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Unholy Cross XVII
Etichetta: Unholy Cross Distribution
Anno: 2002
Durata: 60 min
Genere: vari
La spagnola Unholy Cross distribuisce etichette piccole ma valide quali la Code666, la Retribute, la DeadSun e la Dark Symphonies. Questa compilation contiene canzoni di parecchie band poco conosciute se non totalmente sconosciute ai più.
Mi sono accostato al CD con curiosità, desideroso di fare qualche scoperta interessante. Mi scuso immediatamente se non ho segnalato i contatti o i siti web delle varie band. Questa compilation mi è arrivata senza note informative di corredo. Non mi è sembrato il caso di perdere tempo su internet per cercare indirizzi e-mail e robe varie. Alla fine della recensione troverete i contatti della Unholy Cross, dove potrete richiedere tutte le informazioni che vi potrebbero interessare.
Come il nome Unholy Cross potrebbe far presagire, questa casa distributrice ha un occhio di riguardo per il metal estremo. Commentiamo ora traccia per traccia questa compilation, giunta ormai al suo diciassettesimo capitolo.
Il CD si apre con i Gilla Bruja. La loro canzone si intitola "Whipped" ed è tratta dall'album "Tooth And Nail". Nonostante il nome ispanico, questa è una band inglese composta da quattro elementi. E' stata una scelta coraggiosa quella di inserire un loro brano all'inizio della raccolta. Infatti i Gilla Bruja suonano musica elettronica con interventi di chitarre distorte. La voce del cantante è un growling potente. Possiamo considerarli come una sorta di Godflesh meno freddi, più violenti e tendenti (quasi) al nu-metal. Secondo me questo è un brano originale e dal discreto appeal commerciale. Rimane comunque una questione di gusti: chi si accosta a questa compilation aspettandosi di trovare black o death classici potrebbe rimanerne deluso. I Gilla Bruja sono una band al di fuori dei canoni del metal estremo. A me comunque questa "Whipped" è piaciuta un sacco.
Con gli svedesi Diabolicum invece chi ama il black può andare sul sicuro. La loro canzone si intitola "The Hatecrowned Retaliation" ed è tratta dall'album "The Dark Blood Rising". Essi definiscono il loro stile "Swedish infernal industrial black metal art". Penso che definirlo black metal svedese possa bastare, senza ricorrere a tanti paroloni! E' vero che in questo brano hanno inserito parecchi campionamenti, suoni di tastiere e anche un assolo virtuoso (tutto ad opera, tra l'altro, del mastermind Sasrot). Ma, aldilà di questi particolari, il risultato finale non è nulla che i Marduk o i Dark Funeral non abbiano già fatto, e meglio. Nonostante tutto penso che una sufficienza la possano strappare, si sente che ce la mettono tutta.
Il terzo brano della compilation vede il progetto francese Aendria con la canzone "Tragediam", tratta dall'album "Jadis". Aendria è il lavoro di un unico individuo, tale Yanik. La musica proposta è molto melodica sebbene incupita da un certo gusto del gotico. La melodia è data dalle tastiere e le chitarre si limitano alla ritmica. La voce è bassa e flebile, la batteria è sintetica. Questo brano in fondo non è male anche se poco estremo. Il suo finale potrebbe ricordare gli Elend di "Lecons Des Tenebres", risvegliati dallo stato catatonico con una bella iniezione di adrenalina. Ho reso l'idea? (Boh...)
Sempre dalla Francia, ecco i Recueil Morbide con "Petrify (Frozen Expectation)" dall'album "Hurt By Human Race". Questa è una buona band! Molto tecnici, violentissimi, spaziano dal nichilismo black metal alla furia cieca del brutal, non disdegnando momenti più rilassati e melodici. Il rischio è un po' quello di fare un pout-pourri di tanti stili senza venire a capo di nulla. Occorrerebbe dare un ascolto al loro album in tutta la sua interezza. A mio parere sono comunque talentuosi e per nulla scontati! Una nota di merito per il cantante (Mickey) che passa dal grugnito suino del brutal agli strilli strazianti del black. E sa anche cantare pulito, fate un po' voi! Da tenere d'occhio.
Ecco ora i Lunatic Gods (che nella compilation vengono erroneamente chiamati Lunatic "Goods"!) con "Curse" dall'album "The Wilderness". I Lunatic Gods sono una band slovacca discretamente tecnica. In questa traccia tentano di far convivere violenza black e accenni death melodici con tese atmosfere gothic. Il risultato è buono anche se non è soddisfacente al 100%. Il brano manca di coesione nonostante sia indubbiamente suggestivo. Credo che la formula adottata dagli slovacchi possa interessare diversi ascoltatori: pur essendo estremi, conservano un volto umano.
I deliziosamente chiamati Organ Harvest vengono dalla Francia. Sono rappresentati dal brano "Viking" tratto da "Bowels Waltz". Non vorrei sembrare drastico ma questa canzone è orribile! Sono violenti, questo è sicuro. Ma il loro è un grindcore decerebrato, casinoso senza capo né coda. Inoltre la voce del cantante è irritante: sembra che strilli mentre si fa gli sciacqui col collutorio. E' vero che i gusti sono gusti, ma sono pronto a scommettere che dopo un ascolto anche voi la penserete come me!
Dalla Russia ecco i Merlin. No, il power non c'entra nulla! Questo è death metal di buona fattura, "solare" per quanto lo permetta il genere e senz'altro un piacevole ascolto. La canzone si intitola "That's My Time" dalla album "Deathkoteque". Notevoli sono la produzione, la pulizia nell'esecuzione e la qualità dell'assolo. La voce non è un gutturale profondo (a puro titolo informativo: nei Merlin è una ragazza a cantare - nd teonzo), urla ma si adatta alla perfezione al contesto musicale. Il brano è tecnico e piuttosto strutturato. Un ascolto vivamente consigliato per tutti gli amanti del death tradizionale. Peccato che le band russe fatichino sempre ad uscire dall'anonimato.
L'ottava traccia è stata assegnata agli spagnoli The Heretic. Nonostante questo gruppo sia stato tra i prime-movers del movimento death metal di Albacete (assieme agli Uncreation), la canzone presente nella compilation è rappresentativa degli sviluppi più recenti della band. In pratica un death melodico molto influenzato dal gothic latino, Moonspell su tutti. La voce si alterna con maestria dalle vocals pulite al gutturale più aggressivo. Il brano è intitolato "Nocturnal Guest", tratto dall'album "Chemistry For The Soul". Il sestetto spagnolo, pur non essendo originalissimo, dimostra comunque una discreta classe e piena padronanza della materia. Il brano francamente è interessante. Da riscoprire.
Rimanendo nella penisola iberica, ecco i portoghesi Corpus Christii. Dall'album "The Fire God", ecco la title-track. Si tratta del black più tradizionale che possiate immaginarvi. Non ci sarebbe altro da aggiungere se non che la band usa una drum machine, che la produzione è detestabile e che i riff del brano sono poco convincenti. Pensate di esservi fatti un'idea?
Per il decimo brano ecco tornare i Recueil Morbide con "Divagation Esoterique". Questa canzone non è tratta dallo stesso album della precedente, ma da "Ahuar Maiek". In questo brano lo stile è decisamente più semplice, non si schioda dai canoni del brutal. Anche il cantante non dimostra al pieno la sua duttilità, stabilendosi su un gutturale identico a quello di Benton. Notevole, anche in questo caso, la pulizia e la tecnica dei musicisti. Come gusto personale preferisco la canzone precedente ma anche questa è di buon livello.
Ecco ora gli spagnoli Tears Of Martyr, provenienti dalle Canarie. Il brano che li rappresenta è il tema promozionale di "Eyes To See, Heart To Feel". Se non fosse per il fatto che vengono utilizzate più voci, potrebbero essere facilmente liquidati come una copia scarsa dei Septic Flesh. Infatti, oltre al gutturale profondo e caldo, vi è una voce femminile lirica e un devastato che strilla. Non suonano male però dovrebbero personalizzare di più il suono e, soprattutto, risultare meno noiosi.
Come i Recueil Morbide, ecco che anche i Lunatic Gods ritornano per chiudere la compilation. La canzone è sempre tratta da "The Wilderness" ed è la title-track. Dal forte riff arabeggiante, sottolineato da strumenti acustici ed etnici, la canzone prende subito una svolta energica. "The Wilderness" è senz'altro più coerente e potente dell'altra canzone presente nella compilation. Il cantante sbraita con furia sino al ritornello che è cantato in gutturale ma risulta molto melodico. Il finale è violento, dai passaggi tecnici non indifferenti. Rispetto al brano "Curse", l'alternarsi fra le varie parti qua è più naturale e meno forzato. Questo ottimo brano chiude in maniera ottima la compilation.
Giudizio complessivo: gli aspetti di interesse in questo CD sono molti e il livello dei brani è globalmente buono. Gli highlights sono sicuramente i brani dei Gilla Bruja, dei Merlin, dei The Heretic, "Petrify" dei Recueil Morbide e "The Wilderness" dei Lunatic Gods.
(Hellvis - Febbraio 2003)
Voto: 7
Contatti:
Mail: unholycross@unholycross.com
Sito internet: http://www.unholycross.com/