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Wild Compilation Vol. 3

Etichetta: Wild Zine
Anno: 2003
Durata: 69 min
Genere: vari


Ogni anno la Wild Zine realizza una compilation che raccoglie quanto di meglio ha prodotto l'underground nel corso dei dodici mesi precedenti. Questo secondo il punto di vista dello staff della 'zine, naturalmente. Come si può desumere dal titolo del CD, siamo già al terzo volume della serie. Attualmente sono aperte le iscrizioni per partecipare alla "Wild Compilation Vol. 4". Chiunque fosse interessato può informarsi presso il sito della 'zine (http://members.xoom.virgilio.it/_XOOM/wild_zine/). In questa sede ricordo soltanto che occorre far pervenire adesione e materiale entro e non oltre il 30 novembre 2003.
Passiamo ora al commento di questa raccolta.
Il primo dei quindici gruppi in rassegna proviene da Verona e si chiama Aneurysm (http://www.aneurysm.it/). La sua musica può essere definita col termine generico di crossover. Anche nu-metal può andar bene, vista l'elasticità di questo genere. Non pensate però che ci siano parti rappate, anzi! Gli Aneurysm non temono di inserire passaggi death o gutturali profondi nel tessuto melodico della canzone. La traccia si intitola "The Cavern" e denota, soprattutto nei passaggi più lirici, un'evidente influenza del cantato di Serj Tankian (System Of A Down). Occorre smussare similitudini di questo tipo per puntare in alto. "The Cavern" rimane comunque un brano soddisfacente, ben suonato e ricco di sfumature. La band deve soltanto maturare ma ha ottime potenzialità.
I Brutal Faith (brutalfaith@katamail.com) provengono da L'Aquila. Il loro death senza compromessi è ben esemplificato dalla valida "In The Mouth Of Suffering". La preparazione tecnica è notevole, l'aggressività e la grinta non mancano di certo. Forse i Brutal Faith non brillano come originalità ma sono discretamente creativi. Sicuramente chi ama il death tradizionale non potrà che apprezzare questa testimonianza della band abruzzese.
Da Teramo, ecco i Deforge (http://www.deforgeband.com/). Con il loro death/thrash arrembante e potente ci ricordano che, in fondo, siamo tutti headbanger. "Fear West" è un brano che scorre via liscio, passando attraverso vari cambi di tempo ma senza mai perdere la sua verve ritmica. Nonostante qualche evidente influenza svedese, in questa traccia i nostri evitano di perdersi in inutili e noiose aperture melodiche. Vanno dritto al sodo e questo gli fa onore.
I Doggo (doggomusic@hotmail.com) sono una band di Sassari, autrice di un death tecnico di discreta fattura. "Lambaste" è un brano pesante, non troppo veloce. L'esecuzione è impeccabile, anche se la registrazione rende il suono un po' freddino. Lo stile tradizionale è vivacizzato grazie alle frequenti anomalie ritmiche. I Doggo sono un gruppo da tenere d'occhio.
"Your Deepest Fear" è la traccia che rappresenta i baresi Golem (http://www.golemneverdies.it/). Tecnicamente ci troviamo di fronte a dei musicisti molto preparati. Stilisticamente ci sono sin troppi punti di contatto con i Children Of Bodom. Stessa batteria arrembante, stesso utilizzo di scale barocche. Ogni tanto, nei momenti meno tirati, i Golem optano per delle strutture maideniane che fanno tanto In Flames. Detto questo, secondo me la canzone è figa. E' dai tempi di "Hatebreeder" che Alexi Laiho e soci non ne sfornano una così! Con il talento musicale ed il gusto per gli arrangiamenti che si ritrovano, i Golem possono sicuramente ambire a grandi traguardi. Peccato però che siano così terribilmente derivativi!
Rimaniamo sempre nel barese per farci spaccare le ossa dagli Hateseeder. "Secrete Force Emotion" è così brutal che di più non si può! La band pugliese non va certo per il sottile e picchia che è una meraviglia. Il suono è incredibilmente pesante ed il cantante è in possesso di un growling da brividi! Gli Hateseeder hanno appreso a meraviglia la lezione dei maestri americani e la ripropongono con perizia e senza timore riverenziale. Bravi!
I fiorentini Juglans Regia (http://www.juglansregia.com/) contribuiscono alla compilation con "Pioniere". Si tratta di un brano heavy molto tastieroso. Lo stile è fin troppo americano, se non fosse per il testo in italiano che rende il tutto più personale. Tra i pregi, l'ottimo assolo di chitarra a metà canzone e i passaggi atmosferici in odore di prog. Tra i difetti, la registrazione della sezione ritmica è fiacca e non pompa abbastanza.
Chi non va per il sottile sono i Kontatto Estremo (riseabove@libero.it)! Questa band di Lodi è in possesso di un sound pesantissimo e soffocante. Per non parlare del cantante: che voce, ragazzi! Si tratta di uno sludgecore di ottima fattura, reso ancora più grezzo dalla registrazione fangosa. Chi pensa che lo sludge sia materia solo americana, beh, si sbaglia di grosso! Un ascolto di questa "War Calls War" non potrà che fargli cambiare idea.
"Pleasures Of The Moribound" dei Necrotorture (necrotorture@libero.it) è una discreta canzone brutal penalizzata da una registrazione pessima. Nonostante il suono sia nitido, non ci sono né la potenza né la profondità. La chitarra non si sente, il basso idem e la batteria ha in evidenza solo il rullante. Tutto questo non giova ai Necrotorture che pure sono tecnicamente preparati. La canzone è valida, nella norma del genere. Certamente, una registrazione assennata avrebbe soddisfatto tutti di più.
Si ritorna su territori più nu-metal con gli interessanti OTX-2 (igortrombini@hotmail.com). "Human Nature" ha tutte le caratteristiche per essere un singolo di buon successo. Tiro, la giusta dose di ruffianeria, registrazione ed interpretazione ottime. Questo gruppo di Ferrara è destinato a crescere. Per ora è ancora molto legata alle band più influenti del genere.
"Disco F@ck" è un gran bel brano dei modenesi Overflow (loccovrf@libero.it). Si tratta di un brano di nu-thrash arricchito da un massiccio uso dell'elettronica. Punto d'incontro ideale tra Fear Factory e Powerman 5000 (o anche Ministry). La traccia è breve e divertente, molto ben realizzata. I ragazzi ci sanno fare.
I Putrid Flesh (putridflesh@tiscali.it), da Bari, sono presenti con "Battle Cry". Ho già avuto modo di commentare questa canzone nella recensione del loro album "Bewitched By Etnosphear". Rimando ad essa per approfondimenti. "Battle Cry" è un'interessante mix di varie influenze. E' molto spiccato l'elemento etnico, dal sapore mediterraneo, misto a interventi brutali, black sinfonici o death gotico melodico alla Septic Flesh. So che questa descrizione è un casino. In effetti lo stile dei Putrid Flesh è molto personale.
Da Teramo, ecco i Sothis (megadave78@yahoo.it). La canzone presente nella compilation, "Requiescant in Pacem", è un brano thrash che spacca! Molto ben registrato e suonato, riesce a trascinare anche l'individuo più apatico. La preparazione tecnica è su alti livelli. La melodia si fa largo solo a tratti, per il resto si tratta di un assalto sonoro pensato e intelligente. Molto bravi.
Gli Spellcraft (http://www.spellcraft.it/), da L'Aquila, mi hanno lasciato perplesso. Sono bravi però non mi convincono al 100%. A buone trovate come l'inizio a bossa-nova si contrappone una melodia gothic nella norma. Insomma, il giro di accordi è trito come non mai. Sarebbe più opportuno cercare di comporre una musica più bizzarra, meno legata alle formule espressive del passato. Inoltre, nonostante un registro di voce diverso, in alcuni frangenti il cantante sembra imitare Fernando Ribeiro (Moonspell).
La compilation si conclude con "Ultima Ora", brano heavy dei ternani S.R.L. (http://www.s-r-l.it/). La canzone è piuttosto tradizionale ma piacevole. Mi ricorda vagamente i Morgana Lefay di "Maleficium" o i Death SS periodo 83/84 (Paul Chain e Sanctis Gorham in formazione). La scelta di cantare in italiano non è malvagia e il cantante è un buon interprete.
Sicuramente Wild Compilation Vol. 3 è una delle migliori raccolte che mi siano capitate sottomano ultimamente. Tutti i brani sono di qualità elevata e, nel complesso, la scaletta è ben strutturata. Secondo me le canzoni migliori sono quelle dei Kontatto Estremo, Sothis, Doggo, Golem e OTX-2. Il gruppo dal suono più personale sono i Putrid Flesh. Tutti gli altri, beh, sono realtà interessanti e promettenti. Pertanto, Wild Compilation Vol. 3 si merita un bel voto alto! Dategli un'ascoltata: ne vale la pena.
(Hellvis - Novembre 2003)

Voto: 8


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