ABADDON INCARNATE
Dark Crusade
Etichetta: Xtreem Music
Anno: 2004
Durata: 32 min
Genere: grindcore / brutal death
"Dark Crusade" segna il ritorno degli Abaddon Incarnate a tre anni dalla pubblicazione del meraviglioso "Nadir". Devo ammettere che attendevo con impazienza di ascoltare un nuovo lavoro del quartetto irlandese, visto che l'album precedente mi aveva totalmente esaltato! Se il lettore avrà voglia di dare un'occhiata alla recensione di "Nadir", oltre a trovarvi qualche notizia biografica sul gruppo, potrà notare con quanto entusiasmo ho elogiato quel CD. Raramente mi sbilancio così tanto. Occorre però dare a Cesare quel ch'è di Cesare: in quell'occasione, gli Abaddon Incarnate avevano sfiorato il capolavoro!
Il rischio più antipatico sarebbe stato quello di penalizzare a priori "Dark Crusade" per colpa del suo notevole predecessore. In realtà non ho avuto alcun bisogno di mantenere equilibrato il mio metro di giudizio. Questi veterani del grindcore, sulle scene dal 1991, hanno pubblicato nuovamente un album di tutto rispetto!
E pensare che il 2002 e il 2003 non sono stati anni così fortunati per gli Abaddon Incarnate! Dopo due brevi tour in Europa con i gallesi Desecration, il bassista Cory Sloan ha deciso di lasciare la band. Questo accadimento è sembrato maleaugurante per il gruppo che aveva da poco firmato un contratto per due album con la neonata label Xtreem Music (sorta dalle ceneri della Repulse, l'etichetta-culto di Dave Rotten degli Avulsed). Ciò nonostante, la band si è imbarcata nuovamente in due tour nel 2003 (Svizzera e Australia) con l'unico risultato di aver perduto anche lo storico batterista Olan Parkinson. Fortunatamente, il prodigo Cory è tornato all'ovile alla fine dell'anno.
"Dark Crusade" è stato registrato nel dicembre del 2003 allo studio Soundlab, in Svezia.
Come già in "Nadir", il produttore è sempre Mieszko dei Nasum. La scelta di non cambiare si è rivelata azzeccata: la qualità di registrazione è potentissima e nitida. Inoltre il suono non è mai stato così cupo e pesante. Mieszko ha svolto veramente un grandissimo lavoro!
La line-up vede Bill Whelan (chitarra/voce), Steve Naher (chitarra/voce) e Cory Sloan (basso). Il nuovo arrivato Jason ha sostituito Olan alla batteria.
"Dark Crusade" consiste in sedici tracce per una durata totale di trentadue minuti e mezzo. Si tratta di un vero e proprio assalto all'arma bianca che riesce allo stesso tempo a stordire e galvanizzare l'ascoltatore.
Sin dalla furiosa opener "Centerfold Redemption" si capisce che gli irlandesi non hanno perso un grammo del loro talento! Tra le nuove generazioni di grinder, poche band valgono quanto gli Abaddon Incarnate. E' pertanto con tristezza e disappunto che devo constatare quanto continuino ad essere sottovalutati. Sinceramente, non meritano di essere una band per pochi eletti.
Come al solito, il loro stile è personale e ricco di sfumature. La violenza sanguinaria del quartetto è sempre regolata da un severo autocontrollo e dal proliferare di inattese micromelodie. Rispetto a "Nadir", il grind degli Abaddon Incarnate ha subito delle evidenti contaminazioni brutal death e sporadiche ritmiche thrash. Le composizioni hanno perso un qualcosa dal punto di vista dell'originalità ma hanno guadagnato in omogeneità. "Dark Crusade" è infatti un album molto compatto e coerente.
Tra le migliori canzoni grind vanno segnalate senza dubbio "Entrusted In Disgust", "Global Bastardisation" e la conclusiva "Hour Of The Dog" (tra l'altro la traccia più lunga dell'album con i suoi quattro minuti e mezzo di durata). Tra le canzoni più brutal death si distinguono invece la stupenda "Philosophy Of The Elite", con il suo splendido riff killer, "Terminate My Battery" e la saltellante "Eternal Solitude Forbidden".
Tutte e sedici le tracce sono comunque notevoli. I musicisti danno prova di abilità e grande affiatamento. Le due voci ruggiscono e strillano la loro rabbia. Jason si dimostra un degno sostituto del batterista precedente.
L'arma vincente degli Abaddon Incarnate è comunque il songwriting di qualità superiore! I riff sono tutti originali e creativi. Gli arrangiamenti sono più complessi di quanto sarebbe lecito aspettarsi da un gruppo che suona questo genere di musica.
In conclusione, "Dark Crusade" è un gran bell'album che spero permetta alla band di ottenere il meritato riconoscimento! Personalmente, continuo a preferire "Nadir": è la varietà del suo songwriting che mi ha stregato! Può darsi però che l'ascoltatore preferisca invece questo "Dark Crusade" per la sua maggiore coerenza formale.
Tutto ciò è una questione di gusti. Quello che è invece innegabile è la validità della proposta musicale degli Abaddon Incarnate: tanto bravi quanto sottovalutati. Se ancora non lo conoscete, scoprite questo grande gruppo!
(Hellvis - Maggio 2004)
Voto: 8.5
Contatti:
Abaddon Incarnate
c/o Bill Whelan
2 Gracefield Avenue
Artane, Dublin 5
IRELAND
Mail Abaddon Incarnate: info@abaddonincarnate.com
Sito Abaddon Incarnate: http://www.abaddonincarnate.com/
Sito Xtreem Music: http://www.xtreemmusic.com/