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WorlDEMOns 2009

Etichetta: Metal Demons
Anno: 2009
Durata: 64 min
Genere: vari


Nuovo appuntamento con la compilation curata dalla webzine Metal Demons, che, come ogni anno, ci fa pervenire una selezione dei brani migliori capitati sulle loro pagine, in modo da aiutare come è giusto la crescita dell'underground nostrano.
Molto volentieri, quindi, mi butto subito all'ascolto, scoprendo nuovi gruppi e ritrovando vecchie conoscenze. Tra queste ultime, troviamo subito gli HellCircles (http://www.hellcircles.com/), formazione power heavy recensita qualche tempo fa anche qui su Shapeless: il lavoro svolto dalla band in "Let Us Unite" è degno di nota, grazie ad un sound compatto e potente che si adatta benissimo al genere proposto. Buoni i riff e l'energia profusa dalla band e quindi il giudizio si conferma positivo, sebbene effettivamente la loro proposta non aggiunga nulla a quanto già sentito spesso in questi frangenti. Restiamo in territori power anche con "Wings Of Destiny" dei The Silence (http://www.wayofsilence.com/): rispetto agli Hellcircles, decisamente più groovy, qui abbiamo a che fare con un power di chiara derivazione europea, a metà tra gli Edguy e gli Angra degli esordi spogliati da ogni influsso carioca. Il brano è ottimo, classicissimo nello stile, ma guidato da melodie ineccepibili, quindi segnatevi questo nome come ho appena fatto io.
Anche i Tempesta (http://www.tempestaband.it/), con "Né Schiavi Né Padroni" sono già transitati sulle pagine della nostra webzine lasciando un buon ricordo nelle orecchie del recensore Paul Thrash. Il sottoscritto non può che confermare il giudizio espresso: un heavy metal che si ispira fortemente ai maestri della NWOBHM e che risulta ancora più intrigante grazie alla scelta di cantare in italiano.
La prima incursione in territori moderni arriva con i Ragestorm (http://www.myspace.com/ragestormmetal), che si presentano con il brano "The Rise Of The Passions", già recensiti dal nostro Pasa: personalmente non sono un grande fan del metalcore, quindi pur apprezzando l'energia del gruppo non riesco a dirmi entusiasta di questo brano, che mi sembra un po' troppo simile a tanti altri, però vedo che il giudizio molto più competente di Pasa è positivo, quindi vi rimando alla sua recensione.
Ci si tuffa invece nel passato con i Mainstreet (http://www.mainstreetrock.com/), formazione hard rock che mi ricorda molto i Def Leppard con voce femminile: un brano accattivante e melodicissimo che vive saldamente negli anni '80 tra paillettes e capelli cotonati. Il bello è che risultano assolutamente convincenti in questa operazione nostalgica e vi assicuro che già al primo ascolto starete già cantando le loro canzoni.
I Fenisia (http://www.fenisia.com/) con la loro "Damnation's Ballad" sono una mia vecchia conoscenza, invece, visto che proprio il sottoscritto ha avuto il piacere di recensire e apprezzare il loro demo: come già dicevo circa un anno fa, questo brano convince dall'inizio alla fine grazie ad un ottimo groove, un lavoro di chitarre ineccepibile e il bellissimo timbro del cantante che dà calore all'intera performance.
Molto interessante anche la proposta dei Silvered (http://www.silvered.it/), formazione estremamente eclettica che passa dal progressive al death e alla musica acustica con grande facilità. "Helpless Soul" è un brano possente, progressivo e nervoso, che si appoggia su una bella performance da parte di tutti i musicisti, sempre dinamici e inseriti nel contesto nonostante le diverse anime che vivono nel gruppo. Assolutamente da tenere d'occhio.
Ancora sonorità moderne con i Bioscrape (http://www.bioscrape.com/), che mi hanno ricordato gli Slipknot, sebbene un po' più melodici: anche qui non sono la persona più adatta a trattare il genere, ma devo dire che il groove e l'energia infuse in questa "Deconstruction" mi hanno convinto e un po' di sano headbanging è scattato in più di un passaggio.
Per parlare dei Devastator (http://www.devastator.it/) e della loro "A Very Famous Corpse", questa volta chiamo in causa il nostro Hellvis, che ha scritto una recensione dettagliata ed esaustiva come sempre sul loro lavoro "Underground 'n' Roll". Da parte mia vi dico che i Devastator, con due accordi, una bella carica hardcore metal e tanta ironia sanno mettere in piedi ottime composizioni. Quindi se vi piace il genere e non vi dispiace ogni tanto una bella iniezione di punk, i Devastator sono quello che fa per voi.
Buona anche la prova dei The Ritual (http://wwwmyspace.com/theritualthrash), band thrash di stampo classico che accontenterà gli appasionati del genere ma che, forse, deve ancora crescere in personalità. Con i God Watt Redemption (http://www.myspace.com/godwattredemption), invece, torniamo ad un'altra band già recensita dal sottoscritto: questi ragazzi ci sanno fare, eccome. Il loro stoner prende direttamente allo stomaco, ha il suono polveroso della strada e il sapore del sudore e del sangue: non mi dilungo troppo e vi rimando alla mia recensione perchè meritano davvero.
Anche i Lonny Blaster (http://www.myspace.com/lonnyblaster) con la loro "Let Me Free" hanno già avuto spazio qui su Shapeless e devo dire che si meritano l'otto ricevuto in sede di recensione. Il loro street/glam pesca a piene mani da Cinderella, Skid Row e Guns N' Roses, ma è impossibile restare fermi con quelle melodie azzeccatissime. A proposito di Guns N' Roses, non conosco i The Alchemist (di cui non ho trovato il sito Internet), ma vi assicuro che la loro "Motor Psycho Killer Beer" è un vero e proprio tributo ad "Appetite For Destruction". Poi, in realtà, cercando qualche notizie in rete e andando a leggere la recensione di Metal Demons, vedo che i The Alchemist sono un duo estremamente eclettico che suona proprio di tutto, ma questo è un davvero un bel pezzo street.
La compilation, infine, si chiude con gli Evenoire (http://www.evenoire.it/) e la loro "Azzurrina", un gothic metal dalle tinte folk dove si sente anche un pregevole uso del flauto. Il brano a volte è un po' tipicamente inquadrato in quel genere ormai standardizzato che vede tematiche romantiche ed eteree cantate da una voce femminile, ma ci sono diversi spunti interessanti che lasciano intravedere la possibilità di affrancarsi da tutto questo e fare il grande salto.
Che altro dire, quindi? Una compilation assolutamente riuscita, che mostra diverse realtà molto interessanti dell'underground italiano. Anche quest'anno mi sono segnato qualche nome da approfondire e ho potuto fare un riepilogo di molte band già apparse sul nostro sito. Complimenti come sempre ai ragazzi di Metal Demons e voi che leggete dateci dentro e spulciate i siti che vi ho lasciato!
(Danny Boodman - Agosto 2010)

Voto: s.v.


Contatti:
Mail Metal Demons: medieval.times@libero.it
Sito Metal Demons: http://metaldemons.altervista.org/