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The Iron Force Metal Compilation Vol. II - Chapter 2
Etichetta: Risestar Music
Anno: 2005
Durata: 79 min
Genere: vari
Questa è la recensione del secondo capitolo di "The Iron Force Metal
Compilation". Un capitolo completamente diverso dal suo predecessore.
Il "Chapter 1" aveva infatti fatto da vetrina a gruppi esclusivamente
metal o hard rock. Questo CD invece raccoglie diciotto tracce più
estreme, delle quali le prime tredici sono state raggruppate sotto il
titolo di "The Black Legions". Le altre cinque sono invece il frutto di
una collaborazione tra la Risestar Music e l'etichetta australiana
Battlegod Records.
Andiamo però con ordine, rispettando fedelmente la tracklist. Ah,
per quanto riguarda la confezione, questa seconda parte della
compilation possiede gli stessi pregi e difetti della prima.
A rompere il ghiaccio ci pensano gli americani Eversinceve, con
"Atrocity". Beh, dato che questa canzone apre una sezione intitolata
"The Black Legions", mi sarei aspettato un pezzo di black metal.
Invece, ecco un solido esempio di death metal melodico alla svedese. Si
tratta di una composizione arrabbiata, dai timbri scuri, che richiama
vari gruppi della cosiddetta Scuola di Gotheborg. Come tanti gruppi che
si cimentano in questo genere, anche gli Eversinceve cadono nella
prevedibile trappola del già sentito. Infatti, non riescono a
sorprendere. Il meglio lo danno in quei momenti nei quali tentano di
allontanarsi dai soliti giri, suonati e risuonati da milioni di band, e
provano a metterci del loro. Bravi, professionali come solo gli
americani sanno esserlo... ma banali.
Dietro di loro, ecco i finlandesi Southavoc con "Circle Is Closing". Lo
stile è lo stesso proposto dagli Eversinceve, e da tanti altri. Sono
molto violenti e altrettanto melodici. Non saprei però che altro
aggiungere. Tecnici, grintosi, scontati come al solito. Insomma, ma io
dico, ci vuole una scienza per suonare un death metal melodico ed
arrabbiato senza usare sempre i soliti giri di accordi? Le cose sono
due: o si parte col presupposto di imitare i gruppi più rappresentativi
del genere, oppure è proprio la creatività ad essere morta. Non me ne
vogliano i Southavoc, che tra l'altro sono pure bravi. Però non si può
andare avanti a la minore e sol per tutta la vita (e cambiate pure
chiave, tanto il risultato è lo stesso)! Bisogna guardare oltre!
"On My Side" è il biglietto da visita dei finlandesi Codean, un
gruppo che come idee ed impatto si stacca notevolmente da quelli
precedenti (per fortuna!). La canzone è bella, potente, emozionante. Il
growling è effettato, ma si amalgama bene nel suono d'insieme.
Stilisticamente, i Codean propongono una sorta di thrash/death melodico
originale, ricco di personalità. Le influenze sono svariate: ad
esempio, in fase di assolo ma anche nei lunghi passaggi strumentali, i
gruppi che vengono alla mente sono i Death di metà carriera o i
Pestilence di "Consuming Impulse". La composizione, comunque, ha preso
soprattutto dalla scena death svedese, riproponendo però le idee in
maniera convincente ed inedita. La durata del brano, più di sei minuti,
non pesa affatto: bravi, molto bravi!
Sempre provenienti dal paese dei mille laghi, i Bloodride
intendono il death melodico in tutt'altra maniera. La struttura del
brano è semplice; lo stile d'insieme è rozzo. "King Of Pain" si lascia
ascoltare tranquillamente, ma non offre alcuno spunto interessante.
Meglio piuttosto i Dawn Creation, almeno per quanto riguarda la
traccia "Modest". Sì, perché questo gruppo è rappresentato da due
canzoni, ma... non so come dire... non vorrei che ci fosse un errore di
stampa sulla copertina, perché "Modest" è molto diversa dalla
successiva "Overdozer". Se non avessi letto la tracklist, mai e poi mai
avrei detto che le due composizioni fossero il parto delle medesime
menti! "Modest" è infatti una canzone notevole, aperta da suoni
elettronici che tendono a spiazzare l'ascoltatore. I primi riff sono
heavy fino al midollo, ma presto la violenza e la melodia prendono il
sopravvento, con un mantello di tastiere a ricoprire il tutto. Lo stile
è una sorta di power death, un po' Children Of Bodom, un po' Finntroll
(ma senza le ritmiche hummpa), un po' Thee Maldoror Kollective
(addirittura!)... Il risultato non è però originale come sarebbe lecito
aspettarsi. La musica è trascinante, sebbene non entusiasmante.
"Overdozer" è tutto il contrario di "Modest", invece. La strofa è
cattiva, ma il ritornello è cantato da una sdolcinata voce femminile. I
suoni sono piuttosto cupi; quelli della tastiera sono invece proprio
scarsi. La padronanza degli strumenti, delle chitarre in particolare, è
buona. E' comunque chiaro che il titolo "Modest" sarebbe stato più
idoneo a questa traccia, piuttosto che alla precedente!
Lasciamo ora la Finlandia e spostiamoci di quel tanto per
raggiungere la Svezia. I Loss, con "No God Worth", si esibiscono in una
prova di violenza convincente, che non tradisce la provenienza
geografica del gruppo. Penso che il ritmo sia tenuto da una
drum-machine, tanto è turbinoso. Talvolta, questa musica mi ricorda
qualcosa dei Dissection. Nel suo complesso però, "No God Worth" risulta
un brano nella norma.
I canadesi Cradle To Grave devono amare i Celtic Frost alla
follia. Il riff portante di "Projectile" ricorda molto la band
svizzera. Questa traccia mi piace parecchio. E' ricca di parti
cadenzate cariche di groove; si sentono richiami heavy molto catchy. La
spinta è quasi death'n'roll, anche se questa definizione va un po'
stretta a "Projectile". Coinvolgente, figo, proprio un bel brano!
I Let Me Dream (e qui si torna in Finalndia), vogliono tener fede
al proprio nome, proponendosi come la copia povera, scadente ma
soprattutto soporifera dei Children Of Bodom. Cioè, la loro musica
mescola ai suoni tipici del gruppo di Alexi Laiho, tutte le sonorità ed
i cliché tdel black metal sinfonico da discount, quello più effeminato
ed innocuo. Per tutta la durata di "I Resonate", i musicisti tentano di
mescolare altre influenze, ma il risultato di tutto questo sforzo è una
noia senza fine.
I colombiani Athanator, seppure in possesso di una discreta
tecnica, mi sembrano... uhm... mosci. "Metabolic Damage" è una canzone
scarsa, che non mi ha detto assolutamente nulla. La voce del cantante
fa un po' Coroner...
Come commento per la canzone "Collector Of Souls" dei finlandesi
Cyphosis, posso solo affermare che si tratta di un esempio di death
melodico alla svedese, suonato professionalmente e ben interpretato dal
growling profondo del cantante. Null'altro.
Di gran lunga migliore è lo strumentale dei canadesi Mastery,
intitolato "Lethal Legacy". I musicisti dimostrano un buon gusto
nell'arrangiamento e la tecnica non è mai messa in evidenza. La melodia
è presente, e la composizione è senza dubbio positiva.
A concludere la sezione intitolata "The Black Legions", ci pensano
i portoghesi Opus Draconis. "The Throne Of Absence II" è una traccia
grondante sangue, melodica ma senza compromessi. La voce ha
un'impostazione grind, e passa sovente dallo screaming al growling.
Cattiveria a go-go, per una canzone onesta.
Le ultime cinque tracce di questo CD, appartengono ai gruppi
accasati presso l'etichetta Battlegod Productions. Probabilmente la
Risestar distribuisce la Battelgod nell'America del Sud, ma questa mia
supposizione dev'essere presa assolutamente con le pinze. Non credo
comunque che sia utile dilungarsi più di tanto sulle singole tracce, in
fondo tutte le pubblicazioni della Battlegod sono state recensite
diffusamente da Shapeless. A titolo di cronaca, le canzoni presenti
nella compilation sono: "Blade Of Revenge" dei Saxorior, "Murder In The
Dark" dei Doomed And Disgusting, "We The Macedonians" dei Baltak, "The
Terran Empire" dei Dark Order e "Total Black Energy" dei Buio Omega.
Dunque, se volete saperne di più su questi singoli gruppi, consultate
pure il nostro archivio. Troverete i vari album commentati nella loro
interezza.
Con i due capitoli di "The Iron Force Metal Compilation", la
Risestar Music ha svolto il solito buon lavoro di promozione del metal
underground. Invito i lettori a visitare il sito dell'etichetta, per
saperne di più sulla sua attività.
(Hellvis - Febbraio 2006)
Voto: 7
Contatti:
Mail: info@risestar.cl
Sito internet: http://www.risestar.cl/