bravo.
La prima traccia, "If Emotions Still Burn" (che dà il titolo all'album) risulta una delle più riuscite del lotto: partenza travolgente che sconfina nel black; ritornello particolarissimo, in cui tra un giro di chitarre rallentate e melodiose spunta una sorta di coro baritono in vece della voce "malata" di Martin. Il tutto risulta confezionato in modo perfetto; le strofe durano il giusto necessario: non appaiono mai troppo prolisse né troppo corte.
La successiva "The Rain That Falls..." è costruita secondo una struttura circolare in cui prima e ultima strofa coincidono e nel mezzo si avvicendano parti geniali in cui si alternano, un po' come in tutti i brani del CD, molte parti veloci (in cui non si può non notare la batteria martellante suonata dall'ottimo Alex Bengtsson) e qualche parte più ritmata qua e là. Essa costituiva la prima traccia del "Demo '95", e al pari delle altre due tracce presenti su quel demo (qui riproposte come quarta e sesta traccia, rispettivamente "Denial - The Way Of The Strong" e "My Last Journey") è eseguita molto meglio, sotto tutti i punti di vista, specie per quanto concerne la voce di Martin Qvist, più incisiva (ma ciò vale per tutte le performance di questo debutto) e versatile, difficile da definire dal momento che non è uno "screaming" puro (pur avvicinandosi) ma nemmeno accostabile al timbro di cantanti di altri gruppi di death melodico.
"Rise Above The Storming Sea" è organizzata in modo del tutto simile rispetto alla precedente (cambia il fatto che la prima strofa - che è anche l'ultima - insieme alla seconda si ripete per una volta in più) e la considero come una delle tre-quattro perle più belle della loro carriera: per i riff geniali, per la brutalità di alcune parti, ma anche per le melodie grandiose.
Considero la già citata "Denial (The way Of The Strong) " e la successiva "The Battle", un gradino inferiori rispetto agli altri brani del disco, pur essendo ben congegnate e comunque di qualità decente.
C'è tempo per rifarsi... la stupefacente sesta traccia, "My Last Journey", riporta in alto il livello. Si tratta di un "must" da ascoltare e riascoltare: è costituita dapprima da una parte intensa e suggestiva quasi del tutto strumentale (eccetto una frase di Martin che intona "My Last Journeeeeey"), dopodiché in mezzo ad accelerazioni e melodie grandiose si configura un duetto tra il cantato di Martin e un parlato femminile (nella versione del demo si trattava di una voce maschile).
Splendida anche la successiva "As I Face The Eternity", in cui secondo me è presente il riff di chitarra più bello dell'intero album: un giro di note in scala dal sapore di "metal classico".
Come nella title-track, anche in "My Revenge To Come" c'è una parte bizzarra (qui più breve) in cui una voce impostata improvvisa un "ohohoho" come in un coro: la cosa può anche apparire ingenua, ma è senz'altro piuttosto divertente. Proprio sul più bello, ossia nel bel mezzo di una strofa in cui si esibiscono delle schitarrate turbinose, il pezzo si conclude ed è seguito da silenzio assoluto... si prepara il terreno per un'ulteriore traccia, nascosta, che parte qualche minuto dopo. Ci si trova difronte al tipico stile del gruppo e (non si può non notarlo) ad un Martin Qvist più incazzato del solito, che conclude blaterando "Fuck Off!".
In definitiva direi che "If Emotion Still Burn" è un CD che deve essere ascoltato almeno una volta dagli appassionati del death melodico ma non solo, anche chi ascolta black metal potrebbe rimanerne contento.
(EverEve - Ottobre 2004)

Voto: 9