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The Sweet According To Sweden
Etichetta: Rivel Records
Anno: 2005
Durata: 77 min
Genere: tributo
La Rivel Records è l'etichetta fondata e gestita dal cantante dei
Narnia Christian Rivel, il quale, assieme ad una manciata di band della
scena svedese, decide di rendere omaggio agli Sweet con questo tributo.
Gli Sweet furono una band che, durante gli anni '70 e '80,
pubblicò una serie di fortunate hit da classifica che li fecero
diventare alcuni tra i massimi esponenti di un genere musicale
chiamato, sintomaticamente, bubblegum rock: se siete persone che
restano affascinate dalla musica intricata, cervellotica o profonda
state alla larga da questo prodotto! Nelle canzoni degli Sweet
troverete soltanto melodie accattivanti, ritornelli che vi si
stamperanno in testa per giorni, ritmi ballabili e divertenti.
Le band che partecipano a questo tributo mantengono immutato lo spirito
di fondo delle composizioni originali, evitando di perdersi in
improbabili riletture stravolte e limitandosi a lasciare un'impronta di
personalità alle varie canzoni.
Ad aprire le danze sono gli Audiovision, un progetto parallelo
dello stesso Christian Rivel, che ci introduce nell'universo degli
Sweet con la loro "Love Is Like Oxygen". Il brano è suonato alla
perfezione e viene impreziosito dalla presenza di alcuni ospiti
d'eccezione, come Jeff Scott Soto che duetta con Rivel, e Mic Michaeli,
che ci regala un pregevole assolo di hammond dal sapore settantiano.
A seguire troviamo "Sweet F.A.", interpretata da un vero
supergruppo formato da Mats e John Levèn, rispettivamente alla voce e
al basso, l'onnipresente Bruce Kulick alla chitarra, Tommy Denander
alle tastiere e Johan Kihlberg alla batteria. Anche in questo caso la
resa è ottima grazie alla perizia tecnica della band e alla convinzione
nell'interpretazione.
Se è vero che i primi due brani sono molto buoni, è innegabile che
il successivo sia il vero apice del tributo. Sto parlando della
bellissima "Action" proposta dall'ex Candlemass Thomas Vikström alla
voce, accompagnato dal polistrumentista Tommy Denander e da Pat Thern.
Questa canzone è davvero un concentrato di melodia, potenza ed appeal
che non può lasciare indifferenti: sono pronto a scommettere che
chiunque di voi, dopo il primo minuto di canzone, si ritroverà a
cantare a squarciagola il ritornello.
Arrivati a questo punto il livello del tributo cala leggermente, col
risultato che proprio questi tre brani iniziali sono il vero punto di
forza del lavoro.
Continuiamo infatti con una discreta versione di "Burn On The
Flame" ad opera dei Modest Attraction, ennesimo progetto che vede al
microfono l'infaticabile Christian Rivel, seguita da "Need A Lot Of
Loving" degli Eclipse, anch'essa ben eseguita ma abbastanza anonima.
I due brani successivi invece, "Into The Night" e "Cochroach",
firmate rispettivamente dai Locomotive Breath e dai Lack Of Faith,
presentano un leggero aumento della pesantezza, spostando il sound su
lidi più heavy metal.
Dopo la semiacustica "The Sixteens", proposta dagli Stonecake, si
passa alla rilettura fatta dai Brighteye Brison del brano "Mother
Earth". La canzone, estratta da un lavoro del 1979 "Cut Above The Rest",
presenta una struttura leggermente diversa, vagamente sinfonica, che
viene accentuata dalla band grazie anche alle lunghe divagazioni del
sintetizzatore di Per Hallman.
Sicuramente da promuovere è anche la versione degli Eurotrash di "Solid
Gold Brass", rivista in chiave quasi sabbathiana, così come la
"Rock'n'Roll Disgrace" resa cibernetica ed elettronica dai Green Means Go.
Il resto dei brani è invece trascurabile: i Darkwater rileggono in
chiave prog metal "Shot Down In Flames" senza lasciare nulla di
particolare all'ascoltatore; questo vale anche per le cover proposte da
House of Shakira, Mercury Fang e Noztalgica, il cui singer avrebbe un
futuro come imitatore di Ozzy Osbourne.
In conclusione possiamo dire che questo tributo della Rivel
Records sia ben riuscito nel suo intento, visto che contiene delle
versioni ben arrangiate e suonate con convinzione da ragazzi animati
dalla stessa passione per questa band. Mi resta un'unica perplessità e,
visto che il mio compito è quello di consigliarvi o meno un acquisto,
credo sia doveroso dirla. Si nota, ascoltando questo CD, un'atmosfera
particolare: come se fosse una serata tra amici in cui tutti questi
ragazzi si trovano per suonare del vecchio, sano rock'n'roll, il che
è una cosa positiva e sacrosanta. Poi, però, mi sono ritrovato a
pensare: "A chi consiglierei l'acquisto di questo tributo?". Non certo
a qualcuno che non conosce gli Sweet, visto che per loro sarebbe meglio
cominciare dalle versioni originali. Non lo consiglierei nemmeno a chi
volesse conoscere le band coinvolte: anche in questo caso preferirei
che le si ascoltasse in un loro lavoro, piuttosto che in una cover. Gli
unici a cui mi sentirei di consigliarlo senza alcuna remora sono i fan
degli Sweet a cui piacerebbe ascoltare qualche versione vitaminizzata,
sebbene priva di stravolgimenti, dei classici della loro band
preferita. Se siete tra questi, sono certo che non rimarrete delusi da
questo tributo. Per tutti gli altri il mio consiglio è questo: la Rivel
Records sta pubblicando diversi album degni di nota. Provate a fare un
giro sul sito dell'etichetta, sono sicuro che troverete qualcosa di più
interessante di un semplice tribute album.
(Danny Boodman - Marzo 2005)
Voto: 7
Contatti:
Rivel Records
Tornèrplatsen 18, 3tr
SE-177 30 Järfälla
SWEDEN
Mail: info@rivelrecords.com
Sito: http://www.rivelrecords.com/